Via le mascherine all’aperto: tutti d’accordo ma c’è il canto del “Galli”

3 minuti di lettura

Mentre tutta Italia attende che il governo liberi le persone dall’obbligo di indossare la mascherina all’aperto, è arrivata poco fa la bocciatura dell’infettivologo Massimo Galli intervenuto al programma di Raitre Agorà. 

Galli sembra andare in netta controtendenza rispetto ai colleghi del Comitato Tecnico Scientifico che si sono espressi positivamente circa la possibilità di togliere il dispositivo di sicurezza quando si sta nei luoghi aperti. Come del resto sta già avvenendo negli altri Paesi europei dove la mascherina non è già più obbligatoria da diverse settimane. “Discutere in questo modo di mascherine è stupido e irresponsabile – ha detto – La mascherina è uno strumento, e come tale va concepita, interpretata ed usata. È stata dannatamente utile, fondamentale per un lungo periodo: credo che bisognerà continuare ad usarla in tutte le condizioni di affollamento, al chiuso e all’aperto, e dovrà continuare ad indossarla soprattutto chi non è ancora vaccinato”.

Nonostante il no di Galli tuttavia dal 28 giugno, o al massimo dal 5 luglio, la mascherina non dovrebbe essere più obbligatoria, ma soltanto all’aperto. Entro oggi dovrebbe arrivare il parere del Cts,

Si dovrà invece rigorosamente indossare nei locali al chiuso dove potrebbe crearsi assembramento, bar, ristoranti, negozi, centri commerciali dove probabilmente dovranno continuare a portarla chi serve ai tavoli o al banco. Sarà obbligatoria sui mezzi pubblici, bus e metro, sui treni e gli aerei, nei cinema e nei teatri. In pratica dovremo averla sempre con noi pronta per essere utilizzata, ma non sarà più obbligatorio indossarla quando si cammina per la strada o nei parchi, si mangia all’aperto, si aspetta il bus alla fermata, tranne nei casi in cui dovessero crearsi degli assembramenti. Quindi teoricamente dovrebbero continuarla ad indossarla i giovani che si affollano all’esterno dei locali per la movida e in spazi ristretti.

Tutto dipenderà dall’andamento dei contagi e soprattutto dal numero dei vaccinati. Sarà proprio la combinazione di questi due fattori a decidere quando rimuovere l’obbligo. Ma quello che appare chiaro è che comunque l’obbligo all’aperto ha ormai i giorni contati. Con buona pace di Galli che sempre ad Agorà avverte di non abbassare la guardia in vista di una temutissima diffusione della varante Delta. “Far credere che la mascherina non serva più è operazione scellerata. Dover discutere dell’obbligatorietà o meno della mascherina faccio fatica a non vederlo strumentale a piccoli vantaggi di ordine politico”. E il Cts allora che ci sta a fare?

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

“Una minaccia per la salute pubblica” vietare le sigarette elettroniche

Articolo successivo

Protocollo Fais-Salutequita’ per l’accesso alle cure

0  0,00