Marco Rizzo (PC): “La mia sfida a Letta e alle finte alternative”

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Incontriamo oggi Marco Rizzo, leader del Partito Comunista e candidato nel collegio di Siena per le supplettive della Camera, dove sfida il segretario del Partito Democratico Enrico Letta. Il suo slogan elettorale è “Un cuore rosso per Siena”. Ma il PC è anche presente nelle grandi città con propri candidati sindaco.

Perché ha scelto di candidarsi a Siena?

“Perché tante persone hanno sostenuto con le loro firme la mia candidatura. Non basta la volontà per candidarsi, serve raccogliere un numero elevato di firme e noi lo abbiamo raggiunto. Il che significa che siamo presenti e ben radicati in questo collegio. Questo è il primo aspetto. Poi certamente hanno influito sulla mia decisione anche altri due fattori: la presenza di Enrico Letta e le vicende che hanno coinvolto il Monte Paschi di Siena, che danno a questa competizione una valenza nazionale”.

Come pensa di convincere gli elettori tradizionali della sinistra a votare lei e non il segretario dem?

“Letta non ha niente di sinistra, lui è un uomo del sistema. Lo dimostra il fatto che, oltre a sostenere il governo Draghi e tutti i provvedimenti che sta mettendo in atto contro il mondo del lavoro con l’obbligo del green pass, si candida a sostituire Pier Carlo Padoan che il Pd aveva candidato nel 2018. Il quale si è dimesso da parlamentare, guarda caso per entrare nel Consiglio d’amministrazione di Unicredit e diventarne poi presidente. Una politica delle porte girevoli che conduce direttamente dal Parlamento alle banche. Con la politica che diventa una sorta di trampolino di lancio per poi andare a fare carriera nel mondo finanziario. Padoan è stato anche ministro dell’Economia, non dimentichiamolo. E’ questa contiguità fra politica e finanza che noi comunisti vogliamo rompere. Vi siete chiesti perché Letta ha scelto di non presentarsi con il simbolo del Pd?”.

Lui dice per essere inclusivo e allargare il perimetro della coalizione

“Sciocchezze. Sa benissimo che il simbolo non porta consensi. Ma dove si è visto mai un segretario che si vergogna del proprio simbolo? Che addirittura lo nasconde? Il mio nome sta stampato sul simbolo del Partito Comunista. Capisco bene l’imbarazzo di Letta a presentarsi sotto le insegne del partito  che porta sulle spalle il peso della crisi del Monte Paschi. Noi siamo qui anche per dire che va cambiato il ruolo e la missione delle banche”.

In che modo?

“Le banche devono tornare al servizio del territorio. Da tempo invece hanno smesso di svolgere il loro ruolo storico, che è sempre stato quello di sostenere il tessuto economico e produttivo, aiutare le piccole e medie imprese, le aziende, gli artigiani, il commercio, le famiglie, favorendo la crescita e lo sviluppo del territorio e creando le condizioni perché vi sia lavoro. Oggi invece si sono trasformate in mere venditrici di prodotti finanziari, il più delle volte collegati alle assicurazioni private, sia sanitarie che previdenziali. Obbligando in certi casi i propri dipendenti a sottoscrivere le polizze con queste compagnie private. Un meccanismo che sta portando alla totale privatizzazione del sistema. Votare noi significa invertire questa tendenza”.

Se dovesse convincere un elettore a votare per lei, cosa gli direbbe?

“Una cosa molto semplice. Se voti Letta voti Draghi, se voti il candidato della Lega voti Draghi, quindi se vuoi votare contro Draghi, contro il green pass obbligatorio, contro tutte le misure che questo governo sta mettendo in atto eliminando gli spazi di libertà e di democrazia, devi votare Marco Rizzo”.

Letta e Salvini tutti i giorni si attaccano vicendevolmente. Anche lei pensa che sia tutto un gioco delle parti?

“Mi sembra evidente. Stiamo assistendo ad un teatrino della politica, il peggiore direi, con l’obiettivo di far credere che esista ancora una dialettica politica e parlamentare che invece è estinta da tempo, visto che è Draghi a decidere tutto da solo, annullando la funzione e il ruolo dei partiti, che per mostrarsi vivi devono fingere di litigare. Ma su cosa litigano? Sul nulla, visto che poi sulle cose essenziali sono d’accordo su tutto. Noi saremo presenti con i nostri candidati sindaci in tutte le grandi città, Roma, Torino, Milano, proprio per smascherare questo indecoroso teatrino e la falsa alternativa fra Pd e Lega. Solo noi siamo la vera alternativa al sistema”.

A Roma sono presenti anche altri simboli che si richiamano alla tradizione comunista. Non temete che gli elettori possano confondersi? Cosa distingue voi del Partito Comunista da tutte le altre sigle?

“Evidentemente si sono accorti che la falce e martello tira ancora e che il comunismo non è affatto morto e sepolto. Allora tanti hanno scelto di copiarci e non escludo nemmeno che alcune operazioni siano state pensate proprio per danneggiare noi. Ad ogni modo nel nostro simbolo è riportato anche il mio nome, quindi non c’è alcun rischio di confusione. Dove c’è Marco Rizzo c’é il vero e solo Partito Comunista. Diffidate delle imitazioni”.

 

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