AstraZeneca, Meluzzi: “Un solo decesso con Sputnik avrebbe scatenato la guerra a Mosca”

8 minuti di lettura

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca contro Covid-19 su tutto il territorio nazionale. Tale decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. “Le scelte compiute e condivise oggi dai principali Paesi europei su Astrazeneca sono state assunte esclusivamente in via precauzionale in attesa della prossima decisiva riunione di Ema. Abbiamo fiducia che già nelle prossime ore l’agenzia europea possa chiarire definitivamente la questione”, è il commento del Ministro della Salute, Roberto Speranza. Eppure la notizia ha creato grande allarme fra le persone che hanno ricevuto già la prima dose del vaccino inglese e sono in attesa della seconda. Ma soprattutto, come mai questo cambio di comunicazione, prima smentendo correlazioni con i decessi avvenuti dopo la somministrazione del vaccino e poi sospendendo le vaccinazioni in via precauzionale? Se si sospende una vaccinazione a scopo precauzionale, allora forse non si può neanche escludere con assoluta certezza una correlazione con i decessi avvenuti e le complicanze segnalate. Ne abbiamo parlato con il medico e psichiatra Alessandro Meluzzi.

Come giudica la decisione dell’Aifa di sospendere le vaccinazioni AstraZeneca in attesa di approfondimenti da parte dell’Ema dopo aver per giorni assicurato che il vaccino era sicuro?

“Soltanto chi non conosce la scienza vera può affermare che un vaccino prodotto in tempi tanto rapidi non possa avere controindicazioni. Ci è stato detto che questi vaccini non venivano validati come terapia ma autorizzati all’interno di una sperimentazione. Quindi si tratta di vaccini sperimentali messi in circolazione, a mio giudizio, dopo una valutazione molto modesta. Consideri che per valutare l’efficacia effettiva di un vaccino servono mediamente tre anni, non possono bastare pochi mesi. Trattandosi di una fase sperimentale, qualora dovessero sorgere dei problemi, nessuno si assumerebbe la responsabilità di eventuali effetti negativi, perché chi lo riceve lo farebbe a suo rischio e pericolo. E lo dimostra il fatto che nessuno sarà chiamato a risarcire gli eventuali danni”.

Sta dicendo in sostanza che stiamo subendo una sorta di sperimentazione di massa?

“Come ho già spiegato dettagliatamente, la più grande vaccinazione di massa è quella naturale che a mio giudizio è ormai in fase avanzata. La vaccinazione cioè che avviene attraverso l’acquisizione degli anticorpi da parte delle persone che sono state aggredite dal virus e sono guarite e di quelle asintomatiche che hanno avuto il Covid senza manifestare i sintomi. Tenga conto che se non ci fosse questa immunizzazione naturale noi dovremmo ancora fare i conti con virus estirpati da anni. I vaccini possono affrettare questo processo che in ogni caso ci sarebbe comunque. Basti vedere quello che è avvenuto in Svezia dove il numero dei decessi in rapporto alla popolazione è molto più basso del nostro, nonostante gli svedesi non abbiano attuato i lockdown che abbiamo avuto noi. Quello che stiamo vedendo con i vaccini, è un qualcosa che va oltre quel principio di massima cautela che è da sempre alla base della scienza e della medicina. Si è detto che il rischio del Covid era talmente grande che valeva la pena anche rinunciare al principio di massima cautela, un po’ come avviene con le cure compassionevoli praticate ai malati terminali. E tenga conto che se oggi possiamo conoscere i possibili effetti prodotti nell’immediato da AstraZeneca, non possiamo conoscere quelli a lungo termine prodotti da tutti i vaccini attualmente in commercio”.

Sta dicendo che i numeri della pandemia non giustificano i rischi che le vaccinazioni potrebbero provocare?

“Oggi è impossibile fare un confronto preciso fra coloro che sono stati curati bene e che pur avendo avuto il Covid si sono salvati, e coloro che invece avendo ricevuto il vaccino hanno subito conseguenze. Lo potremo sapere nel lungo periodo, addirittura fra venti anni. La scienza ragiona da sempre sulla base dei dati di lungo periodo”.

C’è chi dice che se a provocare i decessi fosse stato il vaccino russo Sputnik probabilmente non si sarebbero viste tutte le cautele riservate all’AstraZeneca. E’ d’accordo?

“Certamente, come minimo avremmo accusato i russi di essere dei pericolosi assassini e forse avremmo già sganciato i missili su Mosca scatenando la terza guerra mondiale. Scherzi a parte, è evidente che nei confronti del vaccino russo le reazioni sarebbero state immediate e si sarebbe gridato alla tentata strage. Il vaccino russo è invece quello più tradizionale e forse il più sicuro, almeno in base a quello che ci dicono i russi. Da sempre le terapie si misurano in rapporto ai costi, ai rischi e ai benefici, quindi staremo a vedere. Di certo se il virus è stato utilizzato a scopo geopolitico per indebolire Trump e Putin, se ha funzionato contro l’ex presidente Usa, per quella che io definisco l’eterogenesi dei fini ha invece fallito con Putin che ha avuto l’occasione di rafforzarsi e di rimettersi in gioco. Grazie a Dio l’umanità non è governata dai calcoli algoritmici di Lucifero ma dalle leggi universali del caos. Ma tenga conto che anche il vaccino AstraZeneca essendo stato prodotto nell’Inghilterra post brexit, è visto dall’Europa con sospetto”.

Quindi anche su AstraZeneca c’è un atteggiamento prevenuto?

“C’è sicuramente una graduatoria geopolitica sui vaccini prima ancora che scientifica. E come sempre avviene in questi casi sarebbe interessante capire chi sono quelli che dovrebbero controllare e approvare. Siamo sicuri che tutti i controllori sono realmente obiettivi nei loro giudizi e non sono invece legati alle stesse aziende produttrici? Non mi pare che si possa mettere la mano sul fuoco circa l’imparzialità assoluta di chi dovrebbe decidere. E noi abbiamo assistito al paradosso di presunti esperti che andavano in televisione a difendere i vaccini per poi scoprire che erano finanziati dalle stesse case farmaceutiche che li producevano. Inoltre non dimentichi gli interessi miliardari che stanno ruotando intorno al business delle vaccinazioni da parte dei Paesi produttori. Profitti miliardari che in certi casi superano i bilanci degli Stati. Ecco perché dico che soltanto in futuro potremo capire l’efficacia effettiva dei vaccini, facendo una comparazione reale fra i rischi e i benefici prodotti, ma soprattutto sui costi, ovvero il parametro effettivo che avrà determinato le scelte. Il Covid non dico che sia come la terza guerra mondiale, ma certamente è l’inizio di una terza era che agevolerà una nuova redistribuzione dei profitti e del potere economico da parte delle potenze mondiali”.

Americo Mascarucci

Dal 1998 giornali e uffici stampa sono stati la mia casa, mi sono occupato di cronaca nera, bianca, rosa, rossa. Ho iniziato raccontando i fatti di paese e di provincia come corrispondente del quotidiano “Il Tempo” nella redazione a Viterbo, poi ho ottenuto l’assunzione in un giornale del gruppo Nuovo Oggi. Solo alla fine approdo nel meraviglioso mondo degli online che non ho più lasciato.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Digitali per forza, anche a 80 anni, altrimenti nessuna pensione

Articolo successivo

Tg News – 16/3/2021

0  0,00