Santoro, Annunziata e il vulnus dell’informazione al tempo del Covid

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“C’eravamo tanto amati, la triste parabola degli ex sessantottini”. Si potrebbe intitolare così un ipotetico romanzo sulla crisi della sinistra, non soltanto politica ma anche giornalistica. Se ne è avuta una prova con lo scontro andato in scena domenica scorsa nel programma Mezz’Ora in più fra la conduttrice Lucia Annunziata e l’ex punta di diamante di Raitre Michele Santoro.

Due giornalisti accomunati dalla comune provenienza, ovvero dalla sinistra extraparlamentare dove entrambi in gioventù hanno militato. Oggi però si trovano su due sponde alternative e quasi inconciliabili.

La colpa di Santoro? Denunciare l’omologazione dei media mainstream sulla narrazione “ufficiale” del Covid operata dell’establishment sanitario, con gli scienziati diventati una sorta di autorità suprema e indiscutibile. Sempre gli stessi che suonano un unico spartito fatto di allarmismi, paure, esaltazioni delle vaccinazioni come unico strumento salvifico per uscire dalla pandemia, e chi osa esprimere un pensiero dissonante, per esempio sui vaccini, viene puntualmente censurato, o se medico addirittura radiato. E il sistema dell’informazione, è la denuncia di Santoro, si sarebbe completamente appiattito sulle posizioni degli “scienziati dominanti” che hanno finito anche per determinare la politica dei governi.

Santoro non si schiera con i no vax, ma rivendica il dovere dell’informazione di dare spazio e voce a tutte le posizioni, anche quelle scomode, perché si crei un dibattito franco e leale che porti i cittadini a costruirsi un’idea e a decidere sulla base di una scelta razionale e consapevole, non perché costretti con l’arma della paura. Per l’ex conduttore di Samarcanda, AnnoZero e altri fortunati programmi, sarebbe in atto una crisi della democrazia in Italia.

Apriti cielo: l’Annunziata, che forse si è sentita chiamata in causa, ha reagito stizzita alle accuse del collega, interrompendolo più volte e alla fine dicendogli che, non avendo più lui un programma televisivo, non aveva titolo per accusare i giornalisti di non fare bene il proprio lavoro. I toni si sono accesi al punto che Santoro ha accusato l’Annunziata di non lasciarlo parlare (paradossalmente la stessa accusa che le rivolse anni fa Berlusconi prima di abbandonare lo studio in segno di protesta) con lei che gli ha replicato: “E’ ciò che avresti fatto anche tu”.

Uno scontro che ha dimostrato ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, di come in Rai (ma non solo) sia vietato contraddire il “regime Covid”, ovvero esprimere un’opinione diversa da quella che è la posizione ufficiale dettata dagli esperti del Comitato Tecnico Scientifico. Del resto se ne era avuta già una prova in questi mesi con episodi di manifesta censura contro medici dissidenti cui è stata tolta la parola, o sono stati addirittura oscurati, in alcune trasmissioni, per essere poi esposti al pubblico ludibrio come pericolosi negazionisti, untori, con tanto di inviti alla radiazione all’ordine dei medici.

Ma vi sembra possibile che un giornalista come Santoro possa accettare di fare da megafono ad un pensiero unico? Lui che è stato considerato sempre “ingestibile” tanto a destra che a sinistra, al punto da prenderle da tutte le parti e ritrovandosi in pratica messo alla porta in Rai tanto dal centrosinistra (epoca Siciliano) che dal centrodestra (editto bulgaro berlusconiano).

E va detto che se l’Annunziata sperava di ricevere gli applausi per aver messo a tacere Santoro come tanti hanno desiderato in passato quando con le sue trasmissioni dava fastidio a tutto l’arco costituzionale, al contrario ha ricevuto molte critiche, venendo perfettamente inquadrata all’interno di quel sistema mainstream che produce e propaganda “verità di regime”.

Contro di lei si è scagliato anche Adriano Celentano che sui social, attraverso la sua pagina Instagram, scrive: “Non mi sei piaciuta per niente con Michele Santoro ieri sera. Forse i temi con i quali ti aveva coinvolta non ti andavano a genio? A tal punto da zittirlo bruscamente (e direi molto maleducatamente) con la frase: ‘Conosci i tempi televisivi. Lo avresti fatto anche tu’. Quando tu eri ospite nelle sue trasmissioni lui con te è sempre stato corretto. Ma tu, invece, sempre bruscamente hai concluso con la preoccupante cretinata secondo la quale non avendo lui in questo momento una trasmissione televisiva non sarebbe abilitato a parlare. Allora anche giornali come Corriere, Repubblica e Stampa e altri non possono parlare? Perché non hanno una trasmissione televisiva? Ma tu sei sicura che la tua lo sia davvero?”.

Frasi forte che la dicono lunga su come a sinistra non siano più “rose e fiori”. Anche fra vecchi compagni di militanza politica e soprattutto televisiva. Il Covid ha portato anche a questo. 

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