“Oltre il visibile”: il Teatro di Roma presenta la seconda parte della stagione

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Il Teatro di Roma ha presentato la seconda parte della stagione 2021 – 2022 con oltre 50 debutti in calendario nei primi sette mesi del 2022. Oltre il visibile, questo il nome dell’impaginato curato dai consulenti artistici Giorgio Barberio Corsetti e, per il Teatro India, Francesca Corona, iniziato il 30 agosto con più di 30 titoli fino al 31 dicembre 2021, e con un impegno produttivo su 21 spettacoli nell’intera stagione, che si concluderà a luglio 2022.

Dopo la pandemia Oltre il visibile vuole essere la stagione per riabbracciare la città, i romani, la comunità internazionale. Nasce dal desiderio di raccontare il mondo che ci circonda, i suoi simboli, gli enigmi, le correnti segrete che animano il nostro quotidiano, attraverso lo sguardo degli artisti, scavalcando i confini dell’apparenza, illuminando il nostro fondo comune di aspirazioni e desideri.

Propositi che si ritrovano in tutti gli spettacoli – tanti recuperati dopo gli annullamenti dovuti alla chiusura dei teatri, altri nati adesso – dalla rilettura dei classici di tutti i tempi, alle nuove drammaturgie e scritture originali, nel segno di una programmazione multidisciplinare fortemente attenta alle giovani generazioni e ai segnali della contemporaneità.

PRODUZIONI E COPRODUZIONI

Al Teatro ARGENTINA dal 5 al 27 febbraio torna, per un pubblico finalmente in presenza, La metamorfosi, da Franz Kafka, adattamento e regia di Giorgio Barberio Corsetti, prodotto alla fine del 2020 e in scena per una sola settimana nello scorso maggio. Spettacolo nato in piena pandemia, è un racconto sulla separazione, sull’isolamento, sulla difficoltà di contatto. La metamorfosi è un’opera- mondo, che si irradia da una stanza e invade l’appartamento che la circonda, in cui si svolgono eventi imprevedibili, vissuti da personaggi tragici e comici. In terza persona, Gregor, interpretato da Michelangelo Dalisi, ci fa vedere la realtà con i suoi occhi, abbandona il mondo degli umani e si trasforma. È un gioco immaginario e mentale spietato, che porta Gregor, e noi con lui, all’annullamento. Dopo Roma lo spettacolo sarà al Teatro Mercadante di Napoli.

Dal 4 marzo al 3 aprile Massimo Popolizio sarà in scena con M Il figlio del secolo, trasposizione teatrale del romanzo di Antonio Scurati una coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa e Teatro di Roma. Il testo teatrale, senza offrire un concentrato dei fatti storici, né in maniera esaustiva la loro completa cronologia, intende portare in scena una rappresentazione plastica ed espressionista – fondata come il romanzo su documenti, lettere, articoli e il lavoro degli storici – dell’affermarsi del fascismo. Lo spettacolo sarà articolato in due parti indipendenti, M Il figlio del secolo 1919 e M Il figlio del secolo 1924.

Al Teatro INDIA Lucia Calamaro sarà in scena con due suoi testi, a cominciare da Darwin inconsolabile, in arrivo dall’11 al 23 gennaio, una storia in cui riconoscere le nostre nevrosi, i nostri stili di vita frenetici e disumanizzanti, raccontata con fulminante ironia, grande empatia e senza moralismi. Una coproduzione del Teatro di Roma con Sardegna Teatro, Spoleto Festival dei Due Mondi e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG.

Il cuore del progetto produttivo del Teatro India da settembre 2019 è stato Oceano Indiano, gruppo composto da Fabio Condemi, DOM-, Industria Indipendente, MK e Muta Imago; artisti che hanno ottenuto risultati di alto profilo, esportati nei contesti italiani ed europei più prestigiosi. Tra questi artisti, Condemi, vincitore del Premio Ubu 2021 per la Migliore Regia, porterà in scena dal 27 aprile all’8 maggio Nottuari, liberamente tratto dai racconti di Thomas Ligotti, tra i maggiori scrittori weird degli ultimi cinquant’anni. La piéce suggerisce spazi estremamente concreti e inafferrabili come architetture apparse in sogno, in cui la musica ha un ruolo fondamentale, quasi una galleria di installazioni sonore dove tutto va a comporre il sovvertimento e lo slittamento continuo di senso. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Roma con Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato e LAC – Lugano.

Dal 9 al 19 giugno Claudia Sorace e Riccardo Fazi di Muta Imago presentano la riscrittura di Tre sorelle mettendo al centro degli eventi le tre donne protagoniste del dramma di Anton Čechov.

Dopo l’annullamento della scorsa stagione, dall’11 al 14 aprile sarà presentata al pubblico un’importante coproduzione internazionale del Teatro di Roma: Catarina di Tiago Rodrigues, drammaturgo e regista portoghese, prossimo direttore del Festival di Avignone. Una drammaturgia surreale ed elettrizzante sul rito incrollabile di una famiglia i cui rappresentanti da oltre settanta anni si tramandano la missione di uccidere ognuno un fascista; Catarina romperà la tradizione innescando una riflessione su cosa sia il fascismo, se la violenza possa essere un’arma valida nella lotta per un mondo migliore.

