Parla la Maglie: “Dai dannati del Covid ai dannati del vaccino. Democrazia a rischio”

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Abbiamo intervistato la giornalista e scrittrice Maria Giovanna Maglie, a lungo corrispondente Rai e analista politica per diverse testate che a giugno ha pubblicato il libro “i Dannati del Covid”. A lei abbiamo chiesto un commento sulle ultime vicende, dall’obbligo del green pass esteso ogni giorno a nuove categorie alla possibilità che venga introdotto l’obbligo vaccinale. Chi sono oggi i dannati?

Lei a giugno ha pubblicato “I Dannati del Covid” libro in cui racconta storie di persone devastate dalla pandemia e dai drammatici risvolti economici che ha prodotto. Oggi come vede la situazione? Dai dannati del Covid siamo passati ai dannati dal vaccino?

“I dannati oggi purtroppo sono ancora di più. I dannati di cui mi sono occupata, sono stati i numerosi morti imputabili alle responsabilità dello Stato italiano. Sia le vittime del Covid che quelle di altre malattie che sono state colpevolmente trascurate, sono da addebitare alle politiche di austerità che si sono susseguite in Italia da dieci anni a questa parte che hanno di fatto demolito il sistema sanitario nazionale. Molti dei dannati sono stati poi la conseguenza dell’incapacità del governo Conte 2 di affrontare la pandemia, partendo dalla scellerata scelta di non attivare l’assistenza domiciliare e le cure precoci in favore della vigile attesa, che ha portato ad intasare le terapie intensive e, cosa ancora più grave, a far arrivare le persone già gravi in ospedale. Molti dei dannati sono stati poi vittime della iniziale sottovalutazione del pericolo all’insegna del motto “abbracciamo un cinese’, con rappresentanti istituzionali che partecipavano ai festeggiamenti del capodanno cinese. Ho raccontato dodici storie estreme di salute, di morte e di fallimento sul lavoro. Soltanto una storia ha avuto un lieto fine, quella di una signora anziana che curata in casa si è salvata evadendo ogni regola”.

Perché dice che oggi la situazione è addirittura peggiore?

“Vede, io ho finito di scrivere il libro a maggio quando la campagna vaccinale era ancora ragionevole. Non si parlava di obbligo per le persone sotto i trent’anni e ancora si raccontavano gli effetti contrari e le complicazioni dovute alla vaccinazione. Non era neanche lontanamente ipotizzabile che avrebbero finito con il marchiarci tutti con una sorta di tatuaggio, ovvero con l’obbligo del green pass. Se dovessi riscrivere il libro oggi direi che in pericolo non c’è più soltanto la fine della pandemia visto che ci si è affidati al vaccino come panacea di tutti i mali. Con il governo Draghi  abbiamo continuato a mettere in atto, come con il governo Conte, pratiche parziali e supportate da una visione miope, che però stanno mettendo in serio pericolo la democrazia nel nostro Paese”.

Il generale Figliuolo ha dichiarato che siamo vicini all’immunità di gregge, quindi  perché parlare di obbligo vaccinale e di estensione del green pass visto che siamo i soli in Europa?

“Troppe cose non tornano in questa storia. Basti vedere il caos che è stato creato sugli insegnanti, nonostante già dallo scorso anno fosse chiaro a tutti che il problema dei contagi non era rappresentato dalla scuola, ma dai trasporti. Il 92% dei docenti risulta vaccinato indipendentemente dalla confusione che si è fatta. Ora, quell’8% che non si è vaccinato comprende sicuramente anche i guariti e le persone che per ragioni di salute non possono vaccinarsi. Perché dunque esercitare un ludibrio morale nei confronti di un’intera categoria?”

Perché?

“Per aprire la strada all’obbligo per tutti. Se sin dall’inizio si fosse detta la verità agli italiani, mettendo in chiaro sia i rischi che i benefici del vaccino, probabilmente questo problema non si sarebbe neanche posto. I dubbi degli italiani oggi non sono quelli dei no vax, loro sono fermi sulle proprie posizioni e ci restano. Tenga conto che i no vax non sono nati ieri, sono nati ai tempi del ministro Lorenzin con l’obbligo dei dieci vaccini a scuola; sono ideologizzati e non li convinceranno mai a cambiare idea. Ma la protesta che sta salendo nel Paese e che i sondaggi fingono di non riconoscere non ponendo le domande giuste agli interlocutori, è quella di tante persone che si sono pure vaccinate, che hanno ricevuto le due dosi e oggi si stanno legittimamente chiedendo se valga la pena fare la terza; ancora di più nel momento in cui da Israele, fino a ieri nazione campione in fatto di vaccinazioni e oggi ridotta a piccolo esempio, arrivano notizie che mettono sempre più in dubbio la concreta efficacia dei vaccini. Persone che si stanno ponendo domande su come la nostra libertà di scelta, sancita sia dalla Costituzione che dalla recente sentenza del Consiglio d’Europa, stia vacillando. Oggi certe forme di restrizione vengono usate per la pandemia, ma nulla esclude che possano essere utilizzate un domani per altre situazioni”.

