Anche Instagram “oscura” Marco Rizzo. Il PC denuncia: “Vogliono vietare le idee”

In Rilievo

Proprio ieri abbiamo intervistato il segretario del Partito Comunista Marco Rizzo (LEGGI QUI) vittima di una censura da parte di Facebook, che ha oscurato un suo post dove criticava gli Stati Uniti d’America all’indomani dell’occupazione del Campidoglio.

Ebbene, nelle stesse ore anche Instagram provvedeva a bloccare un post del leader comunista in cui denunciava proprio la censura subita. A rendere nota la vicenda √® lo stesso Partito Comunista che attacca: “Continuano gli ‘avvertimenti’ dei social nei confronti della analisi politica di Marco Rizzo che -evidentemente- d√† fastidio. Ieri sera Instagram ha rimosso il post in cui si denunciava la censura cui era stato sottoposto, inventandosi la motivazione e¬† parlando addirittura di ‘violenza o organizzazioni pericolose’. Ci sarebbe da ridere se non fosse una cosa seria. Nel frattempo la solidariet√† serve eccome. La nostra societ√† attuale ha delegato completamente ad aziende private la libert√† di parola. Se non sei sui social non esisti, e se sei sui social devi attenerti al pensiero dominante”.

A questo punto, √® ancora pi√Ļ evidente, come il problema della censura non riguardi pi√Ļ soltanto le formazioni cosiddette di estrema destra accusate di propagandare ideologie fasciste e odio razziale, ma coinvolga tutti i movimenti di opposizione “al sistema”, ovvero quelli che, da destra come da sinistra, si oppongono ai progetti del cosiddetto “nuovo ordine mondiale”. Ormai iniziano ad essere troppi gli indizi in grado di fare una prova.

Chi negli ultimi giorni, anche nel mondo dell’informazione, ha esultato per la censura social contro Donald Trump sostenendo che contro l’odio e la violenza ogni azione preventiva √® legittima, dovrebbe riflettere attentamente e preoccuparsi di difendere il diritto alla libert√† di partola e di espressione. Perch√©, come insegna la storia, le “dittature” non hanno mai guardato in faccia nessuno e prima o dopo le teste sono cascate a tutti. E anche chi di censura ferisce, prima o poi della stessa censura rischia di perire. Meditate gente….meditate!

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