Parla Vittorio Sgarbi: “Vi spiego la vera rivoluzione di Draghi”

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“Non ha pronunciato una parola. Non ha fatto un proclama, né fatto trapelare prima nemmeno la più pallida indiscrezione. Però in pochi giorni Mario Draghi ha rivoluzionato la struttura di comando con cui l’Italia stava naufragando nella sua battaglia più importante, quella delle vaccinazioni. Ieri in pochi minuti e con un comunicato stringato di formale e freddo ringraziamento per il lavoro fatto, il premier ha dato il benservito a Domenico Arcuri e nominato nuovo commissario straordinario all’emergenza il generale Francesco Paolo Figliuolo, un militare che ha comandato la missione del contingente italiano in Afghanistan e di quello Nato in Kosovo e che da due anni e mezzo era il responsabile della logistica dell’Esercito. Coordinamento della lotta alla pandemia a un uomo del fare come Franco Gabrielli, passato dalla guida della Polizia a palazzo Chigi come sottosegretario braccio operativo del premier. Ritorno alla guida della Protezione civile di Fabrizio Curcio, altro manager dell’emergenza abituato a operare più che a chiacchierare come il predecessore Angelo Borrelli (brav’uomo, intendiamoci, ma non adatto al ruolo)”. E’ quanto scrive Franco Bechis su Il Tempo per evidenziare come Draghi abbia inaugurato una nuova stagione, non soltanto politica ma anche comunicativa. Ne è convinto anche Vittorio Sgarbi, critico d’arte, parlamentare e sindaco di Sutri che abbiamo intervistato.

Da Draghi zero parole ma subito fatti. Niente conferenze stampa nel cuore della notte, niente dichiarazioni a reti unificate, ma provvedimenti rapidi e senza preavviso. Le piace questo nuovo modo di (non) comunicare e di agire?

“Assolutamente sì.  Del resto un Presidente del Consiglio parla con gli atti, sono quelli che caratterizzano e danno forza all’azione di un governo, le parole sono superflue e del tutto inutili in certi casi, addirittura dannose, sono un inutile gioco retorico che serve soltanto a mettersi in mostra. Draghi non ne ha bisogno. Direi che la vera rivoluzione il premier la stia facendo proprio nel campo della comunicazione, parlando soltanto con le azioni”.

Ha fatto bene a mandare via Arcuri e a rinnovare i vertici dei settori strategici maggiormente impegnati nella lotta al Covid?

” Ha fatto benissimo, e io sono con lui. Del resto il mio voto di astensione sulla fiducia, come ho chiaramente dichiarato in aula, non era da intendere come un segnale di scarsa fiducia nei confronti del premier, ma piuttosto della sua squadra di governo composta a mio giudizio da troppi ministri provenienti dall’esecutivo precedente. Ministri inconcludenti, incapaci, che sarebbe stato giusto cacciare. Quindi se Draghi agirà nel modo giusto come sta facendo io starò dalla sua parte”.

Intanto però c’è chi è rimasto deluso del fatto che con il nuovo Dpcm ha confermato chiusure, restrizioni, fasce colorate ecc. Anche lei si aspettava un cambio di passo?

“In questo momento Draghi non aveva altra scelta come mi ha spiegato anche Agostino Miozzo coordinatore del comitato tecnico scientifico. Fino a quando la campagna vaccinale non andrà a pieno regime occorre mantenere la massima prudenza. Non ci sono ancora le condizioni per un cambio di passo, anche se qualche segnale positivo si sta comunque intravedendo”.

Tipo?

“La riapertura di cinema, teatri e musei il fine settimana dove ci saranno le condizioni per farlo, è una buona notizia. E’ ciò che del resto ho chiesto io a Draghi appena insediato”.

Pensa che anche il comitato tecnico scientifico vada cambiato?

“Più che cambiato, credo debba essere rimodulato con l’ingresso di nuove figure capaci di guidare il Paese verso una fase nuova. Ripeto, la riapertura di cinema, teatri e musei avvenuta con il consenso del Cts è già un ottimo passo avanti nella condizione in cui siamo, ma naturalmente si dovrà fare di più. Quindi occorre che si studino soluzioni che consentano di riaprire al più presto tutta l’Italia, perché non si può soccombere al virus ancora a lungo”.

L’ex presidente Conte invece sta per assumere la guida del Movimento 5 Stelle. Che ne pensa?

“Che è il modo migliore per affossare definitivamente un Movimento fatto di dilettanti allo sbaraglio e di persone che non hanno più altri valori che la difesa delle proprie poltrone”.

Ma come, dicono tutti che Conte sarà un valore aggiunto, i sondaggi addirittura certificano che con lui a capo i 5Stelle torneranno sopra il 20% e superaranno il Pd?

“Adesso forse sì, ma quando si voterà nessuno si ricorderà più di lui. Eppoi non dimentichi che al presunto valore aggiunto portato da Conte corrisponderà il sicuro valore perso con l’uscita di Di Battista e di tutti quelli che lo seguiranno”.

Lei crede realistica l’ipotesi di Draghi futuro presidente della Repubblica?

“Sì, la vedo molto realistica. Draghi andrà al Quirinale nel 2022 e nominerà un premier di transizione per giudare il Paese fino alle elezioni del 2023. Probabilmente uno degli attuali ministri tecnici a lui più vicini. Nessuno ha interesse a votare prima della scadenza naturale per una questione di meri calcoli pensionistici. La pandemia non c’entra”.

Pensa che Draghi riuscirà a governare con una maggioranza così variegata?

“E’ proprio questa la sua forza. I partiti hanno scommesso su di lui e non possono permettersi di fallire. Al contrario dovranno fare di tutto per dimostrare di aver portato a casa i migliori risultati e possono ottenerli soltanto con lui”.

Americo Mascarucci

Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano “Il Tempo” nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l’assunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho più lasciato.

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