Come valuta il fatto che l’intero sistema mediatico sia pressoché unanime nella criminalizzazione delle voci contro?

“Quando si racconteranno le cronache di quest’epoca, si dovrà raccontare del patto scellerato venutosi a creare in Italia fra scienza e politica in primo luogo e di quello fra scienza e media in secondo. Senza un patto così scellerato la dialettica sarebbe stata comunque garantita. Già prima della pandemia i giornali e le tv erano in grave crisi di lettori e di ascolti, a questo si è andato ad aggiungere il conformismo politico tipico di un governo dei tecnici e il conflitto di interessi di singoli editori e gruppi editoriali. Inutile nascondere che in ballo ci sono interessi enormi anche da parte di chi gestisce e governa il sistema dell’informazione, è come scoprire l’acqua calda”.

Nella maggioranza soltanto Salvini sembra fare il bastian contrario, ma alla fine è solo contro tutti e riesce ad ottenere poco o niente. Ha senso per la Lega restare ancora in questo governo?

“Ritengo che la presenza della Lega in questo governo di emergenza nazionale, e non di unità come molti lo chiamano, sia servita a fermare il Ddl Zan, lo ius soli, la tassa di successione, a porre il problema del reddito di cittadinanza che doveva essere un provvedimento temporaneo per accompagnare le persone all’occupazione e si è invece trasformato in un parcheggio per mezza Italia che induce alla passività sociale. Detto questo penso che il ruolo della Lega al governo sia oggi utile anche nel denunciare e bloccare certe tendenze autoritarie per ciò che riguarda le politiche della pandemia. Bene ha fatto Salvini a lasciare libero il Parlamento e la Lega di votare a favore degli emendamenti presentati da Fratelli d’Italia sul green pass per limitarne i danni, e ritengo anche che un grande partito ormai radicato sul territorio nazionale, che rappresenta grandi industrie, piccole e medie imprese, tanto mondo cattolico, quindi comprensivo di numerose e variegate realtà come era un tempo la Dc, debba stare in questo governo fino a quando potrà svolgere un ruolo, anche marginale. Quando questo non sarà più possibile meglio staccare la spina”.

E’ d’accordo con chi sostiene che il governo Draghi ha definitivamente ucciso la democrazia e la dialettica parlamentare?

“Il Parlamento era stato già messo a cuccia ai tempi del primo lockdown, quindi già dal marzo del 2020 ha cessato di funzionare come dovrebbe, bypassato dalle decisioni del governo. Quando per non andare ad elezioni con la scusa del Covid, mentre nel resto d’Europa e nel mondo si sono svolte regolarmente, si accetta di formare un governo tecnico, il ruolo del Parlamento è indebolito di fatto, perché un governo tecnico non ha bisogno per sua natura della dialettica parlamentare e può procedere a colpi di decreti e voti di fiducia. Oggi abbiamo ancora di più la conferma che qualsiasi governo politico è sempre migliore di qualsiasi governo tecnico”.

Guido Crosetto ieri ha denunciato un fatto anomalo. Invitato ad un programma televisivo gli è stato chiesto di effettuare il tampone nonostante abbia il green pass e sia pure guarito dal Covid. Non è paradossale questa cosa? E’ a conoscenza di questo fatto?

“Se chiedono il tampone vuol dire che non si fidano del green pass, due più due alla fine fa sempre quattro. Quindi se nonostante il green pass si continuano a chiedere i tamponi vuol dire che sanno benissimo che il certificato verde non serve a nulla e non esclude che il soggetto che lo possiede possa essere comunque positivo. Serve soltanto a schedare le persone. Io questo problema non ce l’ho perché dal marzo dell’anno scorso non vado più in nessuno studio televisivo e quando sono invitata in trasmissione mi collego solo da casa”.

4 Comments

  1. Su rete 4 lei e Borgonovo avete steso Pregliasco che non sapeva più che cosa rispondere. Gli tremavano labbro superiore. Certo che questa gente deve avere il pelo sullo stomaco per aver fatto morire tante persone con le mancate autopsie, la vigile attesa e il voler ignorare le cure domiciliari e penso debbano essere denunciati. Credo anche che i vaccinati debbano fare il tampone laddove è richiesto ai non vaccinati, che hanno il. diritto di essere protetti come si fa negli studi televisivi. Grazie e speriamo si possa uscire da questo incubo quanto prima

  2. Sono d accordo con te cara Maria Giovanna noi stiamo peggio del terzo mondo.Chirfismo aiuto e più ci fanno del male.Tante persone hanno perso il lavoro e la vita.Chi ci darà un risarcimento danni?

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