Propaganda di guerra. Ecco cosa unisce Green pass, Orban e Voghera

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Ormai il pensiero unico sta plagiando le menti. E ci sta riuscendo. Dovunque è tutto un rovesciamento dei valori, dei significati. Un drogare, alterare continuo e scientifico le informazioni, le interpretazioni, la realtà, nel nome di una visione liberal, radical del mondo, che non va messa in discussione. E che serve soltanto a creare a tavolino il consenso di sudditi narcotizzati e omologati.

E in questo, non c’è destra o sinistra che tengano. Gli interessi politici, economici, lobbistici, sanitari, sono troppi. Anzi, la destra e la sinistra, da tempo, salvo rarissimi casi, sono le diverse parti della stessa medaglia.
Prendiamo le pagine di un giornale a caso, che ha la nomea di essere il più autorevole. Ma proprio perché è il più autorevole, i suoi messaggi diretti e indiretti, risultano ancora più subdoli e manipolatori.
Argomento “Stato etico-sanitario”, mistica salvifica dei vaccini: “I prof devono vaccinarsi”, “Scuola, il pressing dei presidi, il vaccino ai prof non sia una scelta”; “Green pass obbligatorio”: un’orchestra che deve dare la certezza di un messaggio etico, morale.

E poi, dopo l’enfasi, l’indignazione verso chi osa contraddire il dogma: “E Salvini attacca ancora”. Cosa vuol dire attacca ancora? Salvini, molto semplicemente, sul green pass, dice la sua, sostiene un’altra tesi, diversa dalla sinistra. E’ un suo legittimo diritto. Di politico, di leader di governo. Dichiarazioni che, secondo la regola della corretta informazione, dovrebbero avere pari dignità e non subire questa gerarchia grafica negativa. Come al solito, lo schema da percepirsi, da trasmettere al lettore-elettore, è il bene contro il male.

Poi, ancora, tabelle e dati che evidenziano “il ritorno del virus”. Altra titolazione di pancia, che serve unicamente ad accrescere la paura nella gente (è per paura di morire, non per altruismo, che si sono vaccinati, oppure, per quanto riguarda i giovani, per andare in giro liberamente). Ecco i titoli a seguire: “Oltre 4 mila casi in un giorno; non accadeva da fine maggio”. E’ chiaro l’effetto che si intende produrre. Ma nessun timore signori, adesso arriva il green pass, forse il vaccino obbligatorio, come già nell’aria per professori e studenti. I medici e gli operatori sanitari ostici li hanno già ampiamente demonizzati ed emarginati. E per rendere più efficace la strategia, il premier, poverino, suo malgrado, dovrà estendere i poteri speciali.

Non manca, come rituale chicca, l’intervista al solito “solone in camice bianco”, che preoccupato, “ha paura per i non vaccinati”. Carità pelosa. E’ palese la minaccia. Ce la conferma il governatore della Liguria Toti: “Lockdown per chi non si vaccina”. E la Costituzione? Sospesa. Siamo arrivati al punto che c’è la libertà di cambiare sesso, ma non quella di non vaccinarsi. E nessuna intervista dice che lo stesso pericolo-variante lo corrono sia i vaccinati che i non vaccinati, e che la forma lieve per i vaccinati, non è assolutamente provata.

E’ propaganda da guerra. Dove il Palazzo, oltre a lasciare il cerino agli esperti, gioca molto sporco: quanti vaccinati tra i politici? E perché il presidente Fico non vuole il green pass per la Camera? E perché la commissione che avrebbe dovuto indagare sulla gestione del Covid, non potrà farlo, limitandosi solo a indagare sul periodo iniziale (quindi, sarà un’accusa contro la Cina, non contro l’operato dei nostri governi, a partire dallo scandalo delle mascherine, dei banchi a rotelle, per finire allo sbianchettamento del piano pandemico)?

Altro argomento. Il titolo è forte: “Spara e uccide migrante. Assessore ai domiciliari”. Ci risiamo, un titolo tanto per suscitare buonismo compassionevole verso il migrante (loro sono gli eroi per i professionisti dell’umanità), e odio razziale verso il politico, per di più leghista. Quindi, ancora una volta, sinonimo del male, del far west, della discriminazione e intolleranza xenofoba.
Andando a leggere la cronaca, tra le righe, si scopre invece, un altro quadro: ad esempio, che il leghista è una persona per bene, già docente universitario, avvocato e assessore. Mentre la vittima “un pluripregiudicato per furto, inserito nei giri di droga, a sua volta consumatore, alcolizzato cronico, conosciuto per il vagabondaggio e le molestie, insomma un disturbatore seriale”. E grazie a qualche testimone, è lui che ha aggredito l’assessore, l’ha buttato a terra, poi è partito il colpo. E allora il titolo, sempre del giornalone doveva essere ben diverso: “Si difende dal migrante, reagisce e parte un colpo”. Ovviamente sarà la magistratura ad approfondire la dinamica dei fatti, ma si possono mettere sullo stesso piano queste due persone? Perché il leghista deve essere l’incarnazione del male? E naturalmente, nella pagina accanto, puntuale e stucchevole il dibattito della sinistra “sull’uomo armato”, l’uso delle armi e l’eccesso di legittima difesa.

Infine, il mostro internazionale per definizione: Orban. E’ legittimo che chieda il parere dei suoi governati, che finora l’hanno sempre democraticamente confermato, su argomenti fondamentali come l’educazione sessuale nelle scuole? E’ lesa maestà impedire la propaganda gender, oppure tutti i paesi, che ricordiamo in materia di diritto di famiglia sono sovrani, devono obbligatoriamente genuflettersi di fronte ai diktat ideologici della Ue e della lobby Lgbt?
Per il solito giornale, Orban “va alla guerra, alza il livello dello scontro contro l’Europa”, ha osato “criminalizzare la comunità Lgbt”, e ormai è “all’ultimo atto”.
La stampa lo dà per morto, politicamente. Come le sue idee. Ma se muoiono le idee sue e di altri, condivisibili o meno, muore la libertà di tutti.

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