Primarie Pd, Letta “si salva”: sconfitto l’astensionismo a Roma e Bologna

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Il segretario del Pd Enrico Letta ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Alle primarie di ieri, domenica 20 giugno, per la scelta dei candidati sindaco di Roma e Bologna non c’è stato il temutissimo astensionismo che si era invece registrato la settimana precedente a Torino.

A Roma sono state confermate tutte le previsioni;  l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha vinto con un larghissimo vantaggio del 60,64%. Seguono Giovanni Caudo (15,68%), Imma Battaglia (6,34%), Paolo Ciani (7,16%), Stefano Fassina (5,57%), Tobia Zevi (3,53%) e Cristina Grancio (1,05%).

I votanti hanno sfiorato quota 49mila, un dato maggiore rispetto all’affluenza delle primarie del 2016 che incoronarono Roberto Giachetti, sconfitto poi da Virginia Raggi. Non a caso di fronte ai dati dell’affluenza Letta cantava vittoria già dal pomeriggio, visto che in base ad alcuni sondaggi della vigilia, sembrava che l’astensionismo, come a Torino, facesse da protagonista. A Roma ci sono state delle contestazioni sui dati e soprattutto sul numero dei votanti, con i sostenitori di Giovanni Caudo che hanno denunciato delle presunte anomalie e scorrettezze procedurali. Non sono esclusi ricorsi.

A Bologna ha invece vinto Matteo Lepore con il 59,6% contro Isabella Conti (40,4%). Il primo sogna un centrosinistra allargato anche al M5S, la seconda invece è molto vicina alle posizioni di Matteo Renzi.

Nel capoluogo dell’Emilia Romagna quindi è ormai certa un’alleanza con i 5Stelle, che negli ultimi giorni avevano auspicato la vittoria di Lepore con un endorsement pubblico in suo favore dell’ex premier Giuseppe Conte. Niente da fare invece a Roma dove sarà lotta aperta fra Gualtieri e Raggi.

Per Letta tuttavia le cose si sono messe relativamente bene. Bologna, come anche Napoli, sarà un laboratorio per sperimentare l’alleanza con i grillini in vista delle politiche del 2023 e per mettere sempre di più all’angolo Matteo Renzi. A Roma l’auspicio è di recuperare i 5Stelle al secondo turno quando i dem sperano non sussista più il “problema Raggi”, qualora la sindaca uscente non dovesse riuscire ad andare al ballottaggio.

Il suo commento a risultati ottenuti è stato: “Bene! La prima scommessa è vinta. Le primarie a Roma e Bologna sono un successo di popolo e pur in epoca Covid hanno affluenza come preCovid. Il successo di Lepore e Gualtieri dimostra che abbiamo avuto ragione a non aver paura a farle perché il popolo di centrosinistra è con noi. Avanti!”. Dopo il flop di Torino, un secondo a Roma e Bologna avrebbe chiaramente suonato il de profundis al segretario dem che rischiava di concludere la sua mission ancor prima di iniziarla. Il temutissimo “partito del mare” stavolta non gli ha remato contro.

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