Bossetti, parla Bruzzone: “Il colpevole è lui. Dove sbagliano i suoi legali”

5 minuti di lettura

La difesa di Massimo Bossetti non potrà accedere ai reperti nel processo che ha visto l’uomo condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, la 13enne assassinata il 26 novembre del 2010, il cui corpo fu poi ritrovato il 26 febbraio del 2011. La a Corte d’Assise di Bergamo ha respinto l’istanza presentata dai due avvocati del muratore di Mapello. La difesa aveva avanzato l’istanza in vista di una possibile revisione della sentenza. La procura si era opposta alla richiesta e i giudici nelle motivazioni con cui l’hanno respinta sostengono che la stessa “poggia sul falso presupposto dell’esistenza di irrisolte anomalie negli accertamenti eseguiti e posti alla base della condanna del Bossetti”. Non solo, gli stessi legali rischierebbero un’incriminazione per calunnia dopo aver presentato un esposto in cui muovevano pesanti accuse di irregolarità processuali nei confronti dei magistrati bergamaschi. Ne abbiamo parlato con la criminologa Roberta Bruzzone.

Bossetti dovrà rassegnarsi, il processo non sarà riaperto e lui resterà il colpevole del barbaro omicidio di Yara. Se l’aspettava?

“Assolutamente sì, non esiste un solo elemento che possa portare ad eccedere ai reperti. L’accesso può essere consentito in vista di una revisione del processo ma soltanto se esistono degli elementi concreti che possano mettere in dubbio la colpevolezza di un condannato in via definitiva. In questo caso non c’è nulla di nuovo rispetto a ciò che è emerso dal processo e che inchioda chiaramente Bossetti alle proprie responsabilità. Quindi non si può chiedere l’accesso ai reperti sulla base di motivazioni labili, così tanto per garantirsi una possibile revisione. Nel nostro ordinamento non è previsto il quarto grado di giudizio come scrivono i giudici nel respingere la richiesta. Purtroppo per Bossetti non c’è nulla di davvero rilevante che possa rimettere in discussione la sentenza che l’ha condannato all’ergastolo”.

I legali sostengono il contrario, ovvero che le indagini presenterebbero delle anomalie. 

“Non capisco francamente questa ostinazione dei legali nel voler contestare l’assoluta correttezza dell’iter processuale che si è svolto rispettando pienamente i diritti della difesa come è giusto che sia. Il problema è che non sono riusciti a convincere i giudici circa la sussistenza di problematiche legate alla prova scientifica sul Dna. Il fatto che la richiesta di accedere ai reperti sia stata rigettata è un’ulteriore prova di come il processo si sia svolto nell’assoluta trasparenza e di come la difesa continui a non convincere i giudici sulla necessità di riaprire il caso. Le presunte anomalie di cui parlano i legali del resto, come ha ben specificato la Corte d’Assise nel rigettare la richiesta, sono state già valutate e confutate nelle sentenze. Quindi perché insistere?”.

Cosa pensa di questo scontro in atto fra i magistrati e i legali della difesa fatto di denunce e controdenunce, oltre che di reciproci scambi di accuse?

“Penso non faccia bene in primo luogo a Bossetti e nemmeno ai suoi difensori. E’ stata chiesta la trasmissione degli atti alla Procura di Venezia, competente a pronunciarsi sulle questioni che riguardano i magistrati di Bergamo, proprio al fine di valutare se nel comportamento degli avvocati e nelle accuse contenute nel loro esposto, si possano o meno ravvisare delle ipotesi di reato, in primis la calunnia. Ovviamente lo decideranno i magistrati, non sta a noi stabilirlo”.

Lei resta convinta della colpevolezza di Bossetti? Non c’è nulla che possa farle sorgere dei dubbi?

“Non ho il minimo dubbio sulla colpevolezza di Bossetti e lo dico anche in virtù degli elementi inoppugnabili che ho potuto esaminare di persona. Quello che c’è agli atti è più che sufficiente per condannare Bossetti all’ergastolo oltre ogni ragionevole dubbio. Consiglierei ai suoi legali la massima cautela prima di avventurarsi in argomentazioni assolutamente infondate sostenendo che in Italia non sarebbero garantiti i diritti della difesa. Bossetti ha goduto di tutte le garanzie processuali, ma se è colpevole e non c’è alcun modo di dimostrare il contrario, non resta che prenderne atto e accettare il verdetto definitivo”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Federazione Salvini-Berlusconi. Ecco cosa c’è dietro la nuova Dc verde-azzurra

Articolo successivo

Signori “Nessuno mi restituirà dieci anni ma guardo avanti”

0  0,00