Contratto Metalmeccanici. I sindacati rilanciano: un milione e mezzo di lavoratori in attesa, Unionmeccanica dia risposte

In Rilievo Lavoro e formazione

Passi in avanti ci sono ma l’accordo resta lontano. Suo rinnovo del contratto che riguarda un milione e mezzo di lavoratori,  Fiom, Fim e Uilm chiedono di dare una svolta alla trattativa. I tempi infatti si dilatano mentre Unionmeccanica-Confapi, sono per ora rimaste in silenzio. Nelle scorse settimane i sindacati hanno organizzato diverse ore di sciopero sottolineando che le proposte fatte per un maggior salario, sicurezza, stabilità del lavoro e formazione, sono irrinunciabili.

Finora la trattativa è andata avanti senza barricate, con la volontà generale di definire e dare il via al nuovo contratto il prima possibile vista la situazione di crisi. L’ultimo appuntamento tra sindacati e Unionmeccanica-Confapi si è tenuto lo scorso mese di ottobre, con la volontà generale di proseguire il confronto. Lo scenario, tuttavia, in cui emerge tanta disponibilità è da collegarsi anche al fatto che in ballo per lo sviluppo economico ci saranno anche le maxi risorse finanziarie del Recovery Found che daranno sostegno alle imprese e ai progetti che dovranno dare una forte spinta alla economia.

Durante il confronto tra Sindacati e Unionmeccanica-Confapi, è stato fatto un ulteriore approfondimento per quanto riguarda la parte normativa, in particolare per le materie relative il mercato del lavoro, Smart Working, inquadramento professionale, formazione continua, ambiente e sicurezza.

Le proposte dei sindacati per ora non hanno avuto risposta, ma hanno ottenuto una attenzione di massima. Una situazione di attesa che ora i sindacati intendono rompere per avere risposte certe che riguardano un milione e mezzo di lavoratori.

“Come delegazione sindacale”, hanno fatto presente Fiom, Fim e Uilm, “essendo ormai giunti ad una fase avanzata del confronto, abbiamo sottolineato la necessità di conoscere la posizione di Unionmeccanica rispetto alla nostra richiesta sui salari presente in piattaforma”.

Sulla parte economica Unionmeccanica, invece, si è riservata di esprimere una propria posizione già dal prossimo incontro. Con una precisazione di merito sulle richieste, quella di “non essere interessata ad una revisione dell’inquadramento professionale, non ritenendola un’esigenza particolare delle proprie imprese associate e nemmeno oggetto di richieste nelle trattative aziendali con RSU e Organizzazioni Sindacali territoriali”. Insomma c’è attesa e distinguo sulle posizioni, che le Associazioni datoriali si esprimano dicendo fino a che punto, iniziando dai salari, sono disposti a trovare un accordo con i sindacati di categoria.

Dal canto loro Cgil, Cisl e Uil pur sollecitando riconoscono che il rallentamento è giustificato anche dalla pandemia e dalle attese politiche sulla ipotesi di un nuovo Governo affidato a Mario Draghi. Un nome su cui in particolare punta Confindustria, così Fiom, Fim e Uilm, hanno condiviso la necessità di dare continuità al negoziato, e deciso di aggiornare la trattativa. I prossimi incontri si terranno in delegazione ristretta sempre in modalità remoto per il giorno giovedì 18 febbraio e successivamente per un incontro in delegazione plenaria nella settimana dal 22 al 26 febbraio 2021. Tempi che coincideranno con la nascita di un nuovo Governo e con una svolta tanto attesa, almeno da parte di Confindustria.

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