La scuola: ripartenza tra polemiche e tamponi

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“E’ avvenuto finalmente il nostro incontro con il Ministro in riscontro alla nostra richiesta del 26 luglio 2021. I ragazzi hanno pagato un prezzo già alto e i fatti di cronaca e i professionisti della salute mentale raccontano uno scenario devastante. La scuola deve ripartire con chiaro questo faro: il loro benessere”. Così Maria Rachele Ruiu, responsabile Scuola di Pro Vita e Famiglia Onlus.

“Per questo abbiamo chiesto la distribuzione gratuita di tamponi salivari agli studenti ed ai lavoratori della scuola e ancora dispositivi per la ventilazione meccanica controllata, che permettono di ‘rinnovare’ l’aria, diluire la carica virale, ridurre il rischio di contagio e favoriscono il ritorno in presenza di tutti gli studenti: basta DAD. Chiediamo che gli insegnanti di sostegno siano tutti in classe dal primo giorno: i ragazzi più fragili già hanno sofferto vergognose discriminazioni” ha proseguito Maria Rachele Ruiu.

“E poi no a queste discriminazioni: non bisogna bollare e non bisogna abbandonare chi ha dubbi sul Green pass e chi liberamente sceglie di non vaccinare i bambini e i ragazzi, e questo in considerazione di opinioni scientifiche e politiche ancora contrastanti. Siamo preoccupati che il greenpass per i docenti possa significare discontinuità didattica per i nostri figli” ha aggiunto Jacopo Coghe Portavoce della onlus.

“Il ricorso alla DAD deve essere circoscritto solo a casi di grave emergenza. In più abbiamo denunciato come la libertà educativa e la parità scolastica restino incomplete, perché al riconoscimento del servizio pubblico svolto dalla scuola non statale (paritarie) non è seguita un’equiparazione reale sul piano economico. Abbiamo infine chiesto al Ministro di riconoscere la centralità della famiglia, del diritto di priorità educativo di noi genitori, attraverso il rinnovo del patto di corresponsabilità e la partecipazione ai tavoli preposti per la ripartenza e la progettualità per i nostri figli” ha concluso la nota.

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