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Lo strano caso di San Marino. Sputnik funziona ma non basta per l’Italia: terza dose con Rmna

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Terza dose di vaccino entro il 15 di ottobre a San Marino o non sarà possibile venire in Italia per i suoi cittadini. A dirlo però non è lo stesso Stato sovrano ma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. D’altronde lo Sputnik non è riconosciuto nel nostro Paese e la questione è tutt’altro che semplice, almeno a livello politico. Perchè i dati invece sono confortanti.

Pare, infatti, che a San Marino con Sputnik i contagi siano sotto controllo, anzi in lieve calo: dai 43 contagi della settimana 2-8 agosto, si è passati ai 35 casi della settimana 9-15 agosto. I guariti sono stati 44, i tamponi eseguiti 803. Calano quindi i casi attivi da 73 a 64, con 9 ricoverati in ospedale: uno in terapia intensiva e otto in isolamento. Le quarantene domiciliari totali sono 29.

Il giorno con minori contagiati è stato il 10 agosto: 3 positivi su 153 tamponi, tasso di positività dell’1,96%.

Sul fronte vaccinazioni, 22.360 le persone vaccinate con la prima dose e 23.705 con la seconda dose o con la dose unica. Sono 1839 invece le somministrazioni ai turisti.

Come mai allora i cittadini di San Marino devono fare la terza dose? Ci chiediamo: le persone devono star bene e in sicurezza o devono vaccinarsi con Rmna ora? Eppure l’ordine è chiaro: l’iniezione va fatta entro il 15 ottobre. Il punto sembra più geopolitico che sanitario, essendo stato sottolineato che deve essere un vaccino riconosciuto dall’Ema.

Ma San Marino, coe era ovvio che fosse, non l’ha presa proprio bene. Matteo Ciacci, politico sammarinese e segretario nonché consigliere di Libera, ha denunciato: «Non siamo cavie. Dopo settimane di promesse e mancate risposte, da parte del duo Ciavatta/Beccari questa epilogo sa davvero di presa in giro». E ha aggiunto:«Si tratta di una perdita di sovranità bella e buona visto che siamo costretti a cedere ai diktat dei nostri vicini».

E poi la domanda delle domande: «Se non si seguiranno i desiderata dell’Italia, dovremo rimanere ai “domiciliari” nel nostro Paese?».

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