Centro storico affollato, un pensiero anticonformista che è solo un’opinione come tante

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Fermiamoci e mettiamo da parte che trattasi di popolo pecorone e senza ideali nè grandi valori. Ok. Siamo tutti d’accordo. Lo dice una che quando usciva di casa viveva questa identica folla-formicaio tutti i santi giorni e si metteva sul portone a commentare con un certo disprezzo la fauna che passava. Questo accadeva quando quella stessa gente era giudicata utile all’economia e al turismo e usata come faro e modello di buona condotta dagli stessi media che ne enfatizzavano il valore. Io, che non avevo una famiglia dal taglio consumista, anzi (tutt’altro), quasi mi sentivo inutile e reietta.

Tuttavia vorrei dire qualcosa di controcorrente sui centri storici pieni di gente:

1) Le persone non compiono alcun reato, mettiamocelo in testa. Non sono partiti da casa volendo fare assembramento. Potevano immaginarlo? Sì. Ma se non c’é divieto di andare al centro non c’è infrazione. Manco per gli spacciatori ci sta una cronaca cosí puntuale. Al limite ció che emerge, a ragionare meglio, é un errore fatto dal Viminale (quello di non gestire un fenomeno scontato) e da chi ha datato il decreto lunedì e non prima se proprio voleva il controllo del territorio.

2) Le riprese fatte come le ho viste non so se rispettino i termini di privacy, se ci sia il consenso delle persone immortalate.

3) Non stiamo in uno Stato etico (ma direi che ormai siamo in uno Stato etico sanitario e ragioniamo tutti da moralisti puritani e giustizialisti senza che sia trasgredita la legge tra l’altro). Mi fa specie che proprio chi combatteva gli Stati etici oggi passi dalla parte del sistema che vuole punire in base a un precetto morale e non penale.

4) Neanche sotto il fascismo si vedevano certe reprimende senza violazione della normativa vigente.

5) Gli imbecilli sono sempre esistiti. O decidiamo razzialmente che non hanno diritto di vivere, ma bisogna prendersi le responsabilità di un pensiero del genere, oppure antropologicamente parlando vegetano o vivono come tutti e in mezzo ai cosiddetti perfetti e intelligenti che oggi magari si sono rinchiusi dentro casa pure anticipatamente obbedendo ad altre suggestioni.

In sintesi quando vedo tutti andare contro quello che é un semplice capro espiatorio o una facile preda da uccidere e immortalare pure, io passo dall’altra parte. E lo faccio senza identificarmi né tra i moralisti ultraosservanti che ho descritto (nuova categoria religiosa), nè tra il popolo bue sfilante nelle viette centrali di Roma. Perchè conosco come funziona a correnti alterne il sistema mediatico e come ci porta dove vuole. Lo faccio per mia indole personale. Amo anche perdere se significa essere corretti rispetto a un tema che è molto complesso e riconoscendo dignità e una difesa anche agli imbecilli. La rete é pancia. Ma un minuto dopo occorre riflettere a fondo.

Io a uno Stato che ci monitora e ci fa sentire in colpa pure senza violazione di una normativa dico no. Perchè sono precedenti che non vanno concessi e sono pericolosi.

Marta Moriconi

La velocità e la capacità di individuare subito la notizia sono le mie qualità. Sono laureata in Giurisprudenza con il massimo di voti ma lascio la pratica forense e i Tribunali ben presto per gettarmi nella mia passione. Inizio la carriera nel monitoraggio radiotelevisivo, passo per gli uffici stampa, arrivo ai giornali online.

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