Pioggia di disdette negli alberghi, turismo in ginocchio

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Nei giorni scorsi abbiamo intervistato l’imprenditore Giancarlo Nocioni titolare di diversi alberghi a Roma, Firenze e Forte dei Msarmi (LEGGI QUI) che aveva denunciato il boom di disdette seguito all’introduzione del super green pass. Centinaia di prenotazioni andate in fumo di fronte all’impossibilità per i non vaccinati di poter accedere ad alcuni servizi.

Stando agli ultimi dati, sarebbero 8 milioni gli italiani che hanno rinunciato alle vacanze di Natale e Capodanno, decidendo di rimanere a casa dopo aver prenotato nei mesi precedenti. Ma non è più soltanto un problema legato all’essere o meno vaccinati, al poter disporre o meno del super green pass. Adesso a preoccupare è soprattutto la diffusione della variante Omicron, visto che da giorni la comunicazione mediatica si è fatta nuovamente allarmistica, tanto da annunciare nuove restrizioni in arrivo.

Nelle ultime ore sui media stanno circolando ipotesi di nuove strette per le feste, che però saranno ufficializzate non prima di giovedì, ovvero l’anti vigilia di Natale. Il premier Mario Draghi ha dichiarato ieri che nulla è stato ancora deciso, ma è ovvio che molti che si apprestavano a partire pensando che la situazione sarebbe stata relativamente tranquilla, di fronte ad una situazione così incerta hanno preferito non rischiare.

E così piovono disdette a raffica, con gli operatori turistici che stanno vedendo andare in fumo le speranze di una ripresa grazie alle festività.

Come detto sono ben 8 milioni gli italiani che ad oggi hanno deciso di rinunciare a viaggi e vacanze per i giorni di Natale e Capodanno. E’ quanto rivelato da un’indagine di Demoskopika che traccia un bilancio a dir poco drammatico per il settore.

Riporta il Sole 24 Ore: “Poco più della metà degli italiani (52%) avrebbe deciso di andare in vacanza per le festività di fine anno, con il 24% che ha già prenotato. Al netto di chi è ancora indeciso (15%), quelli pronti a fare le valigie sarebbero 18 milioni e 9 su 10 sceglieranno mete nazionali. Poi ci sono 24 milioni di persone che hanno scelto di non partire (48%): il 12,4% perché «pur volendo ha ancora timore a viaggiare» a causa della pandemia e il 16% (ben 8 milioni) ha addirittura cancellato la prenotazione dopo la notizia della variante Omicron”. Si teme che con le nuove misure che il governo si appresta a varare, il numero delle disdette possa salire ulteriormente con ben 11 milioni di italiani che rinunceranno a partire da qui al 31 dicembre.

Ieri durante la trasmissione “Pomeriggio Cinque News” un’albergatrice di Venezia ha denunciato di aver dovuto chiudere l’albergo proprio per il gran numero di disdette. “È una situazione molto difficile, purtroppo le prenotazioni si sono fermate e arrivano molte cancellazioni. Per contenere i costi abbiamo deciso di chiudere la struttura”. E probabilmente non sarà l’unica a comportarsi così. Perché tenere aperto un albergo a fronte di pochissime presenze, rischia di rendere ancora più problematica la già precaria situazione economica che molte imprese turistiche stanno vivendo. Meglio dunque chiudere tutto che dover fronteggiare costi alti a fronte di ricavi minimi. E a farne le spese saranno anche i dipendenti impiegati a vario titolo in queste strutture.

Insomma, il Natale che tutti grazie ai vaccini pensavano sarebbe stato sicuro si sta rivelando invece più difficile dell’anno scorso quando almeno si sapeva che i turisti non si sarebbero mossi e che si sarebbero trascorse le feste chiusi in casa. Una comunicazione eccessivamente ottimistica ha fatto invece credere che con l’80% di italiani vaccinati non si sarebbe chiuso più nulla e si sarebbe potuti tornare alla normalità.  Invece a pochi giorni dal Natale è arrivata la doccia gelata con una comunicazione che di colpo è sembrata tornare ad un anno fa paventando nuove ondate di contagi e la necessità di altri lockdown e coprifuochi proprio a ridosso delle feste. E tutto questo con un governo che tutti erano convinti non avrebbe più agito all’insegna dell’approssimazione e delle decisioni dell’ultima ora.

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