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Pandemia e sacro. Tutto andrà bene? No, tutto concorre al bene

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“Tutto andrà bene”. Questa espressione, della Beata Giuliana di Norwich (1343-1416), non ha niente a che vedere con il banale e quasi demenziale “Andrà tutto bene”, che in tanti hanno ripetuto in questo tempo di Covid e che ora non ripetono più, perché nulla è andato bene! Anche Vescovi e Sacerdoti l’hanno ripetuta, attribuendola, erroneamente, alla nostra Beata. Sono due concetti totalmente diversi. “Andrà tutto bene” è riferito ad eventi contingenti, immediati. “E tutto sarà bene!” ha un respiro universale e valica i tempi umani, va oltre la fine della storia. Per rendersene conto basta riportare l’intera espressione della Santa. Il Signore le dice: “Io posso compiere bene ogni cosa, Io sono in grado di compiere bene ogni cosa, Io voglio compiere bene ogni cosa, e Io compirò bene ogni cosa; e tu vedrai da te stessa che ogni sorta di cosa sarà bene”. Nell’ originale inglese medievale questo bellissimo motto suona così “All shall be well!”. Scoprii la bellezza di questa espressione circa 20 anni fa, e successivamente la adottai come frase del mio profilo, tanto la ritenevo pregnante. Per gli studiosi questa espressione riassume tutto il messaggio della Beata, messaggio che troviamo nello stupendo “Libro delle Rivelazioni”. Bisogna leggere questo libro e ci si renderà conto. La “teologia” di Giuliana è ritenuta tra le più ottimiste, se non la più ottimista. È talmente vero questo che alcuni teologi hanno interpretato il “E tutto sarà bene!”, come riferentesi alla dottrina dell'”Apocatastasi”, ossia la credenza che alla fine della storia, anzi, in “tempi” a noi sconosciuti, quasi “oltre il tempo”, l’inferno svanirà e tutti i suoi abitanti saranno assorbiti in Dio, come tutti i Beati del Paradiso. Alcuni Padri della Chiesa, gli scrittori ecclesiastici dell’antichità, ad esempio Origene, hanno presentato questa dottrina come una ipotesi, e come tale è stata condannata dal Magistero ecclesiale. D’ altra parte il Vangelo parla chiaro in questo senso. C’è un’idea di fondo che però va presa: Dio non può fallire e non ha fallito nella sua Creazione. I “falliti” sono coloro che scelgono di stare senza di Lui. Dio non può costringere a stare con Lui coloro che con Lui non vogliono stare. La soppressione del libero arbitrio e una violenza ed è tutto il contrario dell’Amore.

“E tutto sarà bene!”. Ma solo dopo la fine dei tempi? Unicamente oltre il tempo? Si può realizzare anche in questa vita terrena il “tutto sarà bene”? In verità in questa vita vale un altro principio biblico: “Tutto “concorre” al bene”. Sarà tutto bene perché tutto concorre al bene. Per tutti? No, “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani 8, 28). Per coloro che amano Dio. Dio non fa distinzioni o ingiustizie. Nessuno può accusarlo di ingiustizia. Dio si fida solo di coloro che si fidano di Lui. Quando Sant’ Agostino lesse questa espressione di San Paolo annotò al margine della pagina biblica: “Etiam peccata!”, “Anche i peccati!”. Ne aveva fatto esperienza personale. Anche i nostri peccati concorrono al bene, se siamo pentiti. Anzi, non al nostro bene, ma a un nostro “maggior” bene. Dio è “ecologico”: “ricicla” tutto, tutto il male, ogni peccato. È questo il suo più grande miracolo. Solo che noi vogliamo. Lui ci chiede solo Amore. Nient’ altro. Santa Teresa d’Avila ebbe a dire:“Dio, per favorire un’ anima che Lo ama, è capace di rovesciare un impero!”. Dio supera la nostra fantasia nel farci regali. Le nostre fantasie, i nostri “desiderata” sono in gran parte poco aderenti alla realtà. Meno male che Dio ne tiene conto tanto quanto, se no … che delusione. Diremmo: “Tutto qua? Tutta la gioia e la felicità che immaginavo è poi così amara?”. Ecco perché San Paolo innalza lodi e Benedizioni“a Colui che in tutto ha Potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare” (Efesini 3, 20).

Mi piace terminare con altre “perle” della nostra Giuliana, la cui spiritualità spinge alla “compassione” verso ogni essere vivente: “Il peccato è inevitabile, ma tutto sarà bene, e ogni specie di cosa sarà bene”. Imparai dalla Grazia di Dio che dovevo rimanere fermamente nella fede e quindi dovevo saldamente e perfettamente credere che tutto sarebbe finito in bene”. “Dal primo momento che ebbi queste Rivelazioni imparai che Nostro Signore significa Amore. Ed io vidi con assoluta sicurezza, in questa visione e in tutto il resto, che Dio prima ancora di crearci ci ha amati, di un Amore che non è mai venuto meno, né mai svanirà. E in questo Amore Egli ha fatto in modo che tutte le cose risultino utili per noi, e in questo Amore la nostra vita dura per sempre. Nella nostra Creazione abbiamo avuto un inizio, ma l’Amore nel quale ci ha creati era in Lui da sempre, senza Principio. In questo Amore noi abbiamo il nostro Principio e tutto questo noi lo vedremo in Dio, senza fine. Siano rese Grazie a Dio”. “Dio è il Tutto-Buono, e Dio ama tutto ciò che ha fatto. Se dunque qualcuno, uomo o donna, rifiuta di amare un fratello in Cristo, quello allora non ama affatto, poiché non ama tutti; non è, perché non ha pace. Chi ama tutti i suoi fratelli in Cristo ama tutto ciò che è. Nell’ umanità salvata è compreso ogni ente, e tutto ciò che fu creato e il Creatore di tutto, poiché nell’ uomo è Dio, e così nell’ uomo tutto è incluso … In verità io sono solo una donna senza istruzione, debole e buona a nulla; tuttavia so con precisione quello che dico, perché l’ho appreso da Lui, il Sommo Maestro”.

Dominicus

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