Dopo il successo di Macbettu e de Il giardino dei ciliegi, Alessandro Serra torna al Teatro Argentina dal 28 aprile al 15 maggio, con una lettura corale e visionaria de La Tempesta di William Shakespeare, una coproduzione del Teatro di Roma con Teatro Stabile di Torino ed Emilia Romagna Teatro Fondazione, Sardegna Teatro in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia. La tempesta è un inno al potere del teatro fatto con il teatro, la cui forza magica risiede nella possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche in cui gli esseri umani possono esercitare il proprio diritto all’atto magico.

Dopo il debutto a India nella scorsa stagione, viene ripresa all’Argentina dal 26 maggio al 5 giugno la coproduzione Il filo di mezzogiorno per la regia di Mario Martone, dal romanzo autobiografico di Goliarda Sapienza, partigiana, femminista, una donna continuamente in battaglia, in lotta contro il conformismo. L’adattamento teatrale è a cura di Ippolita di Majo, gli interpreti Donatella Finocchiaro e Roberto De Francesco si confrontano in un corpo a corpo, intenso e duro, nel quale i ruoli si distorcono per poi riprendere forma e scomporsi ancora, fino quasi a invertirsi. Lo spettacolo è una coproduzione del Teatro di Roma con Teatro Mercadante di Napoli, Teatro Stabile di Catania e Teatro Stabile di Torino.

OSPITALITÀ

Dal 12 al 23 gennaio è riprogrammato Piazza degli eroi di Thomas Bernhard con la regia di Roberto Andò e prodotto dal Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Testamento teatrale e indiscusso capolavoro dell’intellettuale austriaco, furiosamente critico con il suo paese per il perdurare di strutture autoritarie e fasciste, Bernhard, il cui teatro è caratterizzato dall’astrattezza dei luoghi e del tempo, per il suo congedo dalla vita e dal palcoscenico sceglie di dare un nome e una data all’ottusità brutale che vede avanzare. Siamo nel 1988 a Heldenpatz, la Piazza degli Eroi di Vienna dove 50 anni prima Adolf Hitler aveva dichiarato l’anschluss, dell’Austria alla Germania nazista. Il protagonista Renato Carpentieri attraversa l’Austria di Bernhard, concreta e metaforica, la Heldenpatz è infatti un luogo reale e ugualmente una qualsiasi piazza da comizio, di una qualsiasi città del mondo.

Per Grandi Pianure, la rassegna di danza del Teatro di Roma a cura di Michele Di Stefano, sono in arrivo all’Argentina i lavori di due artisti che si sono imposti all’attenzione internazionale per la loro ricerca sulle possibilità del corpo. Il primo in calendario è Transverse Orientation (28-30 gennaio) del coreografo greco Dimitris Papaioannou, per la prima volta a Roma nell’ambito di una importante corealizzazione del Teatro di Roma con il Festival Equilibrio della Fondazione Musica per Roma.

 L’impegno produttivo del Teatro di Roma verso le nuove generazioni vede impegnato Fabrizio Pallara in una ricerca artistica su Biancaneve, che debutterà al Teatro TORLONIA il 26 marzo: un adattamento che non rinuncia alla struttura del testo dei fratelli Grimm, partendo dalla traduzione di Antonio Gramsci dal titolo Nevina, con l’obiettivo di esaltarla ed evidenziare il senso profondo del conflitto tra generazioni, nel passaggio di testimone di madre in figlia.

La seconda parte della stagione al Teatro ARGENTINA vede in scena fino al 6 gennaio Silvio Orlando in La vita davanti a sé, riduzione teatrale del romanzo di Emile Ajar – Premio Goncourt 1975 -, pseudonimo d Romain Gary. Il protagonista è Momò, un bimbo arabo di dieci anni e molta vita davanti, che abita nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, una ex prostituta ebrea che si prende cura dei figli mai riconosciuti delle «colleghe» più giovani. Il racconto è commovente e attualissimo, composto da una stratificazione di segni e anticipatore del tema dei temi: la necessità di un dialogo per una convivenza tra etnie e religioni. Attraverso il mito del Minotauro, la cui uccisione diventa metafora del giovane che vuole prendere il posto del vecchio e creare un nuovo mondo dell’antica Roma volgarizzata in politiche aggressive e vanagloriose.

Dal 19 maggio torna all’Argentina uno dei maestri del teatro contemporaneo: Romeo Castellucci presenta BROS, la sua ultima creazione, coprodotta dai maggiori teatri europei e internazionali, in cui il regista esamina il nostro rapporto con la Legge, la responsabilità individuale e collettiva, osservando il comportamento di un gruppo di uomini in divisa da poliziotto che ricevono ordini per mezzo di un auricolare, agiscono senza il tempo per pensare o formulare una scelta.

