Dalla Germania arriva l’odore della cannabis legalizzata. E il Pd subito si eccita

martedì, 30 Novembre 2021
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Dopo la sinistra al caviale, riprende vigore la sinistra alla cannabis.

Non è bastata, ai liberal-libertari nostrani, la sconfitta rimediata sull’omotransfobia formato Zan, ora la sfida si sposta sul fronte della legalizzazione delle droghe “leggere”. È l’effetto del vento antiproibizionista che spira dalla Germania del costituendo governo Scholz.

L’accordo tra socialdemocratici, verdi e liberali prevede infatti la «distribuzione controllata di cannabis agli adulti per scopi precisi in negozi autorizzati e controllati»: una formula burocratica e, a suo modo, “rassicurante” (per i probi borghesi tedeschi), ma che comunque non attenua la gravità della scelta compiuta dalla politica germanica. La droga con il bollo di Stato è un passo avanti nell’intossicazione ideologica europea e un ulteriore segnale del cupio dissolvi che attacca la società continentale.

Non stupisca il fatto che su un simile provvedimento mettano la firma anche i liberali di Lindner: liberismo e libertarismo sono parenti stretti. Non per niente, l’antiproibizionismo vide, negli Usa, un fervente sostenitore in Milton Friedman. Allo stesso modo di Antonio Martino in Italia.

Quest’odore forte di cannabis ha mandato in sollucchero il ministro del Lavoro, Andrea Orlando: a suo dire, bisogna prender esempio da un «partner non proprio irrilevante e un alleato non proprio trascurabile come la Germania». Non risulta, per la verità, che la liberalizzazione della cannabis sia nelle competenze del ministro del Lavoro. Ma qui il piddino Orlando propone un nuovo terreno di intesa al M5S dopo il “penultimatum” di Giuseppe Conte. E l’invito è stato subito raccolto dal ministro per le politiche giovanili, Fabiana Dadone: «La legalizzazione della cannabis è da valutare».

L’iniziativa di Orlando non è però dettata solo da motivazioni politiche contingenti. L’antiproibizionismo, nella (maggioritaria) componente ex comunista del pd, ha radici lontane. Precisamente negli anni ’70 e ’80, periodo che vide la trasformazione del vecchio Pci in un “partito radicale di massa”, come nella formidabile analisi di Augusto Del Noce di una sinistra prossima ad abbandonare la vecchia pelle marxista-leninista.
Difficile ora valutare l’esito di questo asse Orlando-Dadone. Sulla questione cannabis pende un referendum che potrebbe svolgersi in primavera. La vicenda è stata seguita finora con scarso interesse dai partiti, che nei prossimi mesi avranno la testa altrove.
Rimane però il fatto che la grande Germania non è la piccola Olanda antiproibizionista. Ciò significa che, di legalizzazione, si tornerà comunque presto a parlare in Europa, Italia compresa. Non foss’altro perché la cannabis potrà rappresentare un palliativo (ideologico) ai dolori provocati da una nuova, eventuale stagione di rigore finanziario in Eurolandia. Con Lindner al ministero delle finanze germanico non ci sarà infatti da stare molto sereni…

Aldo Di Lello

 

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