Ddl Zan. Il vero sconfitto è il mainstream. Altro che franchi tiratori

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Quello che si ascolta, si legge ovunque, sul tonfo in Aula del Ddl Zan, da parte del fronte laicista, è la solita ossessiva narrazione, trita e ritrita.
O meglio, gran parte della sinistra mediatica, intellettuale e politica, si comporta esattamente come sosteneva Lenin e cioè, che non esiste la realtà, ma solo la sua interpretazione ideologica.
E infatti, i sostenitori del Ddl Zan, Pd in testa, hanno tentato il colpo di forza dogmatico, chiusi nel loro assolutismo giacobino, evitando qualsiasi mediazione, dimostrando di non saper vedere la politica, se non con le lenti dell’ideologia.
E visto che sono l’incarnazione del bene, della democrazia, dell’etica, della morale, dell’umanità e del progresso, il bene non può venire a patti col male o, addirittura, essere sconfitto dal male.

Per loro, rivedere gli articoli (1-4-7), avrebbe voluto dire dialogare con Satana, annacquare la fede, la nuova religione dei diritti civili, che non può conoscere limitazioni, tagli o compromessi.
Questa è la ragione dell’implosione del Ddl Zan. La verità è che a essere sconfitto è stato il mainstream. Inutile prendersela con i franchi tiratori, con i senatori che hanno cambiato idea.

Piuttosto Letta e compagni dovrebbero riflettere su due cose. Primo, che sui temi che investono la sensibilità più profonda delle persone, non c’è disciplina di partito che tenga. Secondo, forse, per caso, c’è un’Italia maggioritaria, di buon senso, che non si riconosce nel pensiero unico dominante? Ripetiamo, ad essere sconfitti, oltre alla politica laicista della sinistra, sono stati la cultura, la televisione, il politicamente corretto, il cinema, la musica, gli influencer, i panel politici sia della Rai che di Mediaset etc. Tutti naturalmente faziosi e quasi militanti. Da decenni.

E poi, comincia a sgretolarsi uno schema virtuale. Non c’è la modernità e il Medioevo. Modernità incarnata dalla sinistra liberal e radical, e Medioevo “clerico-fascista”, che ferma i diritti, blocca la libertà e vuole riportare indietro le lancette della storia. A parte una domanda sempre lecita: chi decide le lancette della storia, chi decide la storia?

E poi, è ora che i vari Letta, Cirinnà, Zan, direttori onnipresenti in tv, intellettuali, capiscano che ci sono due idee di modernità, entrambe legittime: una laicista, l’altra antropologica, basata sul primato della vita, della famiglia naturale, e che rifiuta un mondo governato dai desideri che devono diventare obbligatoriamente diritti. Insomma il vero bipolarismo è tra chi ritiene che la vita degli uomini debba essere governata dalla mente, e chi dalla natura. Su questo si decide il destino di ogni legge modello-Zan.

2 Comments

  1. Libertà senza Verità è fatalmente impossibile. E se non lo metti questa realtà non capisci nulla della vita del bene e della storia del genere umano

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