Stangata sulla casa, i piani del governo per aumentare l’Imu

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L’hanno già ribattezzata “la grande stangata”. Stiamo parlando della riforma del catasto su cui il governo starebbe lavorando e che rischia di pesare come un macigno sui proprietari degli immobili. 

L’ipotesi è allo studio all’interno del progetto complessivo della riforma fiscale, e nel testo atteso entro il mese di settembre 2021 potrebbe approdare anche una revisione dei valori, modifica che inciderebbe sulle regole per il calcolo delle tasse sulla casa.

Un provvedimento che trova parte della maggioranza, in particolare Lega e Forza Italia, fortemente contraria, ma che è supportata dal parere dell’Europa. Uno di quei provvedimenti destinati a passare all’insegna del motto “ce lo chiede l’Europa”. Del resto non è da oggi che gli organismi internazionali insistono nel sostenere che il calcolo dei valori catastali applicato in Italia, dove il numero di proprietari di immobili è di gran lunga superiore al resto d’Europa, è poco equo e fondato su parametri vecchi e mai aggiornati. Una misura quindi che apparentemente risponderebbe ad un bisogno di equità fiscale per evitare discriminazioni fra proprietari di case. E’ vero infatti che alcune tipologie di immobili nel corso degli anni hanno acquisito maggiore valore, grazie ad un aumento delle condizioni di mercato, o al passaggio da zona periferica a centro storico, continuando però a pagare le stesse cifre di prima e quindi lo stesso importo fiscale di chi invece è rimasto con i valori più bassi.

Secondo quanto riporta il Sole 24Ore la riforma prevederebbe la rideterminazione delle destinazioni d’uso dei vari immobili, distinguendoli tra ordinari e speciali, mentre quelli coperti dai beni culturali farebbero capo a una categoria a parte. Inoltre è previsto un aggiornamento degli estimi catastali in modo da renderli più coerenti con i valori attuali.

Come riporta Il Giornale “la verà novità potrebbe consistere nel passaggio dal vano al metro quadrato come unità di misura per la determinazione del valore patrimoniale. Il processo per stimare il valore dei cosiddetti immobili ordinari utilizzerebbe il metro quadrato come unità di misura, specificando i criteri di calcolo della superficie dell’unità immobiliare, mentre per quelli speciali potrebbero entrare in gioco funzioni statistiche per determinare valore di mercato, localizzazione e caratteristiche edilizie dei beni per ciascuna destinazione catastale. Le possibilità di successo del progetto, oltre che su un consenso politico che si preannuncia complicato, si basano sulla sinergia tra Entrate e Comuni nella determinazione dei nuovi valori catastali dei beni e nel loro aggiornamento periodico”.

Le nuove regole di calcolo comporterebbero però un aumento dell’Imu e inciderebbero anche in materia di determinazione del valore ISEE. Oltre al nodo politico legato all’opposizione di una parte della maggioranza contraria ad aumentare la pressione fiscale, si aggiungerebbe anche un problema di ordine pratico legato all’oggettiva necessità di rinforzare l’organico dell’Agenzia delle Entrate visto che aumenterebbero notevolmente i carichi di lavoro. E più assunzioni fa rima con maggiori risorse da investire.

Ora bisognerà capire se anche in questo caso la determinazione del premier Draghi avrà la meglio sulle resistenze delle forze politiche, o se come già avvenuto in passato il governo dovrà rinunciare a rimettere mano alla materia. Ma la prima ipotesi, ovvero che Draghi l’abbia vinta, appare la più quotata con buona pace di chi dovrà iniziare a farsi i conti in tasca in vista di imposte più salate.

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