Intesa raggiunta nella Ue sul green pass: come e quando si potrà viaggiare

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Accordo al Parlamento Ue sul passaporto vaccinale che consentirà i viaggi all’estero. L’intesa è stata raggiunta ieri sera al termine di un vertice a tre fra Parlamento, Commissione e Consiglio europeo.

L’intesa ora dovrà essere approvata dal Parlamento europeo. Essa stabilisce che il certificato sarà disponibile sia in formato digitale sia in formato cartaceo e servirà ad attestare se una persona è stata vaccinata contro il Covid, ha il tampone negativo o è guarita dall’infezione.

In pratica si tratta della versione europea del green pass già adottato in Italia per gli spostamenti fra regioni e avrà la durata di un anno. Si chiamerà ‘Eu Digital certificate Covid-19’.

I Paesi Ue dovranno accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati membri per le persone che hanno ricevuto un vaccino autorizzato dall’Agenzia europea dei medicinali (Ema) (Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Janssen). Spetterà ai Paesi Ue decidere se accettare anche i certificati delle vaccinazioni effettuate con gli altri vaccini utilizzati in base alle procedure di autorizzazione di emergenza nazionali o con quelli elencati dall’Oms per l’utilizzo di emergenza.

Non saranno possibili restrizioni nei confronti dei viaggiatori titolari del certificato ma potranno essere comunque imposte “ove necessario e in modo proporzionato, sulla base di evidenze, con notifica alla Commissione e ad altri Stati membri”. Le eventuali misure restrittive dovranno essere comunque notificate agli altri Stati membri e alla Commissione almeno 48 ore prima di entrare in vigore.

A smorzare l’entusiasmo per l’intesa raggiunta è intervenuto il  capo dell’Oms in Europa, Hans Kluge che ha sconsigliato di riprendere i viaggi internazionali almeno nel breve periodo “perché i progressi contro la pandemia di coronavirus rimangono fragili”. Una prudenza tuttavia che apparirebbe immotivata rispetto agli ultimi dati che certificano come la copertura vaccinale sia ormai molto estesa. Anche in Italia, dove più di 20 milioni di cittadini risultano aver ottenuto almeno la prima dose. 

Diverso infatti l’orientamento europeo, come confermato dal commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders che ha dichiarato: “Abbiamo consegnato questo nuovo strumento a tempo di record per salvaguardare la libertà di movimento per tutti i cittadini in condizioni di assoluta sicurezza”. Il certificato non sarà una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio, ma consentirà comunque di spostarsi da un Paese all’altro dell’Unione senza ulteriori adempimenti. Il regolamento entrerà in vigore dal primo luglio 2021 e resterà valido per un anno.

La Commissione Europea stanzierà ulteriori 100 milioni di euro per l’acquisto di test PCR. Ciò consentirà ai paesi membri di rendere accessibili i test per i viaggi. Gli stati membri dell’UE potranno decidere da soli se consentire ai viaggiatori di entrare nel loro territorio con un solo test. Per chi è stato vaccinato tutte le destinazioni dell’UE saranno aperte.

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