Enrico Letta ha detto sì: corre a Siena per tornare in Parlamento

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Enrico Letta è deciso a tornare in Parlamento, precisamente a Montecitorio, ma le elezioni del 2023 sono ancora lontane e il segretario del Pd non può certo stare a guardare dalla finestra l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Così ecco la decisione di candidarsi alle elezioni supplettive nel collegio di Siena lasciato libero dall’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan dopo la nomina a presidente di Unicredit.

Insomma, i prossimi mesi saranno davvero decisivi per la politica e per le alleanze, e il segretario dem non sembra affatto intenzionato a svolgere il ruolo del “regista esterno” lasciando la scena agli altri; così ecco che, dopo aver ricoperto il ruolo del Cincinnato che si ritira nei campi, è tornato a grande richiesta per rimettere in sesto la casa del Pd decisamente terremotata. E adesso come detto non può permettersi di restare a guardare dall’esterno quello che gli altri leader di partito decideranno nelle aule parlamentari, soprattutto con riferimento alla scelta del successore di Mattarella e alla delicata partita del Recovery.

Un bisogno che invece non è stato avvertito dall’ex premier Giuseppe Conte, anche lui indicato come possibile candidato nel collegio di Siena, proposta che però il leader in pectore dei 5Stelle ha preferito declinare dedicandosi alla ricostruzione del Movimento e aspettando le prossime elezioni per entrare in Parlamento.

“Non nascondiamolo -ha detto Letta ai dirigenti del Pd senese comunicando l’ufficializzazione della propria discesa in campo – c’è una missione nazionale: dobbiamo vincere per dare un messaggio forte alla Toscana e al Paese. E per avere un segretario in Parlamento dove i nostri gruppi parlamentari sono usciti falcidiati dal disastro delle elezioni del 2018 e dalle fughe successive. In pratica, come Pd noi siamo forti nel Paese e nella proposta politica, ma siamo purtroppo esigui in Parlamento”.

Ma c’è anche chi dice che Letta abbia preso la decisione di rientrare in Parlamento perché intenzionato a rilanciare l’azione del Pd all’interno della maggioranza ritenendola poco incisiva e scarsamente efficace, e sfidare sul campo da gioco il leader della Lega Matteo Salvini (che però sta al Senato) con il quale la competizione si fa ogni giorno più forte. E ancora di più per disinnescare l’influenza che il “grande nemico” Matteo Renzi continua ad esercitare in parte dei gruppi parlamentari, dove c’è chi continua ad offrire assist al leader di Italia Viva. Come sta avvenendo in queste ore sul Ddl Zan con l’ex capogruppo al Senato Andrea Marcucci che è sembrato allinearsi all’ex premier e segretario, smentendo di fatto la linea di Letta contrario a mediazioni e ritocchi. 

Insomma stare dentro aiuta a vederci più chiaro e soprattutto a controllare meglio i giochi di palazzo.

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