Mollicone (FdI): “Subito interventi per l’editoria nazionale. Approvato ordine del giorno di Fratelli d’Italia”

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Quale futuro attende l’editoria in Italia? Lo Speciale ne ha parlato con il deputato Federico Mollicone, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Editoria e responsabile del settore Innovazione di FdI, primo firmatario di un ordine del giorno con la richiesta di più fondi da destinare al comparto dell’informazione. “L’editoria è allo stremo, e va sostenuta con interventi e fondi straordinari – spiega Mollicone – L’appello multipartisan della commissione VII, già segnale importante, è ora un chiaro indirizzo del Parlamento grazie all’approvazione di un ordine del giorno a mia prima firma che reca l’impegno da parte del Governo di inserire già nel Dl Sostegno un credito di imposta per la distribuzione, per garantire un sostegno alla tiratura e alla capillarità della diffusione della stampa e per l’introduzione di un’agevolazione IVA al fine di prevedere, anche nel 2021, l’applicazione dell’imposta sul commercio di quotidiani e di periodici secondo il medesimo regime applicato nel 2020, previsto dal Dl Rilancio, in relazione al numero di copie consegnate e spedite”. Una chiara inversione di tendenza dunque rispetto alla politica a trazione grillina degli ultimi tre anni, che ha portato ad un drastico taglio delle risorse per le aziende editoriali.

Onorevole ci parli dell’ordine del giorno a sua prima firma, inserito nel Dl Covid. Un segnale rassicurante per la stampa oggi in difficoltà? Crediti di imposta e agevolazioni dell’Iva, sono misure sufficienti?

“Si tratta di un primo passo in vista della formulazione del Dl Sostegno, ma ci vogliono fondi e misure straordinarie. La Francia ha stanziato complessivamente più di un miliardo a favore del settore dell’informazione, l’Italia poco meno di 100 milioni rispetto a più di 130 miliardi di scostamento. Va rafforzata complessivamente l’infrastruttura di sostegno per l’informazione e l’editoria, così da salvaguardare le aziende editoriali e migliaia di posti di lavoro.
Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, principale documento di politica economica del prossimo decennio, è necessario inserire una componente specifica relativa al progetto ‘Editoria 5.0’ per il pluralismo e la qualità dell’informazione, contrastando la chiusura di molte imprese editoriali e il rischio di desertificazione del panorama dell’informazione, specificando in particolare linee di intervento per l’istituzione di un Fondo straordinario per interventi a sostegno dell’innovazione dell’editoria, per favorire l’assunzione di giornalisti e il ricambio generazionale, per il sostegno alla domanda con incentivi agli abbonamenti, per l’informatizzazione delle edicole, per la consegna a domicilio dei giornali”.

Molte aziende editoriali sono chiamate ad investimenti molto onerosi per poter reggere la concorrenza dei grandi gruppi soprattutto sul web. Quali interventi possono risultare oggi efficaci per favorire il pieno passaggio alla digitalizzazione ma senza penalizzare il settore della stampa cartacea sempre più in crisi?

“Le aziende editoriali sono investite da una crisi strutturale iniziata nel 2009 dovuta alla riduzione dei ricavi, sia da pubblicità che da diffusione, che la pandemia ha ulteriormente acuito. Queste stesse aziende si trovano davanti alla necessità di investire per la transizione verso il digitale al fine di evitare chiusure di testate che impatterebbero sul pluralismo dell’informazione e sulla qualità stessa della democrazia e poter competere con gli ‘Over the top’ per superare l’aspetto ancora irrisolto del cosiddetto ‘value gap’; ovvero la presenza di un disallineamento nella distribuzione del valore estraibile dai prodotti digitali tra soggetti che creano i contenuti e soggetti che guidano i processi, e i meccanismi attraverso i quali i prodotti vengono distribuiti nei mercati digitali. Ne va, anche, della sovranità digitale. Fratelli d’Italia propone, da sempre, l’introduzione, sul modello francese e australiano, di un meccanismo di negoziazione obbligatoria tra le parti interessate, che individui una quota adeguata di proventi che gli editori devono percepire. In caso di mancato accordo in un termine prestabilito tra gli editori e gli OTT, chiediamo che intervenga l’Autorità regolatoria di settore a definire le condizioni, anche economiche, della utilizzazione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali”.

Lei ha parlato di “editoria allo stremo”, eppure il governo Conte- 1 con Crimi sottosegretario all’editoria ha attuato il taglio dei fondi pubblici all’editoria prevedendo un azzeramento entro il 2023. Non ritiene a questo punto indispensabile cambiare rotta e superare l’impostazione chiaramente penalizzante voluta dai grillini?

“Una buona informazione è il vero antidoto all’infodemia. Fratelli d’Italia è riuscita, con propri emendamenti condivisi anche dalle altre forze politiche, a far slittare l’applicazione dei tagli dell’editoria voluti da Crimi salvaguardando 400 posti di lavoro. La qualità della democrazia passa per il pluralismo dell’informazione e il diritto dei cittadini a formarsi liberamente le proprie opinioni. Chiediamo che il taglio dei fondi all’editoria venga definitivamente abrogato. Con il sottosegretario Moles e l’appello di cui siamo stati promotori, auspichiamo che possa crearsi una maggioranza a sostegno dell’editoria, asset strategico”.

Fabio Torriero

Come giornalista, ho attraversato la comunicazione a 360 gradi (carta stampata, tv, radio, web). Ho lavorato presso Cenacoli, Fondazioni (Fare Futuro), sono stato spin doctor di ministri e leader politici, ho scritto una ventina di libri (politologia, riforme etc.) e i miei direttori storici e maestri sono stati Marcello Veneziani e Vittorio Feltri. Insegno all'Università comunicazione politica. Il giornalismo online è la mia ultima vocazione.

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