Super green pass, Rizzo (PC): “Altro che Natale sicuro, ma adesso in Parlamento ci siamo noi”

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Dal 6 dicembre entrerà in vigore il nuovo decreto con le misure natalizie e con il contestato super green pass, ovvero il certificato verde per soli vaccinati e guariti che consentirà l’accesso ai locali al chiuso, ristoranti, bar, cinema, teatri, palazzetti dello sport, convegni. Per i non vaccinati il tampone sarà valido soltanto per accedere ai luoghi di lavoro o viaggiare sui mezzi di trasporto pubblici. Sulla questione è intervenuto il segretario del Partito Comunista Marco Rizzo che nei giorni scorsi ha messo a segno un colpo molto importante; il senatore Emanuele Dessì, eletto con il Movimento 5Stelle e uscito per protesta dopo il sostegno al governo Draghi, ha aderito al PC e ora i comunisti hanno un rappresentante in Parlamento.

Cosa pensa del super green pass che entrerà in vigore dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio?

“Penso che sia un provvedimento assurdo, e non lo dico soltanto con riferimento al fatto che una parte degli italiani sarà discriminata, ma soprattutto per i problemi che comporterà a livello organizzativo. Abbiamo una sanità pubblica devastata, con un aumento spaventoso delle liste d’attesa e con malati oncologici o affetti da altre patologie gravi che vengono sistematicamente trascurati per dare priorità al covid e alle vaccinazioni. Adesso con l’arrivo del super green pass dovranno necessariamente essere intensificati i controlli nei locali e sui mezzi di trasporto con un massiccio impiego di forze dell’ordine. Sa questo cosa comporterà? Che gli agenti impiegati nei controlli saranno sottratti alla sicurezza del territorio e ci sarà molto probabilmente un calo di attenzione nella prevenzione e repressione dei reati. Perché alla fine gli organici sono ridotti all’osso, la coperta è corta e se la si tira da una parte, l’altra resta scoperta”.

Ma come, il governo sostiene che il super green pass serve proprio a rendere più sicuro il Natale? 

“Vede, la logica che sta dietro a questo provvedimento è chiara, si sta facendo di tutto per obbligare le persone a vaccinarsi perché ci hanno messo in testa che i vaccini sono l’unica arma per contrastare il virus. Ma non è affatto così. Il covid si potrebbe combattere anche potenziando la medicina di prossimità, gli ospedali territoriali e dando la possibilità ai medici di base di prescrivere farmaci precoci. Il super green pass è dunque sbagliato alla radice, perché per quanto i vaccini sono importanti, non sono l’unica soluzione. Il governo invece ha preferito imporre per vie traverse l’obbligo vaccinale invece di puntare ad una seria riqualificazione della sanità pubblica. Ma tutto questo ha una sua logica”.

Quale?

“Aumentare la tensione sociale per nascondere le vere emergenze. Avere i no green pass che riempiono le piazze fa comodo al sistema, perché in questo modo si possono facilmente confondere con i lavoratori che scendono in piazza contro i licenziamenti, le delocalizzazioni, gli aumenti in bolletta, e tutti possono essere bollati come no vax e demonizzati come tali”.

Alla fine comunque le discriminazioni per i non vaccinati sono state introdotte e con il consenso di quelle stesse forze politiche, come la Lega e il M5S, che pure si erano mostrate contrarie. Draghi è sempre più l’uomo solo al comando?

“Mi pare evidente, è quello che abbiamo detto sin dall’inizio. Ma fortunatamente in Senato adesso ci siamo anche noi e faremo sentire la vostra voce”.

Il fatto che un senatore ex 5Stelle, Emanuele Dessì, abbia aderito al Partito Comunista che significa per voi?  

“Che stiamo crescendo e che tanti si stanno rendendo conto che siamo noi comunisti l’unica alternativa a questo governo. Tenga conto che Dessì ha abbandonato il Movimento 5 Stelle proprio quando ha deciso di dare la fiducia a Draghi. Da quel momento è iniziato un percorso di avvicinamento che si è concretizzato oggi con l’ingresso nel nostro partito”.

Come sfrutterete adesso il fatto di avere un parlamentare?

“Per noi non è essenziale stare nelle Istituzioni, noi le nostre battaglie le combattiamo dentro o fuori senza alcuna differenza. Avere un senatore certamente ci permette di portare la nostra voce dalle piazze in Parlamento. Ci siamo già attivati presentando un pacchetto di emendamenti alla legge di bilancio, una vera e propria finanziaria alternativa, con proposte mirate ad un radicale cambio di sistema. Le nostre ricette le abbiamo illustrate nel corso di una conferenza stampa nei giorni scorsi, e sono ricette chiaramente di rottura rispetto a quelle proposte da Draghi e dalla sua maggioranza. Dove continua il gioco delle parti fra partiti che fingono di litigare, di tirare l’acqua al proprio mulino per puri scopi elettorali, per poi approvare tutto quello che decide Draghi”.

Una finanziaria comunista?

“Una finanziaria di ripresa per il Paese incentrata su lavoro, pensioni, casa, sanità pubblica, sicurezza, trasporti, scuola, difesa, giustizia, con proposte specifiche per ogni settore. Non un libro dei sogni, ma una proposta concreta fondata sul primato della politica rispetto agli interessi delle banche, della finanza, dell’Europa, della Nato”.

Avendo un parlamentare potrete anche partecipare all’elezione del prossimo Capo dello Stato. Presenterete un vostro candidato al Colle?

“Non parteciperemo al gioco della torre mettendoci a dire chi butteremo o meno giù. Se il gioco è questo allora preferiamo buttare giù tutta la torre. Ad ogni modo come provocazione abbiamo lanciato la candidatura del filosofo Gianni Vattimo. Questo perché nel momento in cui la politica è sottomessa totalmente alla finanza, l’unica possibilità di salvezza sta nella riscoperta della filosofia, partendo proprio dalla filosofia della politica”.

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