Meluzzi sospeso dall’Ordine dei medici: “Non mi piego, reagirò”

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Alessandro Meluzzi, psichiatra, criminologo, opinionista televisivo ed ex parlamentare è stato sospeso dall’Ordine dei medici di Torino perché non si è vaccinato contro il Covid. Meluzzi in questi mesi si è opposto apertamente al green pass obbligatorio definendolo misura coercitiva ed illiberale, rifiutandosi di esibirlo, ma si è sempre appellato al diritto alla privacy ogni volta che gli è stato chiesto se si fosse o meno vaccinato. Lo abbiamo raggiunto.

Cosa farà adesso? Reagirà contro il provvedimento?

“Cosa vuole reagire! Io mi rifaccio all’insegnamento di Socrate, il quale ci dice che le leggi della polis per quanto inique si rispettano sempre, anche quando ci fanno bere la cicuta. Mi atterrò a quanto il decreto prevede”.

Non presenterà ricorso? Non si appellerà in qualche modo?

“Certo, i miei legali faranno tutto ciò che sarà possibile fare. Ma questo è un problema tecnico che riguarderà i tribunali ordinari, la Corte dell’Aja, la Corte europea dei diritti dell’uomo. Questo lo valuteremo certamente, ma come detto è un problema tecnico. Io sinceramente non mi scaldo più di tanto, perché la mia scelta l’ho fatta e ne vado fiero. Non essendo in condizione di esprimere un consenso informato e ragionevole circa la somministrazione di un siero genetico, ho scelto consapevolmente, in scienza e coscienza, di non vaccinarmi. Ad ogni modo il problema non riguarda soltanto Alessandro Meluzzi, pur essendo forse il caso più noto, ma molti altri medici, ragione per cui questa questione dovrà trovare una risposta nell’ambito del diritto internazionale”.

Lei si è sempre trincerato dietro il diritto alla privacy ogni volta che le è stato chiesto se si fosse o meno vaccinato. Diritto che adesso a quanto pare è stato violato pubblicamente. Quindi?

“Questo è uno dei tanti aspetti paradossali di questa vicenda. Ma alla fine è giusto che si sappia che non mi sono voluto vaccinare e che non sono andato alla ricerca di colleghi compiacenti che potessero certificare un mio fantomatico diritto all’esenzione. Dove sarà necessario esibire un green pass mi sottoporrò a tampone, per il resto mi rinchiuderò in un eremo e mi collegherò al resto del mondo in videochiamata”.

Oggi i media parlano del complottista no vax Meluzzi sospeso dall’Ordine dei medici. La descrivono come un propalatore di teorie anti-scientifiche ed ideologiche. Come risponde?

“Questo fa parte del copione, servono figure simboliche da presentare come esempi negativi rispetto ad una narrazione tragicomica di una tragedia che stiamo vivendo. Io mi sono assunto il ruolo di colui che fa il controcanto al sistema, ruolo che non mi sono volutamente cercato ma che è frutto di convinzioni che ho liberamente maturato in questi due anni osservando ciò che accadeva intorno a noi. Mi ha fatto piacere ricevere in queste ore attestati di stima da tutta Italia. Credo di non averne mai avuti così tanti in tutta la mia attività professionale”.

Anche dai politici ne ha avuti?

“Dal mondo della politica proprio no, mi sono arrivati da migliaia di cittadini di tutte le età, di tutte le razze, di tutte le professioni, di tutte le culture e religioni. Questo è ciò che più mi consola in questo momento, che certamente non è gradevole, ma tutto sommato nemmeno tragico. Alla fine sto subendo soltanto le conseguenze di una mia libera scelta che ho assunto volutamente. Provvedimenti di questo tipo si vedono soltanto in Italia, ma mi creda io non ho voluto essere l’uomo simbolo di una scelta di libertà. Se poi mi tocca portare questa croce, la porterò senza rimproverarmi nulla”.

Che tipo di vita farà adesso? Quali attività le saranno consentite e quali invece non potrà svolgere?

“Al momento sono sospeso da tutte le attività che richiedono un contatto diretto con i pazienti, ma potrò continuare a svolgere quelle online o in video che quindi non prevedono il rischio del contagio. Perché la motivazione del tutto irrazionale di questo provvedimento sta nel fatto che il medico non vaccinato è contagioso. Peccato che lo possa essere quanto quello vaccinato che può contagiarsi e contagiare a sua volta, e che rischia di essere potenzialmente molto più pericoloso del sottoscritto proprio perché munito della falsa sicurezza fornita dal green pass. Ma ripeto, le leggi si rispettano, anche se palesemente ingiuste ed irrazionali. Nessuno però può impedirmi di svolgere attività di perito criminologo in un’aula di tribunale come consulente dell’accusa o della difesa, Se dovrò entrare in un tribunale mi sottoporrò al tampone ed esibirò l’iniquo green pass”.

Lei si è richiamato al diritto internazionale. Pensa davvero che potrà servire a qualcosa?

“Le corti internazionali mi sembrano piuttosto latitanti in questo momento. C’è un deliberato del Consiglio d’Europa che ha sancito in maniera chiara che i non vaccinati non possono essere sottoposti a misure di discriminazione ed emarginazione. Passaggio che è presente nella versione in inglese, ma stranamente sparito nella traduzione italiana. Siamo di fronte al classico doppiopesismo di certe elìte dominanti, le quali ci impongono i provvedimenti più iniqui dicendo che ce li chiede l’Europa quando servono alla tutela dei loro interessi, fregandosene poi puntualmente di ciò che dice l’Europa quando non torna comodo a loro. Viviamo una condizione che è molto lontana dal diritto, molto lontana dalla legalità, molto lontana dalla legittimità costituzionale, e soprattutto molto lontana dalla democrazia”.

Quindi resisterà a tutto questo?

“Che altro dovrei fare? Correre a vaccinarmi? Se ho scelto di non farlo fino ad oggi, non vedo perché dovrei convincermi adesso. Reagirò a tutto questo restando coerente con i miei convincimenti. La mia scelta è scaturita da un’esame accurato della letteratura scientifica internazionale, dalle notizie che arrivano da Israele e dal resto del mondo. Non essendo nelle condizioni di esprimere un consenso informato su un qualcosa che lo esige contraddirei la mia natura, sia di uomo che di medico. Ciò premesso, io non sto invitando nessuno a non vaccinarsi, ognuno deve essere libero di scegliere cosa fare in scienza e coscienza. Io ho scelto liberamente cosa fare, poi ognuno si documenti, legga cosa è riportato sul consenso informato, legga cosa dice la letturatura internazionale e si lasci liberamente ispirare dalla sua mente, dalla sua intelligenza, dalla sua coscienza. Io non voglio essere un esempio per nessuno, né positivo, né negativo. Ho esercitato un mio diritto di libertà e l’ho fatto perché ci credo. Altrimenti, se avessi voluto anteporre le ragioni di convenienza ai miei principi, mi sarei vaccinato, o in alternativa avrei cercato il modo di essere esentato”.

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