Ma quale emergenza! Ecco i dati che smentiscono i registi della paura

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“Più del 98% dei reparti ospedalieri è vuoto. Vittime zero. Quelle pochissime etichettate come Covid sono morte di ben altro.
In tutta Italia 40.000 “positivi” su 60 milioni di persone. La gran parte totalmente senza sintomi. Al massimo 2-3000 con starnuti e tosse. Per di più, per quelli che credono che i vaccini esistenti siano la soluzione a ogni pericolo, più dell’80% degli ultrasettantenni, quasi unica fascia di età a rischio, è vaccinato, quindi quand’anche i contagi fossero milioni dovrebbero essere protetti da casi gravi”.

Come non condividere queste considerazioni del docente, giornalista e scrittore Eugenio Capozzi che, ancora una volta, ci stanno a dimostrare come la comunicazione ufficiale propali un allarmismo in larga parte ingiustificato e platealmente smentito dai dati veri. E come sui vaccini si continuino a diffondere contraddizioni plateali fra chi dice che sono efficaci e sicuri contro tutte le varianti, chi dice che lo sono soltanto parzialmente e chi dice infine che potrebbero non servire a nulla.

A leggere certi dati si ha come la sensazione di trovarsi dentro un grande bluff, visto che alla fine si tratta degli stessi dati che in pratica si ripresentano ad ogni normalissima epidemia influenzale. Ma allora perché farne una questione emergenziale? Perché descrivere come apocalittici scenari che si sono ripetuti regolarmente anche gli altri anni durante i picchi delle influenze, con i reparti ospedalieri ingolfati e le persone morte a causa di complicazioni? Nessuno ha mai dato peso a tutto questo come invece sta avvenendo oggi, come se ci trovassimo di fronte ad un qualcosa di spaventosamente eccezionale.

Interessante l’analisi di Capozzi che prosegue dicendo: “Le nuove “varianti” del raffreddore stagionale già vengono usate per giustificare preventivamente qualsiasi abuso e ulteriore restrizione della libertà. La fisiologica oscillazione stagionale delle infezioni respiratorie – che avviene ovunque nel mondo con gli stessi ritmi, a prescindere da chiusure, aperture, percentuali di vaccinazione – viene addebitata senza uno straccio di prova e senza fantasia ai soliti capri espiatori che infinite volte è stato dimostrato come non c’entrino nulla: la movida, le feste, le vacanze, ora con ulteriore insistenza i festeggiamenti per le vittorie calcistiche. E su questa base ridicola si progetta, senza minimamente riflettere sull’assurdità della cosa, di ripristinare coprifuoco, chiusure, limitazioni della libertà di circolazione secondo il folle automatismo delle zone a colori. Per di più si continua, in spregio a ogni logica e a ogni pudore, ad additare i non vaccinati come untori colpevoli della diffusione di una peste che non c’è, quando è sempre più evidente che le infinite varianti del virus circolano tra vaccinati e non pressoché allo stesso modo, e che non si potrà mai immunizzare l’intera popolazione mondiale. E su questa base paranoica, sulle orme liberticide di Macron, si proclama che la soluzione è la discriminazione sociale di chi sceglie, secondo costituzione, la libertà di cura e la personale responsabilità sulla propria salute. Davvero bisogna avere gli occhi foderati di prosciutto, e la mente ottenebrata dalla manipolazione, per non vedere che l’emergenza perpetua è un ben preciso progetto politico di dominio e controllo totale, che va avanti per la sua strada nella più totale indifferenza ai problemi sanitari reali”.

Fin qui l’analisi di Capozzi. E inevitabilmente sorge spontanea una domandina al presidente Macron: ma i non vaccinati, per la sussistenza e i bisogni primari, potranno accedere ai supermercati, alle farmacie e in ogni altro luogo necessario? Certamente sì, perché se così non fosse, una simile decisione sarebbe contro ogni diritto umano. Allora perché i ristoranti dovrebbero fare eccezione? Non sarà soltanto una pressione psicologica e nulla più? Orban? Mi sa che a Macron fa un baffo.

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