Anche al Teatro INDIA la geografia delle ospitalità si articola tra riprogrammazioni e nuove proposte, in un paesaggio che dalla città sconfina nel territorio nazionale e internazionale.

Il 25 gennaio Babilonia Teatri (Leone d’Argento alla Biennale di Venezia) presentano Mulinobianco- back to the green future, una riflessione sul legame che abbiamo con il pianeta che abitiamo, sulla famiglia e sulle relazioni tra le generazioni.

Dal 1 febbraio torna in scena Lucia Calamaro con Smarrimento, interpretato da Lucia Mascino e prodotto dallo Stabile delle Marche, un monologo sulla sospensione dell’esistenza e un dichiarato elogio del ricominciare.

Nel segno della letteratura India presenta alcune creazioni originali di artisti che hanno riletto il presente attraverso testi classici o contemporanei. È il caso di Daniel Veronese, maestro del teatro argentino, che con un umorismo feroce delinea un ritratto impietoso del maschio contemporaneo nelle Brevi interviste con uomini schifosi di David Foster Wallace in scena dall’8 al 13 febbraio con Lino Musella e Paolo Mazzarelli, prodotto da Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Marche Teatro, Tpe Teatro Piemonte Europa, FOG Triennale Milano Performing Arts in collaborazione con il Teatro di Roma. Attraverso una rosa di racconti tratti dalle Brevi interviste, Veronese traccia una propria linea drammaturgica che racconta di uomini incapaci di avere relazioni armoniche con le donne, e ci invita a osservarli da vicino, con l’ironia irresistibile di Wallace che tratta la natura umana con una suprema abilità nel descrivere il quotidiano; Federica Santoro e Luca Tilli con Hedvig -dall’11 febbraio e prodotto da Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee – lavorano in modo estrattivo sull’Anitra selvatica di Henrik Ibsen, ricavandone una riscrittura vicina al collasso della materia sonora e linguistica; in prima nazionale dal 15 febbraio Josefine è la rilettura di Bartolini/Baronio del racconto di Kafka Josefine, la cantante ovvero il popolo dei topi in cui lo scrittore evoca un tempo di estasi e grazia, in cui il “popolo topo” dimentica sé stesso e si raccoglie attorno a un’artista, alla gioia infantile del gioco. Una produzione 369gradi in collaborazione con Teatri di Vetro, Teatro di Roma, Teatro del Lido di Ostia.

Si torna al teatro con Valdoca che presenta Enigma. Requiem per Pinocchio, potente messa in scena ispirata a uno dei più importanti e surreali romanzi di formazione, ricomponendo una partitura fatta di canto e suono dal vivo che vede al centro tre interpreti come Mariangela Gualtieri, Silvia Calderoni e Chiara Bersani, dal 17 al 27 marzo, produzione ERT/Teatro Nazionale.

Coreografo e performer, direttore del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch da settembre 2022, Boris Charmatz sarà a India per Grandi Pianure il 28 e 29 maggio con la danza notturna per sei interpreti Danse de nuit, un’indagine sulla presenza e sulla relazione tra luogo, arte e pubblico.

Dal 26 aprile al 1 maggio About Lolita, diretto da Francesca Macrì e prodotto dal Metastasio di Prato e da Fattore K: un dialogo con l’arte che condensa dolore e piacere, evoca un mito, un modo di dire, una violazione dell’infanzia e al contempo il disegno di un’infanzia che ancora facciamo fatica ad accettare nella sua sconvolgente sessualità.

Nell’ambito delle scritture originali e all’interno della tradizione della scrittura scenica, per la prima volta al Teatro di Roma arriva Giuliana Musso, in scena dall’8 al 13 marzo con Dentro, un lavoro sulla necessità di tacere una verità potenzialmente dannosa per una vittima innocente, mentre dal 22 al 27 febbraio la compagnia Fort Apache Cinema Teatro coinvolge gli interpreti di FACT, attori ed ex detenuti oggi professionisti di cinema e palcoscenico, nello spettacolo Destinazione non umana.

  La compagnia Sotterraneo sarà presente con due progetti il 10 e il 15 maggio: Overload (Premio Ubu 2019 per il miglior spettacolo) parla dell’attenzione, o piuttosto della disattenzione alla rapida mutazione del nostro mondo; e la nuova produzione L’Angelo della storia che sarà presentata a India in prima assoluta. Il collettivo sulla scia dei collegamenti tra vicende, che Walter Benjamin chiamava costellazioni svelate, prova a ricombinare il passato per ridiscutere l’immaginario presente. Dal 17 al 29 maggio il regista Premio Hystrio Andrea De Rosa sarà in scena con la sua versione dell’opera Nella Solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès, con Federica Rosellini e Lino Musella, due tra gli interpreti più interessanti degli ultimi anni. Ideata nei giorni del confinamento, la pièce è immaginata dal regista in una sala teatrale vuota, e la misteriosa trattativa condotta dai due personaggi sulla merce assume i colori di un dialogo filosofico attorno ai doni di Dioniso e sul teatro stesso.

 

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