Parla Meluzzi: “Cosa lega green pass, governo militare e morte di De Donno”

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Con il medico, psichiatra, opinionista televisivo Alessandro Meluzzi abbiamo affrontato i temi di maggiore attualità, dalle proteste contro il green pass al suicidio del dottor Giuseppe De Donno, per finire con la provocazione sul governo militare lanciata dalle colonne de La Stampa dal giornalista Marcello Sorgi.

Le manifestazioni contro il green pass obbligatorio continuano ad essere demonizzate dai media che parlano di scarsa partecipazione e di gente irrazionale che crede alle fake news e alle bufale web. Che idea si è fatto?

“Non serve farsi un’idea, è tutto molto chiaro. C’è un’evidente scollatura fra le persone normali che lavorano, hanno una pensione, che studiano, mandano i figli a scuola, che fanno gli operai, i professionisti, i commercianti e i detentori di un unico potere composto dalla grande finanza, dai colossi sanitari e dai media. Non è la prima volta che fra ‘proprietari’ e ‘non proprietari’ si crea una scollatura. Mi stupirebbe se i media, che il più delle volte sono di proprietà delle banche o delle aziende sanitarie, portassero avanti una narrazione diversa. Il vecchio Marx non si sbagliava quando diceva che fra posizioni e proprietà vi è sempre una piena corrispondenza. E non mi stupisce neanche fortunatamente che la gente che si fa le proprie opinioni, che ha le proprie idee, che esercita la propria libertà, alla fine non si lascia condizionare al cento per cento dai media. Perché se così fosse la storia dell’umanità avrebbe preso un altro corso”.

Nei giorni scorsi c’è chi ha evocato addirittura un governo militare, come il giornalista Marcello Sorgi che poi ha tenuto a chiarire che si trattava di un’ipotesi estrema ed irrealizzabile. Le reazioni sono state molto tiepide, come se l’opinione pubblica fosse pronta a tutto. Anche questo non è evocativo di come ci si stia abituando ad un’ipotetica perdita della libertà?

“Anche qui mi pare ci sia poco da meravigliarsi. Il mondo della politica è in larga parte governato dalle stesse logiche. Draghi, Grillo e via dicendo, alla prova dei fatti sono le facce di una stessa medaglia. Diversamente dai francesi che hanno ancora una forte reattività, noi italiani siamo un Paese sfibrato da mesi di lockdown e da una narrazione univoca dei fatti. Ma attenzione, perché c’è un ma”.

Ossia?

“Gli italiani hanno comunque la loro forma di resistenza. Non è una resistenza attiva, ma passiva, ed è basata sul caos e sull’arte di arrangiarsi. Proprio con questo tipo di resistenza si sono dovuti misurare tutti i governi, compreso il fascismo. Gli italiani resisteranno con il loro individualismo, con le loro ataviche contraddizioni e con la legge del caos. Basti vedere le forme di disobbedienza civile che stanno proliferando sotto traccia un po’ in tutta Italia. Parlavo prima di contraddizioni italiche, e sono le stesse per esempio che portavano gli uomini della milizia fascista a nascondere i partigiani durante la guerra; forme di disobbedienza civile, magari nascoste, ma che denotano comunque una qualità. L’unica forma di bontà vera degli italiani è l’incoerenza, che in questi casi diventa addirittura una virtù. E’ proprio questa incoerenza che ci protegge da qualsiasi governo militare. Leo Longanesi diceva che in Italia non si potrà mai fare alcuna vera rivoluzione perché ci conosciamo tutti troppo da vicino”.

Qualche giorno fa ha creato scalpore il suicidio del dottor Giuseppe De Donno, pioniere della cura del plasma contro il Covid. Lei che è medico, percepisce un senso di isolamento da parte di chi, nel mondo scientifico, osa dissentire dalla narrazione ufficiale?

“De Donno è stato un martire, un medico coraggioso, profetico, rivoluzionario. In un Paese serio gli verrebbero intitolate vie, piazze, atenei. In realtà sarebbe interessante vedere da chi è composto il cosiddetto mondo scientifico che mette al bando le voci libere. Andiamo a guardare i redditi di questi soloni e vediamo per chi lavorano e da chi ricevono contributi. La gente alla fine risponde e obbedisce sempre a chi li paga. De Donno non è stato pagato da nessuno ed ha pagato la sua autonomia e trasgressività scientifica con la vita”.

Comunque da medico, quanto è difficile oggi sostenere posizioni scientifiche controcorrenti e opposte a quelle che ci propina il mainstream?

“E’ molto difficile purtroppo, di fronte ad un controllo assoluto delle università, dei comitati tecnici, degli organismi scientifici. Ripeto, se riuscissimo a portare alla luce la verità sui portafogli di quelli che dettano i diktat in campo scientifico, ci accorgeremmo di quale sia realmente il contenuto della scienza. E’ tutto molto più semplice di come sembri. E’ ovvio che chi paga decide e oggi ne stiamo pagando le conseguenze molto più che in passato. Ma non c’è nulla da capire. La verità ce l’abbiamo sotto gli occhi, tutto sta a decidere se fare o meno finta di non vederla”.

 

2 Comments

  1. De Donno come Aldo Moro,Falcone, omicidi stato-mafia, già l’Italia è uno stato ladro,malvagio,imbroglione.

  2. Ci siamo permessi di prendere x imbecilli medici ricercatori sempre in trincea tipo Montagnier,Tarro Zangrllo,De Donno x stare ad ascoltare da un anno e mezzo le PRIME DONNE SEMPRE DAVANTI AI.RIFLETTORI,IL PELATO IL TROMBONE,L’OCCHIALUTO ,IL PUGLIESE,L’ADDOLORATO E COMPAGNIA CANTANDO,COSA POSSIAMO.DIRE Siamo al caff

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