Natale a rischio e zona gialla in agguato. Le Regioni in bilico

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Un altro Natale in lockdown? Altre festività con divieti e restrizioni? Anche se tutti, politici ed esperti, sostengono di voler scongiurare questa ipotesi, il rischio ogni giorno di più sembra farsi concreto, seppur non esattamente come l’anno scorso quando gli italiani trascorsero le feste in casa con tutta l’Italia in zona rossa.

Ad ogni modo la situazione dei contagi si sta facendo nuovamente preoccupante e lo dimostra il fatto che alcune regioni potrebbero presto tornare in zona gialla se l’incidenza dovesse salire ancora. Fatto questo che comporterebbe comunque l’introduzione di nuove limitazioni.

Il passaggio in zona gialla si verifica sulla base di tre parametri: l’incidenza settimanale di nuovi positivi deve superare i 50 casi ogni 100mila abitanti, il tasso di occupazione in area medica deve essere oltre il 15%, il tasso di occupazione in terapia intensiva deve essere oltre il 10%.

Al momento le situazioni che destano maggiore preoccupazione sono quelle del Lazio, del Friuli Venezia Giulia, della Calabria, della Provincia di Bolzano ma ci sono segnali preoccupanti che stanno arrivando da diverse città e province dove negli ultimi giorni i contagi si sono moltiplicati.

In Friuli-Venezia Giulia l’incidenza dei nuovi casi è pari a 156,85 e l’occupazione dei posti in terapia intensiva è 10%. Nella provincia autonoma di Bolzano ci sono 216,09 casi settimanali e l’occupazione in area medica è all’11%. La Calabria invece ha un’incidenza di 54,59, posti occupati per il 12% e terapie intensive al 5%. Preoccupa anche il Lazio che ha registrato un’incidenza settimanale di 72,5. La situazione dei ricoveri e delle terapie intensive è ancora sotto controllo ma queste regioni restano sorvegliate speciali. Il rischio che possono entrare in fascia gialla prima di Natale è molto alto, diciamo pure probabile.

E cosa accadrà se ciò dovesse avvenire? Tornerebbe l’obbligo delle mascherine anche all’aperto e verrebbe nuovamente ridotta la capienza dei cinema, dei teatri e degli stadi di almeno la metà. Per ristoranti e bar dovrebbero valere le stesse regole in vigore adesso per il green pass, ovvero consumazione al tavolo per tutti all’aperto e soltanto per chi è in possesso del certificato verde al chiuso. Il pericolo maggiore potrebbe riguardare invece le discoteche con la possibilità di nuove chiusure. Non ci saranno limitazioni per gli spostamenti e sembrerebbe esclusa la possibilità di una reintroduzione del coprifuoco.

Per quanto riguarda le festività natalizie c’è già la raccomandazione a riunirsi esclusivamente in famiglia e ad optare per vacanze in Italia. E naturalmente questa situazione di incertezza preoccupa gli operatori turistici che temono una disdetta delle prenotazioni nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. Anche perché gli esperti paventano un picco dei contagi proprio a ridosso del Natale.

Tuttavia il coordinatore del Comitato Tecnico scientifico Franco Locatelli sembra invitare all’ottimismo: “Sarà un Natale certamente connotato da maggior socialità rispetto a quella dell’anno scorso e questo grazie alla migliore situazione italiana. In termini di vaccinazione  siamo cinque punti sopra la Germania e tre punti e mezzo rispetto alla Francia. È chiaro che la strada maestra è questa e dobbiamo continuare a cercare di convincere ancora chi è restio, riluttante o resistente”. Ma poi ammette che sul Natale è ancora troppo presto per fare una previsione sicura.

E gli italiani ricordano molto bene le parole dell’ex premier Giuseppe Conte che un anno fa, in questo periodo, sosteneva che le restrizioni introdotte con l’Italia a colori servivano a “salvare il Natale”. Poi si è visto come è finita. Non resta che sperare.

 

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