/

La faccia nascosta della luna

4 minuti di lettura

È la protagonista indiscussa del mondo delle favole… ma saranno favole? O non è forse l’espressione di una nostalgia profonda e struggente per un passato antico e non cronologicamente chiaro, dove l’ uomo riusciva ad esprimere meglio i suoi bisogni emotivi ed affettivi così da essere più sereno ed appagato, sicuramente più equilibrato.

È il simbolo dell’infanzia, che dovrebbe essere il periodo della vita dell’uomo dove si è più protetti e supportati dal proprio nucleo familiare, per essere forgiati e formati al futuro impegno della vita.

È anche il simbolo per eccellenza del mondo onirico, femminile, spesso nascosto perché occultato volontariamente dal rigido e iperrazionale  mondo del patriarcato che mal tollera l’irrazionalità incontrollabile dei sentimenti in generale e dell’amore in particolare. È un lusso che non si può permettere chi mira e aspira solo al potere. Chi comanda e dispone non può scendere a compromessi con i sentimenti e ancora meno con la compassione.

Il potere richiede fermezza d’animo, lucidità e rispetto rigido e inderogabile delle regole. Sì, ma quali regole? Da quali leggi ci vogliamo fare governare? Le regole attuali ci hanno portato a un mondo spietato, dove tutti invocano il sentimento e l’amore, come per esempio nel cinema, dove i suoi protagonisti assurgono al ruolo di miti o icone per intere generazioni, mentre in effetti non viene dato nessuno spazio a questo mondo, che infatti rimane relegato al cinema e alla letteratura , dove l’uomo può esprimere in tutta libertà il suo struggente desiderio di un mondo completamente “diverso” da questo!

Pura astrazione intellettuale… Solo la religione può interagire, proponendo all’uomo un “progetto” diverso da questa realtà, dominata da un sistema patriarcale e assoluto, che trova ancora nel sopruso dell’uomo sull’uomo la sua unica forma di applicazione. A parole tutti invocano una realtà diversa, basata su valori interiori, forse spirituali, ma poi se ne guardano bene dal metterla in pratica. Siamo nel terzo millennio, secoli e secoli sono passati, ma la guerra e l’uso delle armi sono ancora i mezzi e i protagonisti del controllo dell’umanità, altro che sentimenti e mondo dell’arte!

Ben descrisse Pasolini il ruolo dell’arte in “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, sicuramente il suo testamento cinematografico. L’arte, impersonificata dalla pianista, guarda sgomenta il dolore e le umiliazioni che i “potenti” infliggono ai giovani, e impotente si getta dalla finestra! Il messaggio del regista è terribile. Il mondo è in subbuglio, tutti chiedono una riforma della società, che si estremizza sempre più nell’uso del potere sulle masse, sempre più desolatamente impotenti.

Che si stia avverando quanto predetto nell’Apocalisse? “Tutti avranno un marchio e senza di quello, nessuno poteva né comprare né vendere…” Più chiaro di così. Non ci resta che confidare nello Spirito e nel mondo nuovo promesso. Forse la vera rivoluzione è di riscoprire gli antichi messaggi spirituali e le antiche rivelazioni.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Pro Loco risorsa territorio, libro ne fotografa impatto economico

Articolo successivo

Migranti, Draghi: “Serve una risposta solidale dell’Ue”

0  0,00