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Rincaro elettricità e gas: polemiche anti-green, accuse e politica

3 minuti di lettura

“Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%. Queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle. La transizione ecologica deve andare di pari passo con quella sociale, altrimenti le imprese perdono competitività e i cittadini con reddito medio bassi faticheranno ulteriormente per pagare dei beni primari come l’energia”. Senza attendere il dato ufficiale, durante un convegno della Cgil, il ministro della Transizione Ecologica ha messo le mani avanti. 

E oggi la stampa italiana spara a zero sulle politiche di transizione verde, sarebbero loro la causa dei rincari. Ma è così?
La transizione ecologica costa, è un fatto, e lo stesso Cingolani lo ha fatto capire. E lo si accusa per questo di non essere poi tanto green proprio per questo. Ma la realtà vince sempre l’ideologia e alla fine i nodi vengono al pettine.

Volete sapere come si spiegano i rincari?

Il rincaro del gas ha una ragione semplice per molti intenditori della materia. Mentre la pandemia viene debellata (almeno nei paesi ricchi?), l’economia mondiale si riprende alla grande. Le aziende tornano a lavorare a pieno regime, e la domanda di energia si impenna. Dunque, il costo del gas, fonte principale dell’elettricità, aumenta. Poi c’è l’altro elemento, l’aumento del prezzo della CO2. E questo ha a che fare con la necessità di decarbonizzare l’economia, per combattere la crisi climatica. Le aziende che producono anidride carbonica (il principale gas serra), fra le quali quelle energetiche, nella Ue devono pagare per questo, comprando quote di emissioni nel sistema europeo Ets. Il prezzo di queste quote viene aumentato gradualmente, per spingere le aziende a decarbonizzare. Ma questo porta anche a un aumento dei costi di produzione, e quindi delle tariffe in bolletta.

A chi non va bene 

“Confindustria sta monitorando con preoccupazione l’escalation congiunturale dei prezzi delle principali commodity, tra questi quello dell’energia elettrica”, ha detto il presidente di viale dell’Astronomia Carlo Bonomi. “Queste tensioni di mercato devono essere gestite, non devono farci arretrare rispetto agli obiettivi di sostenibilità”. E l’Istat oggi ha confermato che il trend al rialzo non invertirà la rotta nel breve periodo. Ma non solo gli imprenditori si sono fatti sentire.

“I dati sulla produzione industriale di luglio sono migliori delle stime e confermano il trend di robusta ripresa ma si guarda con preoccupazione alla spirale rialzista dei prezzi delle materie prime legate all’energia che possono far perdere vigore alla crescita economica”, ha tuonato la Conferderazione Nazionale dell’Artigianato. 

E le famiglie? Chi le rappresenta? Non crediamo che oggi siano tanto contenti della notizia neanche loro. L’autunno in arrivo potrebbe portare con sé molte tensioni.

 

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