Bella (M5S): “Si ai vaccini, ma non siano un’imposizione per tutti”

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“Sicuramente i vaccini rappresentano il coronamento di una impresa scientifica fantastica e ci stanno permettendo di tornare alla nostra libertà, ma attenzione alle battaglie ideologiche”.

E’ quanto scrive in un post il deputato del Movimento 5Stelle Marco Bella, chimico e professore universitario, a proposito delle polemiche in atto in questo momento sul green pass e sulla vaccinazione ai giovani.

La decisione se usare o meno un farmaco (e il vaccino è un farmaco) – spiega il parlamentare – si basa sul rapporto rischio-beneficio, cioè su una valutazione di quante sono le possibilità che mi faccia stare senza malattia (beneficio) rispetto al fatto che potrei avere una qualche seppur rara reazione avversa (rischio). Vediamo i dati, perché questo rapporto non è lo stesso per tutte le età”.

Bella passa poi ad elencare una serie di dati estrapolati da autorevoli report e riviste scientifiche:

“Il rischio COVID – prosegue – non è uguale per tutti, anzi: è profondamente diverso in base all’età. Dei pazienti purtroppo deceduti in Italia, l’85.8% aveva più di 70 anni, il 9.9% tra 70 e 60 anni, il 3.3% tra 60 e 50 anni, lo 0.8% tra 50 e 40 anni e solo lo 0.2% (296 pazienti) sotto i 40 anni, considerando anche che oltre metà delle persone decedute in questa fascia di età avevano gravi patologie pregresse. Più si è anziani, più si rischiano conseguenze serie da COVID”

“Un editoriale della prestigiosa rivista ‘Nature’ – rivela – afferma che i decessi tra i giovani per COVID sono “incredibilmente rari”. Nel periodo Marzo 2020-Febbraio 2021 sono morte 3015 persone delle oltre 12 milioni sotto i 18 anni nel Regno Unito, di cui solo 25 (lo 0.8%) a causa del coronavirus. Secondo Jörg Dötsch, il presidente dei pediatri tedeschi, in tutta la pandemia in Germania sono deceduti solo quattro tra bambini e adolescenti, mentre ne sono morti nove nel 2019 per l’influenza stagionale”.

E poi ancora: “Delle persone attualmente ricoverate in Italia solo l’1% non aveva fatto alcuna dose di vaccino. Qualsiasi vaccino contro il COVID è quindi veramente efficace come protezione individuale, perché riduce significativamente il rischio di finire in ospedale e di morte in modo quasi totale, ma i vaccinati possono comunque contrarre il virus in forma seppur lieve: secondo uno dei primissimi studi riportato dal ministro della salute israeliano, l’efficacia (intesa come possibilità di risultare positivi) del vaccino Pfizer rispetto alla nuova variante delta è ridotta al 64%”

“Come tutti i farmaci – continua il deputato – anche i vaccini possono avere degli effetti collaterali, anche se, è bene ricordarlo, rarissimi. La vaccinazione nei giovani, quindi, non sembra ancora giustificata da un rapporto tra i benefici e i rischi così sbilanciato come negli adulti e soprattutto nelle persone anziane. Tanto che al momento nessun vaccino è autorizzato dalle agenzie regolatorie per l’uso sotto i 12 anni e questa autorizzazione se arriverà non arriverà subito. Con queste premesse ha senso una vaccinazione di massa dei giovani o anche degli insegnanti nelle scuole che ricordo NON fanno parte delle categorie a maggior rischio? Già oltre l’80% degli insegnanti è vaccinato, e questo numero è destinato a crescere a settembre. Piuttosto che concentrarsi sul ‘vaccinare tutti’ è importante vaccinare chi è maggiormente a rischio come età o è esposto a situazioni maggiormente a rischio (es. personale sanitario)”

“Qualcuno ritiene che ‘vaccinando tutti’ (giovani compresi) limitiamo l’insorgenza delle varianti. È vero. Ma solo se ragioniamo in termini globali, ovvero vacciniamo tutto il mondo. Serve a poco vaccinare tutti i giovani dei paesi ricchi quando i sanitari (loro sì, una professione ad altissimo rischio) dei paesi poveri non hanno il vaccin0″.

L’onorevole Bella sembra avere le idee molto chiare: “Ai cittadini dobbiamo dire la verità e non avere paura di spiegare anche aspetti complessi. Il vaccino è utilissimo come protezione individuale per le persone avanti con l’età, ma il rapporto rischio-beneficio diminuisce sempre più nei giovani. Quando si dice ‘vacciniamo tutti’ bisogna considerare che non tutti sono uguali. Come sapete, sono una persona a rischio, lavoro in un luogo a rischio perché ci sono 600 persone in un’aula, e ho preso ogni precauzione per evitare di mettere in difficoltà il personale sanitario. La mia seconda dose di vaccino (AstraZeneca per la cronaca), l’ho già fatta qualche tempo fa, per rispondere a chi dice che i parlamentari dovrebbero dare il buon esempio”.

E conclude: “Da questa pandemia ne usciamo (migliori) solo se rimaniamo uniti, se usiamo quelli che sono strumenti in modo appropriato, se cerchiamo di rispettare tutte le sensibilità e facciamo ciascuno un passo indietro, per farne tre avanti tutti insieme”.

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