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Confcommercio: dal Governo stop agli acconti Irpef, Ires, Irap. In aumento la platea degli aiuti

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Confcommercio

“Lo stop degli acconti Irpef, Ires, Irap del 30 novembre dovrebbe riguardare tutte le partite Iva e le imprese fino a 50 milioni di fatturato che hanno subito perdite di almeno il 33% del volume d’affari del primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2019”. Tutta l’attenzione di Confcommercio è dedicata agli aiuti alla categoria, e ai lavoratori autonomi, con una sintesi dei provvedimenti che la Confederazione auspica siano approvati in breve tempo.

“Il Parlamento dà l’ok allo scostamento da 8 miliardi”, commenta in una nota Confcommercio, “Ora un altro decreto per un nuovo calendario fiscale che sposterà anche i versamenti di dicembre ad aprile e amplierà la platea dei beneficiari dopo il via libera delle Camere allo scostamento di 8 miliardi il Governo punta a varare domenica  prossima un nuovo decreto legge, il Ristori quater per inviarlo in Gazzetta Ufficiale la sera stessa, in tempo utile per sospendere le scadenze fiscali del giorno successivo”. L’auspicio della Confederazione è tutto rivolto al capitolo fisco in quanto un taglio di versamenti potrebbe ridare coraggio e un filo di rilancio alle imprese che hanno subito un tracollo economico.

“Il nuovo capitolo dei Ristori”, spiega la Confcommercio, “dovrebbe ridefinire così il calendario fiscale spostando anche i versamenti di dicembre ad aprile e ampliando la platea dei beneficiari delle proroghe”. Nella nota la Confederazione elenca le possibili sospensioni di versamenti.

“Lo stop degli acconti Irpef, Ires, Irap del 30 novembre dovrebbe riguardare tutte le partite Iva e le imprese fino a 50 milioni di fatturato”, fa presente la Confcommercio, “che hanno subito perdite di almeno il 33% del volume d’affari del primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2019. Saranno inoltre sospesi i versamenti Iva, i contributi previdenziali e le ritenute fiscali dei dipendenti di metà dicembre e l’acconto annuale dell’Iva in scadenza il 27 dicembre. Per questi però il calcolo delle perdite potrebbe essere basato sul confronto solo tra novembre 2020 e lo stesso mese dell’anno precedente”. Resta ancora il nodo della soglia minima delle perdite, che potrebbe essere portata al 50% per questi versamenti, ma nella maggioranza il confronto prosegue, con Italia Viva e M5s in pressing per uniformare tale soglia al 33%. “Dovrebbe entrare nel decreto”, auspica la Confederazione dei commercianti, “anche la proroga delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio del 10 dicembre per coloro che hanno debito in sospeso con il fisco. Il nuovo termine dovrebbe essere spostato al primo marzo”. Nell’elenco stilato dalla Confcommercio c’è la possibilità che sia rifinanziato il reddito d’emergenza e le misure a sostegno dei genitori con i figli in quarantena come i congedi parentali e il bonus babysitter.

“La prossima settimana”, sottolinea l’Associazione ricordando i tempi, “il decreto sarà poi assorbito nel pacchetto Ristori all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama. Il governo lavora per mettere a disposizione delle modifiche parlamentari una dote di 600 milioni. L’obiettivo”, conclude la Confcommercio, “è di concludere l’esame nelle commissioni e arrivare in Aula prima di Natale, per consentire poi un rapido passaggio alla Camera per l’approvazione definitiva, dal momento che il primo decreto Ristori scade il 27 dicembre”.

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