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Parla Alessandro Meluzzi: “No a spiagge precluse. E’ antiscientifico”

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“Lavoriamo al Green Pass che prevede tre condizioni, il vaccino, avere avuto il covid e il tampone negativo. Non è discriminatorio e da noi esiste già in Sardegna”. Parola del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, esponente della Lega che sembra dettare le condizioni per l’accesso alle spiagge nel periodo estivo. Intanto nelle piazze va in scena la protesta delle categorie economiche devastate dalla crisi generata da mesi di lockdown, di chiusure imposte dall’oggi al domani senza alcuna programmazione e da ristori promessi e mai arrivati o devoluti in minima parte. Di tutto questo abbiamo parlato con il medico, psichiatra e opinionista televisivo Alessandro Meluzzi.

Partiamo dalle proteste di piazza. Sembra che il messaggio sia arrivato forte e chiaro nel palazzo se è vero che la politica ha preso atto che non si può continuare a tenere il Paese chiuso. Crede davvero che i politici abbiano capito che è necessario cambiare direzione?

“Vede, la politica non può mai fare a meno dei fatti. Come diceva il compagno Lenin i fatti hanno la testa dura. Il fatto oggettivo è che il Paese è spaccato in due. Da una parte ci sono i cosiddetti garantiti, quelli cioè che continuano a percepire mensilmente lo stipendio dallo Stato, e dall’altra ci sono imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti che sono stati rasi al suolo. Questa situazione non è tollerabile. Lo sarebbe se una parte del reddito destinato a chi percepisce lo stipendio dallo Stato venisse suddivisa al 50% fra garantiti e non garantiti, ma questo sappiamo perfettamente non avverrà mai. Quindi è evidente a tutti come questi lockdown ad oltranza porteranno ad una morte civile ed economica ancora peggiore della morte biologica. Paradossalmente avremo alla fine di questa epidemia molti più morti di fame che di Covid”.

C’è chi ha provato a strumentalizzare le proteste, deviando l’attenzione sugli scontri con la polizia, i saluti romani, lo sciamano, la gente senza mascherina. Stavolta però il gioco della grande distrazione mediatica sembra non aver funzionato. E’ d’accordo?

“Deviare l’attenzione fa parte del gioco della politica ma stavolta non è riuscito a mettere in ombra milioni di persone che protestano perché ridotte alla fame. Direi anzi che abbiamo avuto la prova di come il popolo italiano non sia più disposto a recitare la parte della plebe mite, disponbile a subire tutto in silenzio, eternamente paziente. Quando arriva la fame vera non c’è più pazienza che tenga”.

Il governo Draghi è stato presentato come il governo dei migliori, eppure sembra comportarsi come quello che lo ha preceduto, muovendosi sulla stessa linea, chiudendo il Paese come faceva Conte. Un fuoco di paglia?

“Ma cosa si aspettava? Che Draghi avrebbe risolto tutti i problemi dell’Italia? C’è soltanto un modo per farlo, ovvero stampando moneta, ma l’attuale premier è arrivato proprio per scongiurare che ciò possa avvenire. Non vedo quindi dove possa essere la soluzione. La priorità oggi è quella di immettere valuta sul mercato ed è ciò che l’Europa non vuole. Draghi è qui per imporre il rispetto delle regole europee e quindi l’indebitamento del nostro Paese”.

Sta dicendo che si è caduti dalla padella alla brace?

“Non credo agli uomini della provvidenza. Non esistono e mai esisteranno, e tutti quelli che si sono presentati come tali sono stati un disastro come la storia ha insegnato”.

L’estate è alle porte. Come valuta la proposta del ministro Garavaglia di consentire l’accesso nelle spiagge a chi è vaccinato, ha già avuto il Covid e ha il tampone negativo?

“Se queste sono le condizioni per andare in spiaggia preferisco ritirarmi in campagna. Mi sembra che ci troviamo sempre nell’ambito di quella che io definisco la psico polizia sanitaria. L’unica strada percorribile a mio giudizio è seguire il modello svedese e costruire un’immunità di gruppo, ancora di più dopo che abbiamo appurato che i vaccinati possono comunque trasmettere il Covid, i tamponi non sono del tutto affidabili e chi ha avuto la malattia non è escluso possa contrarla una seconda volta. Finché non accetteremo l’idea che dovremo coabitare con questa condizione della vita che è sempre esistita nella storia, penso che non ne usciremo facilmente”.

Coabitare in che senso?

“Fare quello che fanno gli svedesi e gli svizzeri. Militarizzare le spiagge non ha senso. Dobbiamo entrare nell’ottica di una coabitazione endemica con un virus che può essere curato, altrimenti tutti i rimedi saranno sempre peggiori del male. Non dico che sia sbagliato ricorrere alle vaccinazioni, ma trovo assurdo che l’essere o meno vaccinati possa diventare un fattore discriminante per accedere o meno in una spiaggia o in qualsiasi altro luogo. E non è neanche ammissibile che si giustifichino le chiusure proprio in base al fatto che non si è vaccinato abbastanza. Temo che questo sia il modo migliore per lasciare vuote le spiagge e arricchire i Paesi stranieri che stanno già facendo promozione ai loro luoghi di vacanza, vedi la Spagna”.

Quindi la proposta del Green Pass non la ritiene percorribile?

“Ma di cosa stiamo parlando? Il contagio all’aria aperta non c’è, non è possibile contagiarsi all’aperto, lo dice la scienza ed è ampiamente dimostrato. Il fatto che una simile proposta arrivi da un ministro leghista mi fa perdere ogni speranza su un positivo contributo della Lega pro Draghi a questo governo”.

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