L’epidemia Covid rallenta in Italia ma 0,3 dei medici risulta sospeso

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L’epidemia di Covid -19 in Italia mostra segni di rallentamento, ma si trova in una fase critica e decisiva, nella quale è importante sulle vaccinazioni e misure di prevenzione, come mascherine e distanziamento. Lo ha detto all’ANSA il fisico Enzo Marinari, dell’Università Sapienza di Roma. “Siamo in una fase critica, nella quale si deciderà l’andamento dell’epidemia. Il numero dei casi positivi sta crescendo, ma si intravede un piccolo rallentamento, che da uno-due giorni sta cominciando a diventare significativo”, osserva Marinari. “E’ un segnale appena accennato – aggiunge – e ancora non si vede una crescita nei ricoveri in terapia intensiva e nei decessi , che come sempre accade seguirà l’andamento dei casi di 20 giorni fa”. I segni di rallentamento potrebbero essere “una buona notizia, a patto che riusciamo a tenere duro. C’è una pallida speranza – dice ancora l’esperto – ma questo è il momento di essere molto rigorosi, accelerando su vaccini e misure di sicurezza, guardare una nuova rinascita”. Quella attuale è una fase positiva e nella quale, secondo Marinari, “l’Italia sta facendo meglio rispetto ad altri Paesi, come la Germania: siamo riusciti ad avere un controllo maggiore dell’epidemia”. Sulle ragioni che hanno portato a questa situazione, le principali ipotesi riguardanti gli effetti della campagna di vaccinazione: “il grande numero di persone vaccinate ferma la diffusione del virus, che trova uno spazio minore per espandersi, e non ci sono attualmente varianti che buchino i
vaccini. E’ vero però – conclude – che la protezione data dai vaccini si indebolisce con il tempo e che esistono ancora gruppi
che non si sono vaccinati. bene a occuparci della somministrazione della terza dose”.

Peccato però che siano “1.614, ovvero lo 03% del totale, i medici e gli odontoiatri attualmente sospesi dagli Albi per non sono stati vaccinati”. Un dato che rimane a sottolineare quanto nonostante la necessità di avere medici in corsia, emergenza o no, sia stato impossibile convincere tutti sulla vaccinazione. Come comunica la Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), che riceve il flusso di dati dagli Ordini provinciali a trasmettere i provvedimenti, ad oggi, sono stat 76 Ordini su 106: quelli che hanno ricevuto dalle Asl le notifiche delle sospensioni. Le
sospensioni, nel complesso, “sono state sinora 2.113.

Di queste, ben 499, quasi una su quattro, sono state poi revocate, perché i colleghi si sono vaccinati. Per questo, è tanto più importante riuscire a completare il quadro, in maniera che tutti gli Ordini sappiano quanti
dei loro iscritti non sono vaccinati, per poter intervenire”, spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli.Secondo l’aggiornamento reso noto oggi dalla Fiaso, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, conclude Anelli, “il 18,5% del
personale in servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie italiane ha già ricevuto la dose booster. Questo dimostra che la
stragrande maggioranza degli operatori sanitari, e non potrebbe essere altrimenti dati i percorsi di studi e professionali, ha piena fiducia nel vaccino”.

Forse, considerati i dati epidemici, si potrebbe ragionare su un loro rientro?

 

 

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