Omicron, dopo le dichiarazioni dell’Oms qualcosa non torna

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Sono settantasette Paesi che hanno ora riportato casi di Omicron e la realtà è che la variante è probabilmente nella maggior parte dei Paesi, anche se non è stato ancora rilevato.
In una nota ufficiale l’Oms ha messo nero su bianco che Omicron causerebbe “una forma meno grave di malattia”… ma tutte le testate titolano solo sulla prima parte della dichiarazione dell’Oms, ovvero il fatto che questa variante si diffonda “ad una velocità mai vista prima”.
Beh. Il dispaccio va letto interamente e non è allarmistico. Vi riportiamo le dichiarazioni complete. 
Ma c’è un ma… ha sottolineato infatti il capo dell’Agenzia dell’Onu: “Anche se Omicron causa una forma meno grave della malattia, l’enorme numero di casi potrebbe ancora una volta sopraffare i sistemi sanitari che non sono pronti”.
E il direttore ha aggiunto un interessante tassello al quadro.
“Voglio essere molto chiaro: i vaccini – ha detto – da soli non porteranno nessuno fuori dalla pandemia. Non si tratta dei vaccini al posto delle mascherine, i vaccini al posto del distanziamento. Bisogna fare tutto insieme”. E allora il super green pass che senso ha? La logica ci dice che non solo non aiuti la lotta, ma agevolerebbe la diffusione del virus. 
Ora ecco i dati della diffusione: 
In Europa ci sono stati 441 i casi nelle ultime 24 ore, per un totale di 2.127 dalla comparsa della nuova variante. Dai numeri dell’aggiornamento quotidiano dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) si rivelano 17 casi in Austria, 73 in Belgio, 3 in Croazia, 3 a Cipro, 9 in Repubblica Ceca, 268 in Danimarca, 26 in Estonia, 20 in Finlandia, 130 in Francia, 101 in Germania, 5 in Grecia, 2 in Ungheria, 20 in Irlanda, 27 in Italia, 5 in Lettonia, 1 in Liechtenstein, 1 il Lussemburgo, 62 in Olanda, 1.176 in Norvegia, 49 in Portogallo, 8 in Romania, 3 in Slovacchia, 49 in Spagna e 51 in Svezia.

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