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Quando la discriminazione è a senso unico: il caso Rowling

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Da quando ha rivendicato la libertà di parola e opinione e si è espressa a favore dei diritti delle donne biologiche (a giugno 2020) non è più la grande scrittrice di Harry Potter ma un nemico del pensiero unico da abbattere. E non è importante che si chiami JK Rowling, che abbia venduto nel mondo i libri dell’ultima saga di successo che questi tempi conoscano, non devi vivere più.

Ed è in buona compagnia con Allison Bailey, Raquel Sanchez, Marion Miller», tutte colpevoli di aver sbagliato a non credere al concetto di «genere» che sostituisce quello di«sesso biologico». «Nessuna di queste donne – ha dichiarato la Rowling nell’ultima uscita pubblica sul tema – è protetta nel modo in cui lo sono io. Assieme alle loro famiglie sono state messe in uno stato di paura e angoscia».

«Forse il modo migliore di dimostrare che il vostro movimento non è una minaccia per le donne è di smettere di seguirci e di molestarci», ha poi scritto Rowling. Sui social diverse donne e associazioni trans si sono schierate dalla sua parte e anche il portavoce del primo ministro Boris Johnson è sceso in campo in favore della Rowling: «Nessun individuo dovrebbe essere preso di mira in questo modo. Crediamo che tutti abbiamo il diritto di essere trattati con dignità e rispetto e di condividere le proprie vedute».

Ma nulla. Il clima di odio ormai è partito. Ora… non si capisce perché dignità e rispetto si debbano a tutti ma a questa scrittrice e a chi la pensa come lei no. Promuovere una cultura del rispetto, dell’inclusione, del contrasto ai pregiudizi, alle discriminazioni e le violenze motivate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere racchiude forse il concetto non espresso di minacce di morte a chi la pensa diversamente? Credevamo di far parte di una società che ripugnasse ogni forma di discriminazione con i suoi moderni diritti civili avanzati che ci proiettavano verso un progresso giusto ed equo. E invece è una società che fa distinzioni tra le persone più di quanto non lo facesse prima.

 

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