Parla Sgarbi: “De Donno uomo buono e giusto, si faccia chiarezza sul suicidio”

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“Sul suicidio di Giuseppe De Donno va fatta chiarezza, serve un’indagine accurata”. Lo chiede a gran voce il popolo che è sceso nelle piazze negli ultimi giorni per protestare contro l’obbligo del green pass (anche se i familiari dell’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova e fautore della terapia anti Covid con il plasma iperimmune, hanno tenuto a ribadire che non era un no vax) ai quali si è associato anche il parlamentare Vittorio Sgarbi, presente anche lui nelle piazze del dissenso, che abbiamo intervistato.

Lei ha conosciuto Giuseppe De Donno da vicino, che ricordo ha di lui?

“Era una persona buona, generosa, altruista che credeva nella scienza, quella che cura e salva le persone. Era soprattutto un uomo libero che al rispetto dei protocolli prediligeva il bene degli altri e l’efficacia delle terapie. Forse proprio questo è stato il suo limite, aver creduto che salvare vite lo avrebbe ricompensato. Invece una medicina arroccata su dogmi e false certezze lo ha contrastato, ostacolato, anche denigrato. La sua più grande delusione l’ha avuta quando la sperimentazione della sua cura del plasma è stata trasferita in Toscana nonostante lui l’avesse portata avanti per mesi con straordinari risultati. Una delusione che l’ha portato a dimettersi da primario. Anche se il suicidio è una scelta personale sono convinto che sia stato purtropppo indotto a farlo”.

Quindi intendete presentare un esposto alla magistratura?

“Io personalmente no, ma mi associo a chi sta chiedendo la verità sulla fine di un uomo, un medico, un serio professionista che tanto ha dato alla medicina e a cui tante persone devono la vita. In questa vicenda non c’è un assassino ovviamente ma il clima che si era creato intorno a lui ha generato probabilmente i presupposti perché si arrivasse a questo”.

Pensa anche lei che nella comunità scientifica esista una lobby che di fatto emargina e perseguita tutti quelli che, come appunto De Donno, non si allineano a quello che è il pensiero unico sanitario?

“C’è sicuramente chi, in assoluta buona fede, ritiene che il compito della scienza sia quello di imporre delle certezze nell’affrontare le emergenze e salvare le persone. Parlo di buona fede perché mi rifiuto di credere che possano agire ispirati da altre logiche che non siano il bene della comunità. Ma la scienza non è fatta di verità assolute ed indiscutibili, se così fosse allora la scienza finirebbe di essere tale. Come diceva sempre il mio amico Giulio Giorello la scienza è di per sé un’impresa critica costantemente soggetta a dubbi e domande e in essa non esistono piedistalli”.

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