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La verità sul G20: perché è un flop Usa e Ue

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Il 30 e 31 ottobre il G20 (gruppo dei 20 Paesi che rappresentano le maggiori economie del mondo), si è svolto a Roma, in quanto l’Italia era Presidente di turno del format internazionale.

I temi in agenda erano: 1) pandemia; 2) ambiente; 3) ripresa economica.

Una volta, questi incontri erano uno spettacolo dall’esito scontato: gli Usa dettavano le linee guida politiche, economiche, etc, alle quali gli altri paesi dovevano adattarsi. E’ andata così anche stavolta?

In realtà, già prima dell’incontro, proprio sui temi quali pandemia, ambiente e ripresa economica, il dissenso fra le potenze occidentali – Usa e Ue – e le potenze asiatiche – Cina, Russia e India – era marcato.

Per la prevenzione della pandemia, ad esempio, le potenze occidentali stanno promuovendo la vaccinazione del maggior numero di persone possibile. La Cina, invece, si è limitata a stroncare ogni nuovo eventuale focolaio di Coronavirus, a livello locale. In Russia la vaccinazione anti-Covid ha raggiunto a stento il 15% della popolazione, nel disinteresse generale. Quanto all’India, ci si è rassegnati all’idea che è impossibile vaccinare tutti, troppo numerosi.

E, poi, argomento fondamentale, Russia e Cina hanno i propri vaccini, lo Sputnik 5 e il Sinovax, che ovviamente, non sono ancora stati approvati dall’Occidente.

Quanto all’ambiente, la Ue da tempo è impegnata in una riconversione tecnologica e industriale, che limiti le emissioni di gas serra, e gli Usa con Biden si stanno accodando. La Cina, invece, sta tornando ad utilizzare il carbone, che, dati e numeri alla mano, è la fonte di energia più inquinante! La Russia sostiene di aver subito il riscaldamento climatico, più che averlo provocato, per cui non ha mai adottato vere e proprie misure per limitare le emissioni di Co2. L’India ha fatto molto per contenere le emissioni di Co2, ma è tuttora un paese in via di sviluppo, con una grande “fame di energia” da fonti non rinnovabili.

Quanto alla cosiddetta “ripresa economica”, si tratta di un problema squisitamente occidentale, dal momento che le potenze asiatiche non hanno mai fermato le loro economie, se non in modo del tutto limitato.

In effetti, Cina e Russia hanno persino snobbato l’incontro, assicurando la partecipazione dei propri leaders, Xi Jinping e Vladimir Putin, soltanto in videoconferenza, mentre sono stati inviati a presenziare i due ministri degli esteri, Wang Yi e Serghiei Lavrov.

Queste le premesse.

I risultati del G 20 romano? Deludenti.

Con il freno posto da Cina, India, Russia e Arabia Saudita non sarà possibile fermare il surriscaldamento entro la soglia dell’1,5% e ciò renderà impossibile arrivare ad emissioni nette zero entro il 2050.

L’impegno a rendere accessibili a tutti i vaccini anti-Covid e a vaccinare il 70% della popolazione mondiale entro il 2022, risulta blando, come anche l’impegno ad adottare misure per sostenere la piena inclusione dei migranti, compresi i lavoratori, e dei rifugiati.

Quindi, al di là della narrazione enfatica, i grandi dell’Occidente, Draghi compreso, hanno venduto un metodo (il multilateralismo), non una soluzione. E Greta, da pupazzo, diverrà un fastidio, il simbolo di un’ipocrisia e impotenza continentale.

 

di Francesco Tallarico

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