Al via il G20 in una Roma blindata: temi in agenda e obiettivi da raggiungere

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Si apre domani a Roma il G20, il vertice dei leader delle maggiori economie mondiali che si svolgerà per due giorni presso  il centro congressi “la Nuvola” all’Eur. Già nella giornata di oggi inizieranno gli incontri bilaterali tra i vari capi di Stato e delle nazioni più ricche del pianeta.

Il G20 rappresenta oltre l’80% del Pil mondiale, il 75% del commercio globale, il 60% della popolazione del pianeta ma anche il 75% delle emissioni di gas serra. Vi parteciperanno: Argentina, Australia, Brasile, Gran Bretagna, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Italia, Messico, Russia, Sudafrica, Arabia saudita, Corea del Sud, Turchia, Stati Uniti, Unione Europea.

Tanti i temi all’ordine del giorno, dall’ambiente alla ripresa economica post pandemica, la lotta mondiale contro il Covid, per finire con la politica estera e le politiche energetiche. Ovviamente al centro del dibattito ci sarà l’emergenza climatica anche in vista della Cop26 di Glasgow che inizierà lunedì 1 novembre.

Tanti gli obiettivi che si spera di raggiungere, ma sui quali trovare un’intesa sarà tutt’altro che facile. Basti pensare che al vertice saranno assenti tanto la Russia che la Cina, anche se Xi Jinping e Vladmir Putin hanno comunque assicurato che seguiranno i lavori via video.

Riporta il Corriere della Sera: “Sull’ambiente, uno dei temi su cui il premier Mario Draghi cerca di trovare l’intesa è la riduzione delle emissioni di metano del 30% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020. Il G20 ha riconosciuto che l’impatto dei cambiamenti climatici sarebbe assai più ridotto se l’aumento delle temperature restasse contenuto in 1,5 anziché 2° centigradi. Ma molti si chiedono cosa si può ottenere se il Paese che inquina di più, la Cina, non è presente. Non si è raggiunto un accordo sull’eliminazione graduale del carbone e Pechino ha ribadito il suo obiettivo di emissioni zero nel 2060 anziché nel 2050. Uno dei negoziati più complicati riguarda, inoltre, l’impegno ad aiutare con 100 miliardi di dollari l’anno fino al 2025 i Paesi in via di sviluppo che devono mettere a punto misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2015 si è deciso di estendere questo obiettivo fino al 2025, ma non è stato rispettato. Su tutti questi temi è necessario fare di più e più rapidamente”.

Maggiore sintonia sarà invece probabilmente raggiunta sul discorso della lotta alla pandemia soprattutto per ciò che riguarda la vaccinazione dei Paesi più poveri. L’obiettivo mondiale è di raggiungere una copertura vaccinale di almeno il 40% del pianeta, obiettivo che però è ancora lontano e su cui le divergenze non mancano.

L’Italia da parte sua cercherà a margine dei lavori di ottenere ascolto e intese per ciò che concerne il tema dell’immigrazione, ovvero un impegno forte e chiaro della Ue a favorire un’equa ripartizione delle quote migratorie. Un tema che è di stretta attualità, alla luce soprattutto della preoccupante moltiplicazione degli sbarchi registrata nell’ultima settimana e della situazione sempre più esplosiva che si sta registrando nei centri di identificazione della Sicilia.

Un tema invece che sembrerebbe mettere tutti d’accordo riguarda le multinazionali e la possibilità di imporre un’aliquota minima del 15% a livello mondiale sugli utili da queste prodotte ed evitare il continuo spostamento delle rispettive sedi fiscali laddove risulta loro più conveniente. E infine si spera almeno di affrontare temi delicati come l’Afghanistan su cui ovviamente le posizioni di Russia e Cina divergono profondamente da quelle di Usa ed Europa, con quest’ultima impegnata nella costituzione di un sistema di difesa comune.

Intanto, in attesa di vedere gli esiti che il summit svilupperà, quel che è invece certo è l’imponente sistema di sicurezza messo in campo dal Viminale per garantire il corretto svolgimento dell’evento.

Oltre al personale dei presidi territoriali sono impiegati 5.296 unità di rinforzo, di cui 2.542 della Polizia di Stato, 1.774 dell’Arma dei carabinieri, 580 della Guardia di finanza e 400 unità delle Forze armate, con un’estensione del contingente dell’Operazione “Strade Sicure” riservato a Roma, aumentato di circa 2.000 militari. E’ stata inoltre implementata la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo della Capitale attraverso il concorso di assetti specialistici delle forze armate, inclusi i sistemi anti-drone. Massima attenzione agli obiettivi sensibili, come anche alle aree in cui alloggeranno le delegazioni e ai luoghi simbolo della città.

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