Giù le mani da Osho. Messaggio ai social: “La satira non si tocca”

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In tempi di censura social con account bloccati, profili rimossi, post oscurati ecc. forti polemiche si erano scatenate ieri alla notizia che anche la pagina Facebook “le più belle frasi di Osho” era stata bannata. In realtà è poi tornata regolarmente attiva e pare non si sia nemmeno trattato di censura come ha ammesso lo stesso Federico Palmaroli, alias Osho, da una parte sicuramente felice per i numerosissimi attestati di stima ottenuti, ma dall’altra obbligato a smentire le notizie social circolate per l’intera giornata.

Palmaroli ha spiegato in un post: “Intanto ringrazio tutti per la solidarietà. Siete il mio settimo cavalleggeri. Quanto ai motivi della chiusura temporanea della pagina, pur comprendendo coloro che hanno pensato che fosse dovuta a motivazioni legate ai contenuti da me pubblicati, vi informo che non è stata provocata da quelli, anche perché la mia satira non è né violenta né offensiva.Semplicemente m’ero scordato de pagà ‘na bolletta”.

Poi aggiunge: “Scherzi a parte, c’è stata una segnalazione relativa al soprannome con cui ormai tutti mi conoscete e un conseguente errore di valutazione da parte di facebook, riconosciuto dopo il mio reclamo. Tutto a posto. Comunque pe sicurezza il libro compratevelo…’n se sa mai”.

Tutto risolto insomma, eppure per alcune ore sulla chiusura temporanea della pagina si erano scatenate forti polemiche. Anche se va detto non tutti in verità sembravano disapprovare l’eventuale censura. E’ il caso dello scrittore Fulvio Abbate che Osho in verità non lo ha mai amato e che  ha scritto: “Facebook sferra un duro colpo al becerismo fascio-qualunquista: bannata la pagina delle più belle frasi di Osho”.

Di diverso tenore invece il post del leader comunista Marco Rizzo che la censura nei giorni scorsi l’ha subita davvero per alcuni post molto critici con gli Stati Uniti d’America e il nuovo presidente Biden. Dopo aver espresso solidarietà ad Osho, Rizzo ha parlato apertamente di “tirannia in atto”.

Ma è stato soprattutto sui social che si è manifestata la solidarietà nei confronti del celebre vignettista, le cui frasi sono diventate autorevoli quanto un editoriale di prima pagina (o forse anche di più).

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Il regime fazioso di #Facebook ha oscurato la pagina de “Le più belle frasi di Osho”.
Un altro passo verso l’ammaestramento delle masse, per determinare un pensiero unico e indirizzabile, alla faccia di Voltaire…
Mai e poi mai usato quel social. Lo considero un vanto.#OSHO pic.twitter.com/Lf92bw5UmN

— Jj Karl One Jj™ (@KarlOne71) January 19, 2021

Insomma, malinteso a parte e censura smentita, Osho ha apprezzato e gradito. E ai social indirettamente è arrivato un messaggio forte e chiaro: non azzardatevi mai a censurare la satira. 

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