Green pass, verso l’obbligo per tutti. Cosa bolle in pentola

5 minuti di lettura

Sembra proprio che il governo per imporre l’obbligo del green pass a tutti stia praticando la classica metodologia della “rana bollita”. Ovvero un pezzo alla volta si sta ampliando l’obbligo a tutte le categorie, mitigandone però l’impatto e trovando l’opinione pubblica ormai assuefatta e pronta ad accettare ogni estensione, a lasciarsi bollire in pentola o cuocere sulla graticola.

A breve, forse già questa settimana, sarà partorito il nuovo decreto che da ottobre estenderà l’obbligo del green pass ai dipendenti pubblici e anche al settore privato. Il governo starebbe approfondendo gli aspetti giuridici ma sembra ormai scontato che, anche con il consenso dei sindacati, si arriverà ad estendere il green pass a tutti i lavoratori del pubblico impiego, e anche ai dipendenti di settori privati che svolgono servizi pubblici, tipo bar, ristoranti e palestre.

Una linea fortemente sostenuta nel governo dai ministri Renato Brunetta e Roberto Speranza e condivisa con il presidente del Consiglio Mario Draghi. La data di entrata in vigore del decreto dovrebbe essere il 10 ottobre, così come già deciso per i lavoratori esterni delle Rsa.

“Il governo ha una linea molto chiara e netta, andremo avanti con l’estensione del green pass e se sarà necessario valuteremo anche l’estensione dell’obbligo vaccinale. E’ una linea che si basa sull’evidenza scientifica. Non si può buttare al ribasso sulla politica” ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza. “Le limitazioni di questa estate – ha aggiunto- sono state in numero ristretto, ed è merito della campagna di vaccinazione, da ogni angolo del mondo arrivano dati molto netti: i vaccini sono efficaci e sicuri”.

E appare evidente come in quel “se sarà necessario” ripetuto continuamente si nasconde la certezza quasi assoluta che anche l’obbligo vaccinale sarà imposto. Tanto per far abituare la gente all’idea.

Una strada ormai segnata a quanto pare, in barba a chi si ostina ad andare in piazza a protestare giudicando il green pass uno strumento discriminatorio e antidemocratico. Pezzo per pezzo quindi si sta arrivando all’obbligo generalizzato dopo aver impedito, proprio grazie alla politica dei piccoli passi, una mobilitazione generale. Si è iniziati dal personale sanitario, poi si è passati alla scuola e all’università, poi ai mezzi di trasporto e adesso si arriverà a tutto il settore della pubblica amministrazione e a quello della ristorazione e dello sport. Dove il green pass diventerà obbligatorio anche per servire il cappuccino al bancone.

Il ministro Brunetta ha spiegato che l’estensione del Green pass a tutti i lavoratori della pubblica amministrazione è indispensabile per garantire il ritorno in presenza di almeno l’85% dei dipendenti e mettere fine allo smart working, o lavoro a distanza,  i cui risultati sono stati definiti fallimentari dal titolare della funzione pubblica. Per quanto riguarda invece l’obbligo per i dipendenti di bar, ristoranti, palestre, cinema ecc. si è detto che sarebbe discriminatorio imporre il green pass ai clienti e non ai lavoratori che con il pubblico devono stare a contatto.

Anche le ultime resistenze nel governo sembrerebbero ormai superate dopo la levata di scudi dei ministri e dei governatori leghisti che hanno dato l’aut aut a Matteo Salvini, fino a minacciare la convocazione di un congresso straordinario in cui definire una linea chiara favorevole ai provvedimenti del governo in campo sanitario.

Per il momento l’unica categoria che risulterebbe esclusa dai provvedimenti è il comparto privato, ovvero le aziende in cui ai clienti non è richiesto il green pass per accedervi. Ma soltanto perché non c’è un accordo fra Confindustria e i sindacati su chi, fra datore di lavoro e dipendenti che non vogliono vaccinarsi, dovrebbe pagare i tamponi, che ricordiamo sono comunque consentiti per ottenere il certificato verde in alternativa al vaccino. I sindacati ritengono che il costo non debba ricadere sui lavoratori, e Confindustria esclude tassitivamente che possa essere il proprietario a pagare. Appena si troverà un accordo il green pass arriverà anche qui, è solo questione di tempo.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Vaccini obbligatori. Quando il potere ha bisogno delle Brigate frittata

Articolo successivo

Scaroni “Prematuro parlare di scudetto, cauto ottimismo su Kessie”

0  0,00