Draghi e le rendite catastali e quella tentazione di vivere in comunità autosufficienti

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Esiste un solo modo di vivere? A quanto pare no. Qua le forme di resistenza alla società capitalistica aumentano. Ne citiamo due tra le più conosciute che esistono in Italia e di cui pochi sono a conoscenza probabilmente.

Una è Nomadelfia. Che cosa è? “Una popolazione comunitaria di volontari cattolici che ha messo a fondamento della sua vita la fraternità evangelica. Il nostro desiderio è mostrare che è possibile vivere il Vangelo in forma sociale donandosi integralmente agli altri, realizzando così quei principi di giustizia e fraternità che si è scelto di seguire. Attualmente, Nomadelfia è composta da circa 300 persone. Nomadelfia è una popolazione di famiglie e di singoli, compresi alcuni sacerdoti. Aderire a Nomadelfia vuol dire rispondere ad una vocazione” si legge sul loro sito.

E ancora.

Esiste Lumen che è una comunità fondata nel 1992 da Davide Pirovano e Milena Simeoni, attualmente composta da più di 60 persone che hanno scelto di investire in attività economiche in linea con i valori comunitari. “Nel corso dei decenni i residenti hanno sviluppato una visione imprenditoriale condivisa e partecipata che ha permesso la nascita di attività economiche che sostenessero le famiglie” si coglie invece nella descrizione che loro stessi fanno della realtà in cui vivono.

Dunque se da una parte esistono comunità che credono che i rapporti economici e produttivi senza mettere al centro l’uomo non funzionino, dall’altro canto proprio ieri abbiamo raccolto le dichiarazioni del premier Draghi sulle rendite catastali che rimarranno invariate a livello di tasse… anzi no: “Non abbiamo preso la seconda decisione. Nella legge delega è previsto che ci vogliono 5 anni e soltanto nel 2026 se ne riparlerà”. Insomma di qua dal vallo ideale, la sensazione è che la posta venga continuamente rialzata. 

A quanti sarà sfuggita questo passaggio del discorso di Super Mario? A ben leggere pare proprio che le rendite su cui si basa la tassazione oggi resteranno invariate, ma che per domani nessuno ha promesso nulla. Eppure è passata in sordina questa seconda frase messa là.

Quindi da una parte cominciamo a vedere società che si ispirano a nuove forme di convivenza e che non possono restare indifferente davanti alle esigenze degli altri in quanto vedono tutti corresponsabili di ciò che accade, una vita dignitosa non sembra più il centro della società occidentale liberista che respiriamo. Che uno condivida o no i modelli alternativi, certo quello che abbiamo scelto di vivere non è più così attrattivo…

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