Massimo Cacciari non molla: “Green pass antidemocratico. Dite la verità sui vaccini”

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Il filosofo Massimo Cacciari torna all’attacco sul green pass, incurante di chi lo accusa di prestare il fianco alla propaganda dei no vax.

Da quando è iniziata la pandemia l’ex sindaco di Venezia è stato molto critico sulla gestione dell’emergenza e soprattutto sul commissariamento della politica da parte dei cosiddetti esperti, medici, virologi, epidemiologi, e comitati tecnici.

In un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa Cacciari dice: «Vorrei sentire dai giuristi: è o non è in contraddizione col regolamento UE 2021/953, che vietava ogni discriminazione, l’istituzione del Green Pass, nei termini in cui diventerà legge in Italia? E ai nostri illustri costituzionalisti vorrei chiedere: non sembra loro che la possibilità di obbligare a trattamenti sanitari dipenda dal pieno “rispetto della persona umana”? Non pensano che conditio sine qua non perché di rispetto per qualcuno si possa parlare è che costui venga correttamente informato? Risulta loro di essere stati precisamente informati su andamento dell’epidemia, vaccino, vaccini, loro possibili conseguenze, ecc.? E da chi avrebbero potuto? Dai bugiardini dei Big Pharma in continua evoluzione? Navigando in rete tra diecimila notizie in contrasto? È un peccato discuterne, è anti-scientifico, è iscriversi a CasaPound?»

Il filosofo non ci sta alle facili etichettature, come quella di essere definito no vax e attacca: “Molti medici di base e curanti la sconsigliano ai loro pazienti, ma non osano firmare alcun certificato. In questa situazione non sarebbe prudente attendere prima di imporre la vaccinazione a milioni di adolescenti e bambini, che presentano un caso grave ogni qualche milione di contagiati? Come la mettiamo col diritto? Qui c’è un soggetto, che di per sé non rischia nulla o quasi, cui viene imposto un trattamento di cui si ignorano le potenziali conseguenze, a favore pressoché esclusivo di altri. In Germania sono no-vax perché hanno creduto di non procedere in questa direzione?Durante la conversione in legge del decreto è quindi necessario che vengano indicati con chiarezza i criteri in base ai quali verrà posto fine allo “stato di emergenza”. La decisione non può essere assunta ad libitum in base all’ennesimo Dpcm. Da decenni il Parlamento perde progressivamente di centralità e autorevolezza. È un’occasione per tentare di invertire la deriva, non perdiamola».

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