Covid, dal mondo dello sport una foto di come funziona altrove

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L’annuncio di Speranza dà la cifra di una decisione: continuare con l’emergenza. Stessa misura usata per il green pass: si sa che dura 12 mesi, non si sa quando e in base a cosa il governo lo abbia deciso.

Ma nel mondo non va cosí. In un post illuminante leggo di alcuni piccoli segni legati ad eventi sportivi che dimostrano come l’Italia abbia scelto di vivere in base alle scelte politiche del governo. Abbiamo visto tutti le dirette televisive della finale degli europei di pallavolo femminile a Belgrado, del gran premio di Formula 1 a Zandwoort, e della partita di calcio Svizzera-Italia a Basilea, oltre che gli Open di tennis.
Sugli spalti c’è stata la folla e le mascherine non si sono viste. Uno spettacolo diverso da quanto accade qui.

Addirittura i telecronisti hanno dovuto sottolinearlo perché era inevitabile notarlo. Nelle altre nazioni il problema lo stanno affrontando diversamente e non ci sono neanche tutti i vaccinati di qui.
Serbia, Paesi Bassi, Svizzera hanno scelto di gestire la situazione sanitaria relativa al Covid diversamente da noi. Ma allora ci sono alternative? In democrazia appunto dovrebbero essere offerte più opzioni e non strade obbligate, anche in presenza di situazioni comunque non risolte ma dove l’approccio è tutt’altro.

Insomma, si può decidere che il Covid possa giustificare strumenti di limitazione delle libertà personali pesanti o no, si può decidere di stigmatizzare i non vaccinati o no, si può decidere di trovare capri espiatori o no. Gli altri hanno deciso di vivere senza farlo. Chapeau

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