M5S, il vaffa day stavolta è contro Beppe Grillo: slitta il voto su Rousseau

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Nel Movimento 5 Stelle ormai il dissenso è esploso in tutta evidenza e non si ferma più. Beppe Grillo annuncia lo slittamento del voto online sulla fiducia a Mario Draghi e la modifica dello Statuto a data da destinarsi, accogliendo le richieste dei parlamentari governisti che da due giorni stanno chiedendo di bloccare tutto spaventati dalla prospettiva di un voto contrario.

Il garante con un post su Facebook ha spiegato che il rinvio si rende necessario per capire meglio cosa Draghi intende fare, ma è evidente come il suo appaia un tentativo di stoppare un percorso che stavolta potrebbe sfuggire di mano ai vertici: “Mi sono trovato davanti a un signore che dovrebbe somigliare a un dentista che deve fare delle estrazioni, con un’anestesista – ha scritto Grillo – Io mi aspettavo il banchiere di Dio, invece è un grillino. Il discorso è: questa persona è aperta – finge o non finge, io aspetterei che faccia dichiarazioni pubbliche”. Ragione per cui, a detta del fondatore, sarebbe inutile pronunciarsi oggi e domani su un’eventuale sostegno all’esecutivo. Ai militanti chiede di avere pazienza, di evitare scelte affrettate: “Aspettiamo un attimo, vi chiedo di aver pazienza” ha scritto ancora nel post.

Pazienza però che sembrano non avere più i parlamentari dissidenti, che ieri sera hanno organizzato il Vaffa Day per rimarcare la loro contrarietà al nuovo premier e al governo che si appresta a mettere in campo. Evento ovviamente online organizzato sulla piattaforma Zoom.
In prima linea ci sono Barbara Lezzi, Francesca De Vito, Luisa Angrisani, Bianca Laura Granato, Antonella Laricchia, Matteo Brambilla, Rosa Silvana Abate, Raphael Raduzzi, Pino Cabras, Andrea Colletti, Leda Volpi, Marì Muscarà, Mattia Crucioli, Jessica Costanzo, Alvise Maniero, Paolo Giuliodori, Elio Lannutti. Assente il senatore Nicola Morra, anche lui scettico sul sostegno a Draghi, che è stato fra i più decisi nel chiedere il voto degli iscritti, ma che si è detto comunque pronto a seguire il volere della maggioranza.

Non c’è Alessandro Di Battista, ma è evidente a tutti come dietro l’iniziativa vi sia lui che è ormai il leader dell’area ortodossa. E’ toccato alla Lezzi infuocare gli animi urlando contro la nuova maggioranza e soprattutto contro l’alleanza con Berlusconi che sembra tornato il “male assoluto”, molto più di quel Matteo Renzi che ha fatto fuori Conte da Palazzo Chigi.
Tanti gli interventi di militanti che hanno manifestato la loro contrarietà a Draghi ma anche delusione e rabbia contro Grillo, ancora di più dopo il suo post in cui annunciava il rinvio del voto online. Si accusa il Movimento di aver cambiato pelle, di aver tradito la fiducia della gente, di aver rinnegato gli ideali. Si parla di una base in rivolta pronta ad esplodere. Il clima è incandescente e i delusi da Grillo richiamano la memoria di Gianroberto Casaleggio, il guro pentastellato che oggi sono tutti convinti starebbe a lottare al fianco dei dissidenti.

Siamo insomma alla resa dei conti, e ormai sia Grillo che i vertici del Movimento sembrerebbero aver messo in conto la spaccatura nei gruppi parlamentari. Un passaggio inevitabile oltre che necessario. Ormai non c’è più modo di coniugare le mille contraddizioni presenti nel Movimento dove si è detto e fatto in questi anni tutto il contrario di quello che si è predicato per anni. Sedendosi a discutere con tutti e facendo alleanze con tutti, da Salvini a Leu, passando per Renzi e ora pure per Berlusconi. E il rinvio del voto online è forse la migliore dimostrazione di come ormai nessuno sia più sicuro di controllare nulla.

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