Fratoianni (SI) “da solo” dice No a Draghi: l’ironia di Marco Rizzo (Pc)

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Mario Draghi ha provocato una mini frattura a sinistra, con Sinistra Italiana componente del gruppo parlamentare di Liberi e Uguali, che ha deciso di votare No al nuovo esecutivo.

Il partito guidato da Nicola Fratoianni ha riunito nei giorni scorsi l’assemblea nazionale, naturalmente in modalità online, la quale si è espressa a maggioranza contro la fiducia a Draghi. La relazione del segretario Fratoianni per il No al nuovo governo è stata approvata con 122 voti favorevoli, 16 contrari e 4 astenuti.

La motivazione è legata alla presenza nel governo di ministri della Lega e di Forza Italia, fatto questo che sposterebbe pericolosamente l’asse dell’esecutivo a destra. “Abbiamo atteso, senza pregiudizi, di vedere la squadra di governo. Ma siamo molto delusi. Questo non è il governo dei migliori, è un governo più di destra e che rischia di portare indietro le lancette dell’orologio del Paese – ha affermato a conclusione dei lavori dell’assemblea nazionale di SI Nicola Fratoianni – Oggi più che mai dobbiamo proteggere chi è più debole dentro questa crisi. Per farlo continueremo a farlo in Parlamento e fuori, rilanciando l’alleanza fra il Pd, il M5S, e le forze della sinistra e dell’ambientalismo. Non condividiamo la scelta di sostenere questo governo, ma continueremo a lavorare per una coalizione che dia un’alternativa al Paese”.

Peccato però che la decisione dell’assemblea nazionale sarà praticamente disattesa, visto che ben due parlamentari su tre di Sinistra Italiana, Loredana De Petris in Senato ed Erasmo Palazzolo alla Camera, voteranno la fiducia seguendo quindi la linea della corrente bersaniana di Articolo 1 che ha ottenuto la riconferma del ministro Speranza.

E sulla decisione di Fratoianni è piombata l’ironia del segretario del Partito Comunista Marco Rizzo che ha indetto una manifestazione nazionale contro il governo Draghi il prossimo  il 27 febbraio. “Sinistra Italiana è ‘vorrei ma non posso’ – attacca Rizzo – vota no (anche perché non è per nulla determinante) a Draghi, ma manco finisce la frase, e subito ribadisce lealtà e subordinazione a PD e 5Stelle. Che miseria politica. Anche per questo serve manifestare contro Draghi e tutti i suoi serventi politici sabato 27 febbraio in tutte le città.”.

In effetti la posizione di Sinistra Italiana ha tanto il sapore di un atto puramente simbolico, visto che alla fine il voto contrario sarà del tutto irrilevante. Sarà forse utile a Fratoianni per chiamarsi fuori e poter criticare le scelte del governo, continuando ad invocare quella patrimoniale che tanto nessun governo metterà mai, nè di centrodestra, né tantomeno del Pd.

E probabilmente dietro la mossa di Fratoianni c’è anche il tentativo di non appaltare alle forze della sinistra non presenti in Parlamento ma in crescita elettoralmente nel Paese, il Pc di Rizzo, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo, l’opposizione al governo. Ma il fatto che due parlamentari su tre si siano detti a favore di Draghi, dimostra chiaramente come il tentativo parta già con le armi spuntate, per non dire completamente zoppo e privo di credibiltà politica. A meno che tanto la De Petris che Palazzolo non vengano messi entrambi alla porta, cosa che appare decisamente improbabile. Anche perché nel dispositivo approvato dall’assemblea è scritto che si “propone ai propri parlamentari di votare contro la fiducia al governo Draghi”. E proporre è cosa ben diversa che imporre. 

Alla fine a Sinistra Italiana non conviene né uscire da Leu, né tantomeno chiamarsi fuori dall’alleanza con Pd ed M5S. Insomma, una tattica per tenere buoni gli elettori più insoddisfatti ma senza disturbare troppo il manovratore. Ma poi, dove sta questa pericolosa deriva a destra se metà governo è lo stesso del Conte 2? Vedere alla voce “gioco delle parti”.

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