Parla Fulvio Abbate: “Fedez e il conformismo. Cosa penso”

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Non si placano le polemiche scatenate dal caso Fedez. Da una parte la polemica continua ad investire la Rai accusata di aver tentato di censurare il rapper, dall’altra il fatto che Fedez abbia fatto un comizio dal palco del Concertone del primo maggio parlando di argomenti come il Ddl Zan che non c’entrano nulla con la festa del lavoro. Ma soprattutto Fedez può diventare il nuovo Grillo della politica? Lo chiediamo allo scrittore Fulvio Abbate, anticonformista di sinistra, o meglio di quella sinistra di un tempo che oggi non esiste più se non nel termine che Abbate stesso giudica “inappropriato”.

Nella polemica fra Fedez e la Rai c’è un aspetto che salta subito agli occhi, ovvero che il tentativo di censura sarebbe arrivato da Raitre, il canale da sempre considerato anticonformista, il canale della satira graffiante e delle inchieste scomode. Come si spiega questa anomalia?

“Credo che la migliore risposta a questo quesito l’abbia data Angelo Guglielmi, storico ex direttore di Raitre, in un’intervista rilasciata nelle ultime ore. Un tempo questa rete permetteva a personaggi singolari come Gianni Ippoliti, con una semplice videocassetta, di occupare uno spazio del palinsesto. Ippoliti andava fra la gente a fare domande del tipo “Permetterebbe a sua figlia di sposare un eterosessuale?” Le risposte dimostravano l’analfabetismo imperante nella società, dove le persone non sapevano distinguere fra eterosessuale e omosessuale e dichiaravano che mai avrebbero permesso un matrimonio con un eterosessuale”.

Cosa è cambiato da allora?

“Angelo Guglielmi ha spiegato che quanto avvenuto è il tentativo di coniugare il format televisivo con la volontà di non disturbare ogni genere di manovratore. Come diceva Indro Montanelli sono i servi che fanno il padrone, non viceversa. Ora, il Concertone del primo maggio è ospitato da Raitre ma risulta prodotto da una società esterna. Il vero punto di domanda è però un altro: come si può consentire ad un signore di intervenire a nome della Rai e di dire a Fedez che esiste un “sistema” da rispettare? Chi è questo signore? Il capo progetto della società che produce l’evento o forse anche un ex autore di programmi Rai che io ho conosciuto quando quei canali erano lottizzati da An? Sulla mia pagina Facebook c’è stato chi ha avuto il coraggio di dire che costui è un precario, quando si tratta di un autore che in Rai è sempre stato molto attivo. Ora, chi si permette di parlare di “sistema” da rispettare dentro la Rai dovrebbe, a mio giudizio, essere messo alla porta. Non ci si può esprimere in quei termini. Lo dimostra il fatto che il direttore generale Salini abbia dovuto chiedere scusa, e che volti noti di Raitre come Lucia Annunziata o come Michele Santoro, che conosce bene le dinamiche interne a Viale Mazzini e a quel sistema, abbiano difeso Fedez”.

Quindi la Rai è cambiata in peggio, questo sta dicendo, indipendentemente dalle dichiarazioni roboanti di chi in questi anni ha detto che la politica era stata allontanata, vedi i 5 Stelle?

“La Rai è un ministero e come tale soggetto alle regole ministeriali dove governano le logiche e gli interessi politici. Ed è stato così da sempre. Ora, visto che Draghi ha promesso discontinuità anche in Rai, inizi con l’allontanare il signore che si è permesso di parlare sfacciatamente di “sistema”. Si tratta di una questione culturale ed etica”.

Salvini ha parlato di polemica interna alla sinistra, essendo Fedez di sinistra e Raitre di sinistra. Come risponde?

“Salvini dice questo perché ovviamente non è parte in causa. Lui dovrebbe cacciare semmai quelli del suo partito che hanno dichiarato di voler “bruciare i gay nei forni” (sic). Io con Fedez ho polemizzato in passato, in rete gira ancora un video in cui lui mi attacca per un articolo che avevo scritto sulla moglie, quindi non mi iscrivo certo fra i suoi simpatizzanti. Ora lui non è certamente la nuova stella della sinistra, mi guarderei bene dal dire una simile assurdità, ma ha un potere tale da potersi permettere di rispondere ad un funzionario Rai “chi è lei per dirmi cosa posso o non posso dire? Come si permette di censurarmi”. Lo dicessi io verrei subito accusato di mettermi in mostra, di essere invidioso, e non mi verrebbe più consentito di mettere piede in Rai come già del resto accaduto. Su di me si è sempre detto che sono “ingestibile”, come se la gestibilità fosse un criterio”.

Non si starà dando troppa pubblicità a Fedez, magari facendo proprio il suo gioco?

“Fedez ha conquistato una visibilità in questa storia, punto. Non credo tuttavia che aspiri a diventare il nuovo Grillo e cavalcare la scena politica. Detto questo io non appartengo alla sinistra che quando arrivò Zapatero si mise ad urlare “viva Zapatero” e certamente non mi metto oggi a gridare “viva Fedez”. Non sono nemmeno di quella sinistra che quando è arrivato il Pds ha piantato subito la Quercia per poi piantare subito l’Ulivo. Sono uno scrittore che esprime le proprie opinioni liberamente denunciando ciò che reputo inaccettabile. Rifiuto ogni forma di delega da questo punto di vista avendo anche scritto un libro contro il conformismo di sinistra, scaricabile gratuitamente in rete, basta cercarlo, così già nel 2005. Premesso che oggi la sinistra non esiste più, sarebbero tuttavia capaci anche di scegliere un lemure biondo come leader”.

Il primo maggio una volta era la festa simbolo della sinistra perché si esaltavano il lavoro e i diritti sociali. Oggi invece si parla di argomenti che con il lavoro non c’entrano nulla, come la legge Zan. Anche questa non è un’altra dimostrazione di come la sinistra abbia perso i valori di riferimento?

“Purtroppo è impossibile resuscitare Giuseppe Di Vittorio. Oggi il primo maggio si identifica con il cosiddetto Concertone che viene appaltato ad una società esterna che si occupa di eventi spettacolari. Tranne qualche presenza atipica costituita da qualche gruppo che canta Bella Ciao, il tutto si traduce nel clone di un Sanremo qualsiasi. Il Concertone non ha nulla di atipico o di anticonformista rispetto al sistema del mercato, altrimenti dovrebbe lanciare ben altri messaggi dando spazio almeno a realtà emergenti dal punto di vista linguistico, creativo, estetico. Ormai il Primo maggio ha assunto unicamente un aspetto ludico ed erotico. Prima che scoppiasse la pandemia era in pratica utilizzato per richiamare tutti i giovani in una piazza a ballare e divertirsi senza alcun collegamento ideologico con la questione del lavoro. L’unico artista che però si salva alla fine è soltanto Caparezza che sa dare con la sua musica del sano movimento al corpo. Per il resto, in buona parte, è un malinconico festival del conformismo”.

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