Denise, parla Roberta Bruzzone: “Siamo ad una svolta”

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Il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo scompariva nel nulla la piccola Denise Pipitone. In occasione del diciassettesimo anniversario della scomparsa il programma di Canale 5 Morning News ha intervistato Felice Grieco, la guardia giurata che nell’ottobre del 2004 avvistò a Milano una bimba rom che somigliava molto a Denise. L’uomo ha rivelato di aver chiesto alla Polizia di poter fermare con un pretesto la piccola per poterne appurare l’identità, ma che non gli sarebbe stato permesso. L’agente ha ammesso di provare un forte rimorso per non aver agito di sua iniziativa per timore di subire delle conseguenze. Intanto il legale di Piera Maggio, mamma di Denise, l’avvocato Giacomo Frazzitta ha reso noto l’esistenza di un nuovo testimone che avrebbe rivelato quattro elementi inediti finora ignoti alle forze dell’ordine. Il quadro quindi si va ricomponendo? Forse è la volta buona per arrivare alla verità? E’ ottimista in tal senso la criminologa Roberta Bruzzone che sta seguendo il caso molto da vicino e che abbiamo intervistato.

Sapeva di Felice Grieco e del presunto avvistamento di Denise a Milano poche settimane dopo la scomparsa?

“Si, ne ero a conoscenza, per noi che seguiamo il caso da vicino è un fatto già noto. Purtroppo la Polizia è arrivata in ritardo, quando la bimba e la donna rom che stava con lei si erano dileguate”.

Pensa che quella bimba potesse essere realmente Denise? Oltre alla somiglianza fisica, c’era anche una strana somiglianza con il nome 

“Questo purtroppo non lo sapremo mai, dal video che questa persona ha prodotto la somiglianza è sicuramente notevole, la voce è coerente con l’età, anche se la scarsa qualità delle immagini non consente di poter svolgere esami più approfonditi. Quello che posso dire è che tutti speriamo che quella ragazzina fosse effettivamente Denise perché sarebbe la prova che è ancora in vita e che quindi ci sono anche possibilità di poterla ritrovare. Siamo in presenza dell’unico avvistamento non verificato ma plausibile. Sarebbe stato fondamentale poter verificare questa fonte, ma come detto non è stato possibile e ormai sono trascorsi diciassette anni dai fatti”.

La guardia giurata ha rivelato in tv che gli sarebbe stato impedito dalla Polizia di fermare la bambina. Non avrebbe fatto meglio ad agire comunque impedendo che potessero scomparire nel nulla?

“Io non so sinceramente come sono andate le cose, questo è quello che ha raccontato lui. In effetti non era facile fermare una minore, ancora di più sulla base di un semplice sospetto e senza autorizzazione di chi di dovere. Sarebbe potuto andare incontro a dei fastidi, specie se poi la bambina si rivelava non essere Denise”.

Ieri in occasione dell’anniversario della scomparsa, il legale di Piera Maggio ha rivelato l’esistenza di un nuovo testimone che avrebbe portato quattro nuovi elementi finora sconosciuti che potrebbero aiutare le indagini. Sa di cosa si tratta?

“A questa domanda preferisco non rispondere”.

Piera Maggio ha detto che la persona che ha fatto sparire Denise gira libera per Mazara del Vallo. E’ davvero così?

“Sono convinta che abbia ragione, Piera Maggio ha le idee molto chiare, le ha sempre avute e oggi non possiamo certo fingere che sia una novità che lei dica questo. Non ha dubbi sulla bontà delle indicazioni che fornì all’epoca agli inquirenti. Penso proprio che chi ha rapito Denise sia tuttora a Mazara del Vallo e circoli indisturbato”.

Nella vicenda di Denise l’elemento più inquietante alla fine quale è? Indagini approssimative e superficiali, depistaggi, omertà, connivenze, cosa di preciso?

“Mi pare che la risposta l’abbiano data i giudici della Cassazione nella sentenza di assoluzione definitiva di Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise accusata di aver rapito la piccola e di averla fatta sparire. I giudici evidenziano chiaramente la presenza di errori importanti nelle indagini, quindi se lo confermano loro che motivo abbiamo noi per dubitarne?”.

Ma sono stati errori commessi in buona fede o c’è stato un effettivo tentativo di depistaggio?

“A questa domanda non posso dare una risposta, andrebbe chiesto a chi quegli errori li ha commessi. Io posso solo augurarmi che siano stati commessi in buona fede e senza secondi fini”.

C’è stato un clima di omertà intorno alla vicenda?

“Con assoluta certezza posso confermare che ci sono almeno una decina di persone che sanno perfettamente cosa è accaduto a Denise. Si tratta di persone di Mazara del Vallo che ad oggi non hanno ancora parlato. Ciò premesso stiamo però attenti a non mettere tutti nel calderone, perché se ci sono stati casi di omertà, non si può affermare che tutta Mazara sia stata omertosa. Sono stati tantissimi gli abitanti della città a schierarsi da subito dalla parte di Piera e a sostenerla nella ricerca della verità”.

L’avvocato Frazzitta si è detto fiducioso perché da parte degli inquirenti vi sarebbe finalmente la volontà di fare piena luce sulla scomparsa. Ne è convinta anche lei?

“Sono fiduciosa sul fatto che questa nuova inchiesta possa portare dei risultati. Ho riscontrato da parte della Procura un atteggiamento molto fermo nel cercare ed esaminare ogni singolo elemento utile senza lasciare spazio ad alcun dubbio. Mi sembra un atteggiamento da leggere in chiave assolutamente positiva. E’ chiaro che il tempo non gioca a favore, perché dopo diciassette anni servono prove solidissime per poter accusare delle persone e mandarle a processo. Spero con tutto il cuore che gli inquirenti possano raggiungere questo obiettivo e mi pare che i presupposti ci siano”.

Una svolta è dunque possibile?

“Una luce in fondo al tunnel si vede, grazie alla conoscenza di elementi che diciassette anni fa non avevamo. Qualcuno ha finalmente parlato, qualche notizia in più l’ha resa, l’avvocato Frazzitta sta facendo un ottimo lavoro fornendo informazioni importantissime alla Procura. Per il momento possiamo rallegrarci del fatto che l’inchiesta è stata riaperta e che da parte degli inquirenti c’è l’intenzione di andare in fondo con ferma decisione. Siamo veramente ad un bivio: o adesso o mai più”.

Sinceramente, pensa che le responsabilità vadano cercate ancora nell’ambito familiare o altrove?

“Mi pare che l’inchiesta resti ancorata alla pista di sempre e non si sia spostata di molto. L’accertamento il 5 maggio scorso è ripartito con un sopralluogo nell’ex abitazione di Anna Corona (ex moglie del padre di Denise e madre di Jessica Pulizzi ndr.) il che mi autorizza a pensare che si stia andando nella direzione sempre ipotizzata. Ma ovviamente è ancora presto per stabilirlo con certezza o per accusare qualcuno”.

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