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Come la Cina ha già comprato l’Africa con la “diplomazia dei vaccini”

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Qualche giorno fa la BBC ha diffuso una mappa che mostrava lo stato di avanzamento delle vaccinazioni da Covid-19 nel mondo, sulla quale i Paesi erano colorati con diverse tonalità di giallo a seconda del numero di dosi somministrate rispetto al totale della popolazione, lasciando in grigio quelli in cui la campagna non era ancora partita.

Indovinate un po’ qual era l’unico continente completamente grigio? Sì, non ci voleva molto a indovinare: l’Africa. Mentre l’Unione Europea se la prende – con qualche ragione, per carità – con il bullismo degli Stati Uniti, che sta facendo incetta di qualunque prodotto disponibile sul mercato per immunizzare prima possibile la sua popolazione in modo da tornare alla normalità prima degli altri, nessuno si preoccupa di quelle aree che mancano di risorse, mezzi e strategie per avviare una campagna vaccinale che abbia qualche speranza di essere portata a termine con successo.

O meglio, quasi nessuno. Perché confidando nella solita miopia occidentale, la Cina ha deciso di provvedere anche a questo bisogno dell’Africa, che ormai è diventata una gigantesca colonia alle dipendenze di Pechino. È notizia di questi giorni la costruzione di un corridoio di distribuzione del vaccino cinese che, partendo dall’aeroporto di Shenzen, farà tappa in un enorme hub di smistamento ad Addis Abeba e potrà contare su alcuni centri di produzione al Cairo.

La Cina è l’unica speranza per questa parte del mondo, visto che i vaccini prodotti dalle principali case farmaceutiche sembrano essere stati riservati quasi esclusivamente ai ricchi: il 100% della produzione di Moderna e il 96% di quella di Pfizer per il 2021 sono già stati prenotati dai paesi occidentali, dal Giappone e dagli Emirati. L’unica eccezione africana, neanche a dirlo, il “bianchissimo” Sudafrica, che aspetta le prime dosi di Moderna, Pfizer e AstraZeneca per aprile.

La supremazia cinese non è comunque solo questione di buona volontà, ma anche di prodotto: i vaccini cinesi possono essere conservati in normali frigoriferi, una qualità fondamentale in un continente povero di infrastrutture e arretrato nella logistica, dove trasportare medicinali che devono essere mantenuti parecchie decine di gradi sotto lo zero è impossibile.

Non sorprendono quindi le parole che l’ex sottosegretaria al ministero della salute del Rwanda Agnes Binagwaho ha rivolto ai governanti europei: “Siate onesti e dite ‘La nostra gente viene prima’. Smettetela di mentire ripetendo che siamo uguali”. La Binagwaho ha poi chiesto un po’ retoricamente: “Se la Cina ci darà i vaccini salvando buona parte della popolazione africana pensate davvero che continueremo a vedere i cinesi negativamente?”.

Se sarà Pechino a vaccinare gli 1,2 miliardi di abitanti dei 54 paesi africani, possiamo star certi che il dominio cinese non sarà solo materiale ma anche “morale”, e il distacco del continente più prossimo all’Europa dall’Occidente e dai suoi valori diventerà irreversibile.

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