Legge di Bilancio. Come Draghi fa a pezzi Salvini e i 5Stelle

3 minuti di lettura

Due indizi fanno una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Prove tecniche di direttorio. Stiamo parlando di Draghi e del suo governo. Oltre la sua esaltazione regale, religiosa, mistica, specialmente degli inizi, sapevamo che, come al tempo di Monti, la sua incoronazione e conduzione politica, avrebbe nascosto dell’altro. Ben altro. D’altra parte, dopo la stagione fallimentare dell’antipolitica, quella dei dilettanti allo sbaraglio grillino (e non solo), la logica conseguenza era, come è stata e come è, un’altra anti-politica, quella di un nuovo più potente tecnico, gradito a Bruxelles.

Risultato, il definitivo commissariamento della politica. Cioè la situazione di oggi. Un suicidio pianificato a tavolino, ovviamente con la complicità dei politici.
Draghi usa sempre, quando è costretto, togliendosi la maschera, parole da capo indiscusso: ad esempio, contro i no-vax (“se non ti vaccini muori”, che equivale al concetto che se non ti vaccini uccidi te stesso e contagi gli altri, quindi devi essere emarginato dalla comunità). Poi, altre frasi come tiro dritto, non cambio idea.

L’ultima occasione per ribadire la sua leadership indiscussa e militare, la legge di Bilancio. Non muterà contenuti, non seguirà le fibrillazioni di Salvini, il quale a corto di giustificazioni per dimostrare di esistere, cede ogni giorno su tutti gli argomenti, fingendo di aver portato a casa qualche risultato (unicamente per tranquillizzare il proprio target). Ultimo cedimento, della sua lunga serie, “Quota 100”. Ma ce n’è per tutti.

I sindacati convocati per discutere di pensioni. Della serie, vi incontro, ma non contate nulla. Danzate e basta. Anche perché, incombe il G20 e entro giovedì il discorso dovrà essere chiuso, archiviato (il documento già è stato scritto in ritardo rispetto ai desiderata e alle regole della Ue).

Se viene superata Quota 100, cosa accadrà? Salvini che dirà ai suoi, visto che ha già perso su immigrazione, elezioni amministrative, politica vaccinista?
Per ora il Capitano usa parole democristiane: “Basta che non si torni alla Fornero”. Ma tant’è. Se proprio si rompe Quota 100, dice la Lega, accontentiamoci almeno di Quota 102. E’ proprio il segno di un Carroccio di lotta e di governo, ormai sfiatato e spompato.

Se la Lega piange, però, i 5 Stelle non ridono. Si profilano anche modifiche al Reddito di cittadinanza, mantra del Movimento e spina nel fianco per la nuova gestione di Conte, che non vorrebbe eternarlo, confermarlo, ma è costretto a difenderlo per meri equilibri interni. Anche se Draghi sembra indifferente alle dinamiche partitiche, anzi, li fa giocare come criceti sulla ruota, guarda caso, sta mozzando le gambe proprio ai partiti più penalizzati alle ultime elezioni. Secondo una sua sorprendente e studiata perfidia. E in tutto questo Letta sorride. Ma non troppo. Se va via Salvini, il governo cade.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Basket: Nba. Chicago resta imbattuta, vittorie di Atlanta e Brooklyn

Articolo successivo

Volandri “Italia-Usa decisiva, Sinner sta bruciando le tappe”

0  0,00